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giovedì, 31 maggio 2007

ESPERIENZE TRAUMATICHE (Terzo episodio)

ESPERIENZE TRAUMATICHE (terzo episodio)

di Aldo Moscatelli

Avviso: questo post potrà essere compreso appieno soltanto da chi NON considera un’opera letteraria, scritta da sé o da altri, come un banale insieme di fogli numerati.

 

Sul finire del 2003 contattai i tipi di una casa editrice campana per sottoporre alla loro attenzione alcuni miei racconti, poi terminati nella raccolta “Il cimitero dei giocattoli inutili e altri racconti calpestati”. Inviai il pacco tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; la ricevuta tornò fra le mie mani a distanza di due settimane, regolarmente firmata. Iniziò così la solita, snervante attesa; ero pronto a pazientare per i consueti tre-quattro mesi, ma a un certo punto mi resi conto che le cose stavano andando un po’ per le lunghe. Inviai così una mail nella quale chiedevo (gentilmente) spiegazioni circa il ritardo nell’inoltro del responso. Mi fu risposto che (cito testualmente):

 

Il suo lavoro non risulta pervenuto in forma cartacea a V., da qui il fatto che non le è stato risposto, anche perché non sapevamo a cosa rispondere”.

 

Naturalmente la notizia m’inquietò non poco, e chiesi immediatamente spiegazioni; ero in possesso della ricevuta controfirmata da un loro addetto (il nome era ben leggibile e mi fu confermato che la firma riportata apparteneva a una loro dipendente), a testimonianza di come il mio pacco fosse regolarmente giunto in redazione. La loro risposta, di una freddezza e di una maleducazione uniche, verté su pochi concetti insulsi, tra i quali (cito ancora una volta testualmente):

 

1) “riceviamo circa 800 testi all’anno, e rispondiamo a circa il 99% degli autori, fra l’altro senza chiedere un centesimo come tassa di lettura”;

2) “il suo sgomento è esagerato”;

3) “lei è libero di esternare tutta la delusione che crede… ma in un Paese in cui si dà sempre tutto per scontato una risposta come la sua è pienamente coerente”;

4) “la sua fiducia nei riguardi del sistema editoriale italiano rischia di venir meno GRAZIE a noi? Cosa rispondere se non: si figuri!” (seguono tanti ghirigori a forma di sorriso).

 

A questi quattro punti replicai in questo modo:

 

1) “Non mi interessa nulla della vostra presunta semi-infallibilità, né vedo cosa possa centrare col mio caso. Avete smarrito i miei racconti e invece di chiedere scusa vi nascondete dietro sterili statistiche. Complimenti! Inoltre: asserite di non chiedere un centesimo per la lettura dei lavori. E ci mancherebbe pure! Ma cosa siete, una casa editrice o un’agenzie letteraria?”

2) “Il mio sgomento è esagerato? Certo, non siete voi ad aver perso soldi, tempo e speranze per un errore altrui, no? Non è che per caso siete voi a minimizzare, e a fingere che nulla di importante sia davvero accaduto? Cosa ancor più grave: senza neanche scusarvi per il disagio arrecato; ammettete sottovoce l’errore ma invocate a gran voce mille attenuanti pur di non chiedere limpidamente scusa. È così umiliante per voi dare ragione a uno scrittore esordiente?

3) “Posso esternare tutta la delusione che voglio, eh? Già, tanto a voi che importa? Io sono l’anonimo scribacchino, il numero archiviato in un fascicolo. Delle mie rimostranze potete fregarvene, perché siete dall’altra parte della barricata; in caso contrario (o se mostraste almeno un minimo di empatia) vi scrollereste di dosso quella spocchia da giudici supremi e capireste davvero in cosa avete sbagliato: non tanto nell’aver smarrito un pacco (certe cose capitano a tutti, me compreso), quanto nell’esservene fregati dell’errore commesso. Qualora nella vostra mail vi foste degnati di scrivere cose del tipo: “abbiamo perso il suo pacco, siamo mortificati e speriamo che lei voglia concederci una seconda possibilità, nella speranza che l’incidente occorso rimanga isolato”… beh, non avrei avuto alcun problema a rispedirvi i racconti. Perché, mettetevelo bene in testa, qui nessuno pretende miracoli: ci si aspetta soltanto di essere letti e valutati. Voi lo avete fatto? No! E allora tacete. È il vostro vittimismo, piuttosto, a ben rappresentare il nostro Paese: voi, che pretendete di essere ringraziati anche davanti agli errori più grossolani, sperando che la gente presti maggiore attenzione alla quantità delle promesse sbandierate piuttosto che alla qualità dell’effettivo servizio prestato.

