Vorremmo allegramente mandare a quel paese un paio di blogger, dei quali non faremo i nomi: certa gente non ha nient’atro da fare, nella vita, che gongolare per le proprie imprese puerili, e noi non vogliamo di certo offrire ulteriori motivi di vanto a questi mentecatti.
Ora, i blogger in questione sono stati invitati con la gentilezza a noi consueta, ad aderire all’iniziativa de I sognatori, quella inerente la lettura (gratuita) dei nostri libri. Di rimando, siamo stati accusati di essere invadenti, di aver riempito la loro preziosissima messaggeria con un volgare spam, e di essere anche dei biechi procacciatori di soldi e notorietà!
Tenete conto che tutto questo è accaduto poche ore dopo aver confidato all’amica Patty Bruce che ci imbarazza non poco tenere aggiornati i lettori sulle varie iniziative portate avanti dalla casa editrice, dal momento che non è nostra abitudine riempire di messaggi pubblicitari i lettori che (fra l’altro) già ci conoscono e ci seguono.
Detto questo, mandiamo a dire agli pseudo alternativi che ci hanno accusato di chissà quali nefandezze che noi, a differenza della concorrenza, chiediamo ai blogger di leggere GRATUITAMENTE i nostri libri, e che persino la spedizione del plico avviene a nostre spese. Non siamo Berlusconi, che sotto elezioni spedisce la sua biografia a milioni di italiani, senza che nessuno gliel’abbia chiesta. Ma che possiamo farci, è tipico di una certa mentalità vedere “nemici” ovunque, e scambiare per un imprenditore rampante chi, al contrario, tenta di costruire una via davvero alternativa allo strapotere delle holding editoriali.
Nessuno spam, dunque, nessuna ricerca del facile successo. Lottiamo e sudiamo per promuovere la piccola editoria, per cui certe accuse potete rivolgerle a chi tenta di vendervi qualcosa anche quando siete seduti sul cesso. Vendere, non offrire in visione: c’è una bella differenza! E poi, c’è modo e modo di dire “no, grazie”: accusarci di certe cose è quello più sbagliato, perché lontanissimo dalla realtà.
E ora potete tornare a lamentarvi di tutto quello che vi circonda, senza però alzare un dito per tentare di modificare lo stato delle cose.
È molto più semplice, ma non azzardatevi a tenere lezioni di etica agli altri…
Il mondo editoriale italiano è una bolgia. Case editrici nascono come funghi e muoiono come mosche nel giro di pochi anni. Non esiste un vero e proprio “criterio di estinzione”: come nella vita di noi uomini, la morte colpisce sia le case editrici valide che quelle messe su unicamente per lucrare. Lo stesso discorso vale per le case editrici che restano in vita: valide o meno, sopravvivono senza problemi per anni. Ci si chiederà il perché. Molti si illudono che il criterio di estinzione (o di sopravvivenza) sia riconducibile alla qualità dei libri pubblicati. Niente di più falso. C’è gente che edita schifezze da vent’anni, eppure è ancora lì. Ci sono case editrici che pubblicano piccole perle ma chiudono presto i battenti, e arrancano faticosamente.
Quale, dunque, la soluzione dell’enigma?
Noi conosciamo bene la risposta. Osserviamo tutto “dall’interno”, silenziosamente, e certi problemi ci sono sin troppo noti. Tristemente noti.
È nostra intenzione sviscerare tali problemi all’interno del nostro blog, per consentire agli scrittori, ai lettori e ai semplici “passanti” di venire a conoscenza di cose di cui nessuno parla.
Oggi affrontiamo un tema a noi caro, quello della RICHIESTA DI CONTRIBUTO.
Cos’è il contributo?
Semplice: l’ottanta per cento delle case editrici, al momento di pubblicare un esordiente chiede, anzi obbliga lo scrittore, a “contribuire” (da qui il nome) alle spese che verranno affrontate per stampare e pubblicizzare l’opera. Una richiesta che a qualcuno potrà sembrare sensata, ma che invece nasconde una vera e propria truffa.
Per meglio comprendere le problematiche connesse al contributo, postiamo qui di seguito la mail di uno scrittore che ci ha contattato nei giorni passati, e la nostra replica. Siamo sicuri che capirete qualcosa in più in merito all’argomento affrontato.
Ecco la mail:
“[…] ho spedito qualche mese fa diverse copie di un manoscritto (una raccolta di racconti). Alcune Case Editrici hanno tempi di valutazione molto lunghi, altre non risponderanno se non in caso di interesse... Per il momento ho ricevuto 2 risposte: un editore dice di aver letto il manoscritto ma di non ritenerlo idoneo alla sua linea editoriale, l'altro dice di averlo giudicato "molto positivamente", ma chiede un piccolo contributo perchè
Ho parlato telefonicamente con la responsabile della collana di narrativa […] Al telefono mi ha ipotizzato una cifra intorno agli 800 euro, per 200 copie da circa 90 pagine. […]In ogni caso, mi farebbe molto piacere sottoporre a voi il mio manoscritto, per vedere se può essere di vostro interesse. Sono davvero colpito dalle vostre ottime intenzioni, e sarei molto contento di poter pubblicare il mio testo con voi.”
Ecco la nostra risposta:
“Carissimo …,
iniziamo subito col dire che accettare o meno una richiesta di contributo è fondamentalmente una questione "etica". La nostra posizione è questa: fare il gioco delle case editrici che obbligano (perchè di un obbligo si tratta) gli esordienti a pagare il contributo significa "pompare" denaro nelle loro casse, potenziandole a scapito di quelle (ormai pochissime) che invece non chiedono alcun contributo. Si rafforza, così, un sistema volto a dare spazio soltanto a chi può permetterselo economicamente. Sappi che, se rifiuterai l'offerta, qualcun altro prenderà comunque il tuo posto, ma non perchè più bravo, ma solo perchè più ricco, o perchè dell'etica se ne frega allegramente. Non ci vuole poi tanto a farsi pubblicare in Italia, insomma: basta piegarsi alla logica imperante ed avere un gruzzolo da parte. Ma tra farsi pubblicare in questo modo e farsi pubblicare senza contributo c'è la stessa differenza (scusa la crudezza) che intercorre tra l'andare a letto con una bellissima donna innamorata di te, e l'andare a letto con una bellissima donna che richiede un contributo per le sue prestazioni. Non è un caso, dunque, che in Italia il mercato del libro sia saturo di libri scadenti: chiunque, anche con un talento mediocre, può farsi pubblicare, basta possedere qualche centinaia di euro, e il gioco è fatto. Farsi pubblicare da una casa editrice che non richiede contributo è molto più difficile, perché edita solo quei lavori in cui crede fermamente. E questo spaventa gli esordienti, che fuggono a gambe levate verso quella concorrenza pronta a dare spazio, come si suol dire, a cani e porci.
Detto questo, c’è anche da dire che conosciamo bene gli enormi costi di un’attività editoriale, e sappiamo che restare a galla in un mercato sovraffollato come quello italiano è complicatissimo. Qui tutti sono pronti a lodare il nostro approccio poco convenzionale, ma pochissimi si stanno prendendo la briga di aiutarci concretamente, acquistando uno dei libri presenti in catalogo. Tutti vogliono farsi pubblicare, pochissimi vogliono acquistare. Il ragionamento è sempre quello: “perché acquistare il libro di una casa editrice che non so neanche se poi mi pubblicherà”? Anche questo, per noi, è sinonimo di scarsa coerenza. Perché quando il nostro budget sarà ridotto a zero, la casa editrice I sognatori scomparirà, e gli esordienti avranno un alleato in meno nella lotta al sistema sclerotizzato dell’editoria italiana. E si arriverà al punto in cui tutti gli esordienti, indistintamente, per veder pubblicata un’opera dovranno sborsare tra gli 800 e i 3000 euro, a fronte dei 10 euro coi quali è possibile acquistare un nostro libro.