4) “Sì, la mia opinione nei confronti del sistema editoriale è ormai finita sotto le scarpe, anche grazie a voi. Ma non siate timidi, o modesti: devo ringraziarvi eccome! Mi avete svelato anticipatamente il vostro vero volto, arricchendomi con un’esperienza in più (della quale farò tesoro in futuro). Meglio così, credetemi. Il fatto stesso che, nonostante la notevole estensione della vostra mail, non mi sia stata rivolta alcuna scusa per l’incidente verificatosi, è indice (a mio parere) della vostra superbia, nonché espressione di un certo modo di considerare la figura dello scrittore esordiente qui in Italia. Ad ogni modo, vi invito a chiudere qui la questione e a non inviarmi ulteriori mail. In caso contrario, vi informo sin da ora che eventuali, nuovi messaggi di posta elettronica riceveranno lo stesso trattamento riservato ai miei racconti: ovvero, non verranno letti, ma ignorati e immediatamente cestinati”.

 

A distanza di dieci giorni mi giunse una mail da parte del direttore editoriale in persona. L’oggetto faceva riferimento a certe misteriose scuse

Le pretendevano da me o si trattava piuttosto di un intempestivo mea culpa?

Mistero dei misteri…

 

postato da: Isognatori alle ore 17:04 | link | commenti (11)
categorie: truffe editoriali, esperienze traumatiche
lunedì, 28 maggio 2007

BATTUTE D'ARRESTO

Manca poco più di un mese alla chiusura del concorso letterario “Un sogno dentro un sogno”, da noi indetto all’inizio di quest’anno. Il 30 giugno, infatti, è il termine ultimo per la presentazione dei racconti, per cui chi è ancora interessato a questa iniziativa, e desidera aggiustare per bene il proprio lavoro, sappia che di tempo ce n’è, ma non poi così tanto.

Ad ogni modo, il motivo che ci spinge a scrivere questo post è un altro: negli ultimi tempi, infatti, sono giunti in redazione diversi racconti che superano (anche abbondantemente) la lunghezza massima fissata, nonché specificata nel bando di concorso, che è di 27.000 battute. Più di qualcuno ci ha chiesto cosa si intenda esattamente per “battuta”:  bene, ogni “carattere” (compreso lo spazio bianco tra una parola e l’altra) è considerato “battuta”.

Quando i computer erano pochi e le macchine per scrivere erano tante, si poteva impostare esattamente il numero di “battute” che sarebbero terminate in un singolo foglio. Ad esempio, bastava chiedere alla macchina (tramite l’opportuna interlinea) di inserire trenta righe per un massimo di 60 “battute” a riga: in questo modo, si era certi che ogni pagina avrebbe contenuto 1800 “battute”. Non una di più, non una di meno.

Coi programmi per computer, tipo Word, la cosa è ancora più semplice: per conoscere il numero esatto di “caratteri”, basta cliccare su "strumenti" e poi su "conteggio parole"; comparirà una finestrella nella quale è presente la dicitura "CARATTERI (SPAZI INCLUSI)". Per quel che riguarda il nostro concorso,  se il numero indicato non supera i 27.000 caratteri, allora il racconto può partecipare senza problemi; in caso contrario si renderà necessario un abbreviamento.

Al di là di questi chiarimenti di carattere tecnico, ci sembra che molti scrittori esordienti prestino “colpevolmente” poca attenzione a determinati fattori, col rischio di rimetterci tempo e denaro. Anche perché noi siamo qui per rispondere a qualunque tipo di domanda; e chiedere non costa nulla, tanto meno rispondere.

Per dirne un’altra: in redazione continuano ad arrivare saltuariamente raccolte di poesie e saggi, quando basta dare un’occhiata al nostro sito per rendersi conto che la nostra casa editrice NON PRENDE IN VISIONE poesie e saggi. Perché sperperare soldi nella spedizione cartacea di un lavoro che non verrà (meglio: non potrà) mai essere preso in considerazione?