Contenti loro…
Comunque, noi non chiederemo mai il contributo:a questo punto, meglio chiudere i battenti e ritirarsi dignitosamente, piuttosto che passare dalla parte del nemico.
Noi ce l’abbiamo, un’etica…”
- http://cassielheaven.iobloggo.com/
“Larry ha la "penna felice", non c'è che dire […]Il suo libro alla fine è come una sorta di piccolo dizionario di un'umanità "infernale", una specie di spassoso e intelligente "Bignami" sulle classi di esseri che affollano il quotidiano di ognuno di noi”
- http://linoge80.splinder.com/
“ E cosa si può fare? Niente, leggendo il libro non si fa niente, si ride, a volte ci si piega dalle risate perchè anche per chi non c'è mai stato in campeggio come me, non si fatica un solo istante ad immaginare che dietro al cartello Benvenuti in questo paradiso si nasconde il male più profondo, quello subdolo che ti attrae e che ogni volta che ne guardi uno da fuori ti fa pensare "Forse l'anno prossimo la provo questa esperienza del campeggio" […]Per il resto, opera prima (sperando che non resti l'unica) e al di la di tutto con tantissime riflessioni, alcune più velate, altre meno ma che proprio per la loro natura donano (semmai ce ne fosse bisogno) uno spaccato della nostra ItaGlietta che va via via peggiorando e d'estate tocca il culmine tra billionaire e isole-fighe-strapiene-di-vips- varie”
- http://isabelletostin.ilcannocchiale.it/
“Se pensate però di avvicinarvi alla lettura di “Camp attack” e trovarvi l’umorismo spicciolo da cabaret (che ha sconfinato anche in libreria con tutti i librucoli dei comici), allora cambiate genere: Larry Lisca combina un’ironia cinica, sostenuta dagli azzeccatissimi disegni di Francesca Santamaria (già autrice della copertina de “L’orologio di cenere” di Aldo Moscatelli), a una sottile e dura critica alla società odierna, celata dietro quelle analisi che hanno sì il compito di divertire il lettore (e molto!) - perché, come già detto, immune da tutti quegli orrori che vede con distacco - ma che lo portano poi a riflettere. E alla fine non sai se ridere o piangere”.
- http://jonvendetta.blogspot.com/
“ … un compendio di figure umane, di prototipi surreali di campeggiatore, utile sia per chi è avvezzo alla materia che per chi non vi si è mai avvicinato. Parata degli orrori, invero divertente e divertita, o guida alla sopravvivenza, il risultato non cambia: nel suo breve libro Larry cataloga impietosamente, abbozza caricature, decostruisce tipologie umane, umanissime […]lo stile cinico e ritmicamente piacevole rende tale idea fresca e mai banale […]Acuto, giocoso e mai volgare…”
- http://sonnenbarke.splinder.com/
“È un libro piacevole e divertente, capace di far ridere la Sonnenbarke spalmata da otto ore su un treno in ritardo di centoventi minuti, il che non è proprio la cosa più automatica del mondo. (La disgrazia è che gli altri passeggeri mi guardavano come un'idiota, a sghignazzare in una scatoletta zozza a temperatura di ebollizione.) […] proseguendo nella lettura ci sfiora l'agghiacciante idea che questi personaggi siano veri. E lo sono. […] È un museo degli orrori, in sostanza, ottimamente corredato dalle azzecatissime illustrazioni di Francesca Santamaria”.