Raccomandiamo a tutti gli scrittori, dunque, di informarsi per bene su ogni singolo aspetto di una casa editrice. A tale proposito, ricordiamo che tempo fa ci giunse una mail in cui uno scrittore ci confidava che visionare il sito di una casa editrice era tempo sprecato, dal momento che:

le informazioni posso reperirle dopo, anche perchè ho un lavoro, e non riesco materialmente a dedicare tutto il mio tempo per informarmi su tutte le case editrici italiane”.

Abbiamo risposto che informarsi per bene sulla politica editoriale di una casa editrice non è affatto tempo perso; se uno scrittore esordiente vuole evitare fregature, il modo migliore che ha per proteggersi è valutare con calma la politica editoriale delle case editrici. E questo vale anche per i concorsi letterari e tutto il resto.

Non è raro, infine, che a fare le spese di questo atteggiamento poco attento da parte degli scrittori esordienti, sia proprio la casa editrice contattata.

A noi è capitato di recente.

Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia…

 

 

postato da: Isognatori alle ore 19:37 | link | commenti (5)
categorie: concorso letterario, se sei uno scrittore
venerdì, 25 maggio 2007

INTERVISTA A PHOEBES ( prospettive ribaltate 27)

All'interno della rubrica PROSPETTIVE RIBALTATE, è giunta l'ora di intervistare una nostra vecchia conoscenza, Phoebes del blog http://tempodileggere.splinder.com/.

Buona lettura!

 

1) Solita domanda d'apertura, che in più di un'occasione ha mandato in crisi i nostri amici blogger: qual è il primo libro che ricordi di aver letto?

Il primo "vero" libro che ho letto, credo di poterlo dire con sicurezza, è stato Una ragazza acqua e sapone di Louisa May-Alcott, che mi è stato regalato dalle mie cugine per la Comunione. Mi piacque tantissimo, tanto che l'ho riletto più e più volte. Ancora adesso sono molto affezionata a questo libro, soprattutto perché immagino che se non l'avessi amato così tanto, non avrei avuto poi tutta quella voglia di leggere ancora, e ancora, e ancora... Questo non è stato comunque il primissimo libro che ho letto, solo che, bè, quando cominciamo ad andare più indietro la memoria fa fatica... a parte i libri della Disney, con le riduzioni illustrate dei più famosi lungometraggi, ricordo distintamente i libri profumati della MURSIA (anche quelli delle riduzioni) con "Il giro del mondo in 80 giorni", "La piccola principessa", "Pollyanna" e cose così.. Ah, sì, e poi non posso non citare le "365 storie" di Richard Scarry: un breve racconto per ogni giorno dell'anno! Ah, quanti bei ricordi!

 

2) Il tuo blog si chiama "il tempo di leggere". E a tale proposito va rilevato che in Italia, solitamente, le persone utilizzano una porzione quasi insignificante della giornata per "sfogliare" (quando lo sfogliano) un libro. Possiamo chiederti se la lettura, per te, rappresenta un rito quotidiano, a mo' di necessità fisiologica, o se invece va e viene a seconda dei periodi?

 Purtroppo devo dire che il tempo che dedico alla lettura non è sempre lo stesso, e dipende, oltre che dagli impegni, anche dal libro che sto leggendo in quel momento. Se riesce a coinvolgermi molto, sono capace di usare ogni minuto disponibile per andare avanti nella lettura, fosse pure di una sola pagina, mentre se non mi prende (magari non necessariamente perché è brutto, ma anche semplicemente perché non si tratta di una storia "emozionante") possono passare dei giorni interi senza leggere nemmeno un rigo!!! Di sicuro però, quando questo accade, è per me un evento straordinario, me ne accorgo con sgomento e perplessità.... possibile che oggi non ho letto nulla?!?!? Quindi, dovendo scegliere una delle due opzioni, mi sento di dire che la lettura è per me una necessità fisiologica, che però purtroppo non sempre riesco ad espletare! Ma davvero non so stare senza un libro da leggere, senza sapere che quando riuscirò a trovare quei 5 minuti per dedicarmi al mio passatempo preferito, lui sarà lì ad aspettarmi! Il libro che sto leggendo praticamente non mi abbandona mai, lo porto sempre con me, da una stanza all'altra della casa, ma anche in giro, sempre in borsa. I miei amici mi prendono spesso in giro per questo, perché porto i libri con me anche quando usciamo la sera a cena fuori: "Ma quando mai, secondo te, stasera avrai modo di leggere?!?!!" "Probabilmente mai, lo so, ma mi piace sapere che se dovessi avere bisogno di lui, il libro è con me!"