- http://francescodenti.ilcannocchiale.it/
“E allora cominciamo a dire che cosa è, questo spumeggiante esordio editoriale di Larry Lisca: uno sguardo panoramico sul campeggio e sulle figure tipiche che affollano questi spartani luoghi di villeggiatura (campeggiatrici, campeggiatori e personale di servizio). Volendo, è una brillante presentazione di protagonisti principali e semplici comparse che un domani potrebbero dar vita a un romanzo, o a un film”
- http://canyrandagy.splinder.com/
“e uno dietro l'altro si incontrano i campeggiatori veri e propri, personaggi come Il supergiovane, la femme fatale (categoria divisa in tre sottocategorie: da sbellicarsi, credetemi). In questa parte il libro è decisamente spassoso. Tuttavia, in alcuni punti, il sorriso scompare improvvisamente dal volto del lettore. Sono sufficienti due righe, un pensiero, per costringerci a fermarci un attimo e riflettere.”
L’OROLOGIO DI CENERE – CINQUE MESI DOPO
Sarò sincero: non attendevo di raggiungere, con la mia prima opera, un successo di critica così vasto. Eppure, il 90% delle recensioni ottenute in giro per la rete parla chiaro: “L’orologio di cenere” piace, e anche molto.
Tra gente che sostiene di avere inserito il mio noir nella sua personale top-ten (spero soltanto che questo “qualcuno” possegga più di dieci libri!) e gente che ammette di attendere con ansia il ritorno di River Crane, c’è di che essere lusingati. Certo, le critiche non sono mancate. Oddio, forse “critiche” è una parola fuorviante. Meglio parlare di appunti, di piccole critiche. Perché ogni lettore è diverso dall’altro, e ogni lettore gradisce o sgradisce qualcosa che altri gradiscono o sgradiscono a loro volta. Alcune di queste critiche si sono rivelate isolate, e inerenti dettagli: mi riferisco all’uso eccessivo di “d” eufoniche (http://emanuelazini.splinder.com/), o l’utilizzo errato del “qui pro quo” in luogo del “do ut des” (http://www.blogdegradabile.net/). Ben più presente è stata la critica relativa all’ambientazione del romanzo, e vi dirò: non credevo che i lettori italiani fossero così sciovinisti! Molti avrebbero gradito un’ambientazione italiana, fattore che continuo a ritenere di secondaria importanza: quanti francesi rimprovererebbero uno scrittore locale di aver ambientato un romanzo in Belgio? Ben pochi, credo. Se l’opera “fila” per il verso giusto, non c’è bisogno di accanirsi sullo scrittore per un motivo così futile. Tanto più che “L’orologio di cenere”, nonostante se ne siano accorti in pochi, non ha una collocazione precisa. Ambientarlo in Italia non lo avrebbe reso migliore di quello che è: e se lo dico io, che l’ho scritto!
Detto questo, fanno riflettere ancor di più i contrasti di giudizio fra lettori. Mi sono ritrovato davanti a decine di antinomie in questi mesi, dichiarazioni in contrasto fra loro che confermano, una volta di più, la diversità di approccio e di gusto che ogni lettore possiede. Tanto per citare qualcuno, se Cigale (http://cigale.splinder.com/) sostiene che i personaggi minori (Jeff e Wolf) siano stati tratteggiati appena, di contro Francesca (http://boschettodeglielfi.splinder.com/) sostiene: “Molto ben caratterizzati anche i personaggi secondari, quando si entra al Blueroom, Jeff e Wolf sembra proprio di vederli!”. Sul fronte dialoghi, se Principessa Felice (http://net10biblio.splinder.com/) confida che “ i dialoghi a tratti mi sono parsi artificiali”, qualcun altro (http://isabelletostin.ilcannocchiale.it/) afferma: “E diretto e semplice è anche lo stile di Aldo Moscatelli, fatto di dialoghi che mai ho trovato scontati”.
Emerge chiaramente, da queste note, che uno scrittore difficilmente può mettere tutti d’accordo: ci sarà sempre qualcuno pronto “a far notare che…”, e credo che questo faccia parte del gioco. Accetto di buon grado ogni parere, insomma, nella consapevolezza di poter migliorare in futuro.
Tuttavia, non posso fingere di non aver serbato nel cuore queste parole:
- che i lettori tributino quel giusto omaggio che questo piccolo romanzo merita, necessario alla continuazione dell'esperienza di Aldo come autore ed editore (http://cassielheaven.iobloggo.com/);
- come romanzo d'esordio è sicuramente valido: l'autore dimostra di avere le idee chiare e padroneggia bene la propria materia (http://aislinn.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1027044);
- L’orologio di Cenere è un libro interessante, si legge tutto d’un fiato (http://www.mynona.splinder.com/);
- Personalmente era un po' di tempo che non venivo presa in questo modo da un libro... (http://nellombra.iobloggo.com/);
- L'Orologio di Cenere è un romanzo nero che appassiona fin dalle prime pagine (http://melamela.splinder.com/);
- [L’orologio di cenere] ti permette di venire a conoscenza di piccoli casi editoriali come questo, che premiano i veri amanti dei libri (http://isabelletostin.ilcannocchiale.it/);
- Aldo Moscatelli, autore de “L’orologio di cenere”, ci offre un noir, una scrittura che sbaraglia il lettore… “L’orologio di cenere” è di un esordiente, Aldo Moscatelli, che la stoffa ce l’ha, che sa scrivere una storia con un inizio e una fine, e non è poco davvero in una Italia dove tutti si dicono scrittori senza neanche saper tenere in mano la penna (http://biogiannozzi.splinder.com).
Per il momento, mi godo il successo riscosso dal mio primo romanzo, e invito tutti coloro che non lo hanno letto ad acquistarlo, per dare una mano alla mia casa editrice e alla piccola editoria in generale. L’opera costa soltanto 8,90 euro, un prezzo decisamente abbordabile.
Secondo me, e secondo molti altri, ne vale la pena.
Datemi una possibilità.
Aldo Moscatelli
p.s.
chi fosse interessato all’acquisto, può contattare la casa editrice a questo indirizzo: acquisti@casadeisognatori.com
Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una mail alquanto bizzarra, e ci pare giusto bloccare sul nascere eventuali fraintendimenti legati alla nostra attività editoriale.
Potete trovare la mail “incriminata” qui sotto, e ancora più sotto la nostra replica. Una replica a tratti “dura”, figlia di quella delusione che ci ha accompagnato per l’intero mese di agosto.
DOMANDA:
Salve,
mi chiamo … e sono una delle fondatrici di … Ho letto su un blog che regalate libri ai bloggers, in modo tale che facciano delle recensioni…
RISPOSTA:
Ciao …,
non sappiamo dove tu abbia potuto leggere una cosa simile, ma in realtà noi i libri non li regaliamo affatto. Le cose stanno diversamente.
E' vero, da un po' di mesi a questa parte abbiamo deciso di avviare una collaborazione con alcuni blogger, scelti in giro per la rete; questi blogger devono possedere una serie di requisiti (e così i relativi blog) per poter essere coinvolti nell'iniziativa. Iniziativa che, però, non regala libri, ma li offre in lettura, in maniera del tutto gratuita. Se l'opera inviata non convince il blogger contattato, questi è libero di non pagarla. Se piace, gli viene chiesto (senza comunque obbligarlo) di corrispondere il prezzo di copertina. In entrambi i casi, il blogger è comunque tenuto a recensire il lavoro.
Naturalmente, in cuor nostro speriamo sempre che i nostri lettori, se non altro per una questione di coerenza, paghino il libro, anche perchè il 90% delle recensioni fin qui sono state positive. Il problema è che molti (troppi...) parlano di appoggiare la piccola editoria e gli scrittori sconosciuti, ma ben pochi si prendono la briga di dare un risvolto pratico a questa affermazione… Va da sè che, col tempo, ci rivolgeremo sempre più esclusivamente a quei blogger che, tenendo fede all'impegno preso, dopo aver recensito positivamente l'opera effettueranno il pagamento della stessa.