 

3) Il tempo di leggere è inversamente proporzionale, giocoforza, al tempo di scrivere. Al lettore è consentito divorare un libro che magari l'autore ha impiegato anni per assemblare. Ora, nei blog ci si diverte a massacrare questo o quel libro (non è il tuo caso, vedi domanda numero 7), a volte con un po' di leggerezza, senza porsi troppi problemi. Ma se tu fossi un critico di professione, ti peserebbe l'idea di dover stroncare un'opera faticosamente assemblata in anni ed anni di duro lavoro?

Sì, devo ammettere di sì, mi peserebbe rovinare il lavoro di qualcuno! Però lo farei, non mi piace mentire, soprattutto perché elogiare un libro che non ho gradito mi sembrerebbe un "insulto" verso i libri che invece ho amato! Di sicuro, comunque, io esprimo sempre la mia *opinione* e quando faccio un commento negativo, ci tengo molto a sottolineare il fatto che si tratta solo di questo, una mia opinione, non tanto per non urtare i "sentimenti" dell'autore (chissà quanto gliene potrà fregare del mio commento!), quanto per quelle persone (perché ce ne saranno, immagino!) che invece quel libro l'hanno gradito... La penso così per qualsiasi cosa, non solo per i libri, anche, che so, per i film, i programmi televisivi, i personaggi… È un po’ una mia fissazione, me ne rendo conto, ma sono fermamente convinta che ognuno ha i suoi gusti, ed è giusto rispettarli, per cui, anche se alcuni posso considerarli veramente disgustosi, cerco di dirlo nella maniera più gentile possibile!

4) Pontiggia scrive: "La scuola vera è fatta di eccezioni, rare come i professori che si rimpiangono". E sappiamo che "tempo di leggere" e "tempo di studiare" non sono affatto la stessa cosa. Tu che rapporto hai avuto con l'ambiente scolastico? Ti ha aiutato a maturare la passione per la lettura, o lo ha forse ostacolato?
N
essuna delle due. La scuola non ha mai ostacolato la mia passione per i libri, ma sicuramente il mio amore per la lettura è nato senza il suo aiuto. I professori di italiano che ho avuto non hanno mai particolarmente alimentato questa mia passione, invidiavo infatti gli amici che avevano come

"compiti per le vacanze" la lettura di un libro: io lo facevo comunque, e poi dovevo anche fare i compiti!! Alle medie la prof ci prestò qualche libro, ma erano vecchi libri di narrativa, non mi entusiasmarono molto, ricordo che in quel periodo non amavo la letteratura per ragazzi (che ho apprezzato invece in seguito!) e volevo leggere solo i grandi classici!

 

5) Hai definito Stefano Benni un genio: ci fai il nome di qualche altro autore che reputi "geniale"?

Domanda veramente difficile!!!!! Dunque, c'ho pensato un (bel) po', perché se su Benni l'aggettivo mi era sorto spontaneo, riflettendoci un po' di più ho trovato difficile elargire questo complimento con facilità ad altri autori. Innanzitutto per poter definire uno scrittore un genio, dovrei aver letto diverse sue opere, e io invece, un po’ perché mi piace variare, un po’ per la mia estrema lentezza nel leggere, raramente ho più di uno o due titoli dello stesso autore nella mia libreria. Quindi il primo nome che mi è salito in mente è stato Agatha Christie, eccezione rispetto a quanto ho detto poco fa perché ho letto moltissimi suoi romanzi (anche se non tutti). Sì, lei la reputo un genio (del male, se vogliamo!), indiscutibilmente, insomma, basta leggere, non so, un Dieci piccoli indiani e secondo me non si può non concordare con quest’opinione! Andando avanti nella ricerca, poiché per me una grossa componente del genio è l’immaginazione, mi sono subito saliti alla mente Verne (mi fa quasi paura quest’uomo per quello che è riuscito ad immaginare) e la Rowling (ebbene sì, sono una fan di Harry Potter!). Infine, un altro autore a cui posso osare dare del genio è Oscar Wilde, uno dei miei scrittori preferiti! Lo considero un genio, però, non tanto, o meglio, non solo per la sua opera più famosa, Il ritratto di Dorian Gray, ma soprattutto per i suoi racconti, struggenti e poetici, e poi gli aforismi: quasi quasi non ci si crede che appartengono a più di un secolo fa!

 

6) C'è una "scuola" o una corrente letteraria che prediligi? Ci pare che gli autori italiani siano tra i tuoi preferiti, mentre abbiamo notato che sul tuo blog parli poco di letteratura russa, ad esempio.

È un caso?

Mah, non saprei. I motivi per cui scelgo di leggere un libro sono veramente tanti! Io stessa mi sono chiesta spesso se ho un genere preferito, e forse potrei dire che mi piacciono i romanzi storici e i thriller, ma in quanto a “nazionalità”, non ho preferenze particolari. Forse la massiccia presenza di autori italiani tra le mie letture dipende semplicemente dal fatto che li conosco di più, così come gli anglosassoni, mentre sulla letteratura russa (e molte altre!) sono veramente ignorante!

 

7) Nonostante tutto il nostro impegno, non abbiamo trovato neanche una recensione davvero negativa, all'interno del tuo blog (non nelle prime 20 pagine, almeno). Potresti smentirci, citando qualche libro "mal digerito" nel corso degli anni?

Un po’ difficile, in effetti. Di recente avete potuto vedere che qualcuna l’ho tirata fuori, ma prima era davvero difficile, lo ammetto. Un po’ è dovuto a quello che dicevo anche nella terza risposta, non mi piace stroncare i libri che ho letto, anche se non mi sono piaciuti. Ma il motivo

fondamentale è che solo da poco mi sono imposta di recensire proprio tutti i libri che ho letto, mentre prima tralasciavo qualche recensione, perché se il libro non mi era piaciuto un sacco, non mi andava neanche di parlarne! Vorrei dirvi qualche titolo, ma il fatto è che se un libro non m’è piaciuto, di solito non me lo ricordo per niente, tanto che delle volte m’è capitato di non riuscire a ricordare se un determinato libro l’avevo letto o no! Posso però citarvi qualche delusione, cioè qualche libro da cui mi aspettavo qualcosa che non mi ha dato. Per esempio Agnes Grey di Anne Brönte: l’ho letto insieme ai due romanzi principali delle sorelle Emily e Charlotte e… bè, è proprio insulso in confronto agli altri due! Il dottor Zivago di Borìs Pasternàk: ho faticato a finirlo, non mi ha emozionato proprio neanche un pochettino. La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne: sì, la storia non è male, ma nel complesso il romanzo mi ha annoiato non poco. Le montagne della follia di Howard Phillips Lovecraft: è stato il secondo tentativo per farmi piacere questo autore, ma proprio non ci sono riuscita, noia, noia, noia a non finire! Infine, non posso non citare una delle più grandi delusioni che ho ricevuto in termini letterari, e cioè Cuore di Edmondo De Amicis. L’avrei dovuto leggere, probabilmente, proprio da piccolissima, per apprezzarlo. Invece l’ho letto che ero già grandicella, e mi irritò per l’eccessivo buonismo e l’insopportabile sdolcinatezza. Che dire, sono stata abbastanza spietata?

 

8) A proposito: sei consapevole di essere tra i pochi ad aver gradito i primi due libri di Faletti?

Sì, me ne rendo conto!! Di recente ho anche commentato un suo racconto, che pure ho gradito un bel po’! Che ci posso fare? Mi piace davvero molto. Mi piacciono le sue storie, i suoi personaggi (specie in Io uccido), e mi piace molto il suo modo di scrivere, con buona pace di quelli che dicono che non ne è capace! Un libro che mi dà delle emozioni, è un libro che si è guadagnato il mio affetto, e ovviamente poi anche l’autore mi sta a cuore, e se non mi delude totalmente con una seconda lettura… bè, può rientrare a pieno diritto tra i miei preferiti! Permettetemi però una piccola precisazione per risanare il mio ego incompreso: sì, sono tra i pochi ad aver gradito i primi due libri di Faletti, ma solo tra i blogger, perché nel mondo fuori da internet non ho sentito parlare che bene di lui (e non mi riferisco solo ai media, ma a diverse persone che conosco, e di cui conosco le letture). Insomma, non sono l’unica dai gusti “strambi”!