Tieni conto che i nostri libri costano il 30% in meno rispetto a quelli della concorrenza, proprio per non gravare sulle tasche dei nostri lettori. E non crediamo affatto che una decina di euro da spendere per un libro già valutato positivamente sia una richiesta assurda.
Chi ama i libri li acquista.
Chi appoggia la piccola editoria anche.
Tutto il resto è chiacchiere.
Visto che nei blog va molto di moda proporre dei test, ne facciamo uno anche noi, rivolto agli scrittori che dovessero passare da queste parti:
1) Sei disposto a scimmiottare i libri di Moccia, Brown e Melissa P. pur di avere un contratto editoriale?
2) Sei disposto a sborsare 2000 euro di contributo-spese ad una casa editrice per vedere il tuo nome stampato su un libro?
3) Saresti in grado di piegarti alle esigenze di mercato, e a scrivere qualcosa che non senti tuo?
4) Sei uno di quelli scrittori che se ne frega dell'etica?
5) Il libro è per te un semplice oggetto?
6) Riusciresti a sopravvivere senza stringere una penna fra le mani per oltre un mese?
7) Ti interessa la piccola editoria di qualità?
8) Aiuti concretamente la piccola editoria?
9) Sei disposto a crescere insieme a chi, come te, ha ancora molto da imparare?
10) Disprezzi quelle case editrici che rispondono (quando rispondono) ad una mail dopo due mesi, e che ti trattano, in quanto scrittore esordiente, come l'ultimo degli sfigati?
11) Vorresti vedere gli pseudo-libri scritti dai divi della tivù marcire nelle librerie che, fingendo di occuparsi di cultura, accettano di vendere soltanto boiate colossali?
12) Saresti felice se in Italia venissero pubblicati più autori italiani, senza il bisogno di importare schifezze dall'estero? E saresti felice se quegli autori fossero davvero validi, e arrivati all'agognata pubblicazione senza pagare un centesimo di contributo e senza raccomandazioni di ogni tipo?
Bene, se alle prime sei domande hai risposto NO, e alle altre invece SI, e credi di aver scritto un romanzo o dei racconti (niente poesie per il momento) validi, sei pregato di contattarci e di chiederci cosa occorre fare per sottoporre alla nostra attenzione i tuoi lavori.
Chi ci conosce sa che abbiamo già un blog, per l’esattezza http://lestanzedellarte.ilcannocchiale.it/ .
Giunti a questo punto, per una serie svariata di motivi si è resa necessaria l’apertura di un nuovo blog, che intendiamo trasformare in una via di mezzo tra il nostro sito ufficiale (www.casadeisognatori.com) e il blog già citato.
In poche parole, qui si parlerà esclusivamente di libri, e delle nostre iniziative. Cercheremo di essere professionali, dunque, e mai noiosi.
Perché il problema è sempre quello: il libro, nell’ottica della maggior parte degli italiani, rimane un oggetto noioso, da comprare di tanto in tanto, per fare un regalo a qualche romantico che non tiene il passo coi tempi. Si preferisce osservare il nulla trasmesso dal tubo catodico, e altri passatempi poco impegnativi. Già, perché per alcuni individui aprire un libro, sfogliarlo e leggerlo sono gesti quasi impossibili da concretizzare.
Il rischio è che l’artrite colga le mani, e che il troppo pensare faccia comparire qualche ruga, magari una “zampa di gallina” al lato degli occhi.
Forse è passato il tempo di quel tale che, da illuminato qual era, sostenne che “il libro è una delle possibilità che l’uomo possiede per raggiungere la felicità”. Ma noi siamo qui per questo, per ridare un senso a quell’aforisma. Perché per altri, quell’aforisma è realtà concreta. Da godere ogni giorno.
Tenteremo di convincere gli scettici, e di non deludere chi già crede in noi.
Senza alcuna pretesa.
Non desideriamo diventare ricchi e famosi, ci basta continuare con tranquillità il nostro lavoro, rendere felici nuovi lettori, non morire lentamente nell’indifferenza generale.
E in questa lotta, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.