 

9) Domandone di chiusura: i detrattori di Faletti sono entrati in casa tua, e stanno saccheggiando la tua personalissima biblioteca. Nella confusione puoi portare in salvo soltanto cinque libri: su quali testi cadrebbe la tua scelta?

Ok, sapevo benissimo quale sarebbe stata l’ultima domanda, e ho avuto tutto il tempo di preparami… ma è stato ugualmente difficilissimo riuscire a ridurre addirittura a 5 le mie preferenze! Già lo so che non appena l’intervista sarà pubblicata, penserò che forse ho sbagliato a inserire quel tale libro e tralasciare invece quell’altro…. Ma, ok, se devo, lo faccio! Ecco i miei 5 libri da salvare:

- Cime Tempestose di Emily Brontë

- Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery

- I pilastri della terra di Ken Follett

- Pomodori Verdi Fritti di Fannie Flagg

- Harry Potter (la serie) di J.K. Rowling [ok, quest’ultimo è stata una scelta un po’ disonesta, perché sono (al momento) 6 libri. Se proprio devo sceglierne uno solo, allora dico il terzo: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban].

postato da: Isognatori alle ore 09:37 | link | commenti (10)
categorie: opinioni, interviste, iniziative, noi e voi
mercoledì, 23 maggio 2007

20.000 e non sentirle...

L’undici febbraio di quest’anno abbiamo festeggiato con orgoglio le 10.000 visite, raggiunte in soli cinque mesi. Non pensavamo di poter fare di meglio, ma la realtà (a quanto pare) si è presa gioco di noi: a distanza di cento giorni da quell’undici febbraio, siamo giunti a festeggiare le 20.000 visite.

In media, tremila contatti al mese: non male.

Non sono cifre da blogstar, è ovvio, ma a noi va (più che) bene così. Ci sono periodi in cui non c’è nulla che giri per il verso giusto, e per noi il blog resta una piccola oasi di pace, in grado di tenere distanti le tante problematiche connesse alla nostra attività editoriale, consentendoci di dialogare piacevolmente (quando possibile) di svariati argomenti.

È un onore poter ricevere tanta attenzione, ed essere consapevoli di aver costituito in soli otto mesi una comunità di lettori (e non) in continuo ampliamento.

Un grazie di cuore a tutti, dunque, nella speranza che il piccolo contributo offerto alla causa del LIBRO (totem dalla straordinaria valenza simbolica per tutti noi) possa avvicinare alla lettura ulteriori “utenti”, ed essere d’ausilio per i lettori già “navigati”.

Ancora grazie,

                          I sognatori

postato da: Isognatori alle ore 10:29 | link | commenti (11)
categorie: traguardi, noi e voi
domenica, 20 maggio 2007

Anche la Poesia vuole la sua parte

Nel precedente post abbiamo citato racconti e romanzi da noi particolarmente amati. Tuttavia, il nostro interesse nei riguardi del mondo letterario sconfina spesso e volentieri in altri “territori”, ed è per questo motivo che oggi desideriamo citare alcune poesie che hanno accompagnato la nostra crescita, culturale ed “umana”. In un prossimo appuntamento, probabilmente, toccheremo anche la saggistica. Per il momento, ecco a voi cinque citazioni poetiche: chissà che anche stavolta non riusciate ad individuarne la fonte!

 

“La domanda, ahimé, la domanda così triste che ricorre – Che cosa

c’è di buono in tutto questo, ahimé, ah vita?

RISPOSTA

Che tu sei qui – che esistono la vita e l’individuo,

che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi

con un tuo verso”

 

“Non esiste chi amo.

Vivo indeciso e triste.

Chi volli essere mi dimentica.

Chi sono non mi conosce”

 

“Occorre fare un bagno di tomba

e dalla terra chiusa

guardare in alto l’orgoglio.

Allora s’impara a misurare.

S’impara a parlare, s’impara a vivere.

Forse non saremo così pazzi,

forse non saremo così saggi.

Impareremo a morire.

A esser fango, a non avere occhi.

A esser cognome dimenticato”

 

“Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l’ho ancora detto”

 

“Oh, fosse un lungo sogno questo mio tempo

giovanile! Se più non mi destassi finché il raggio

di un’Eternità non mi recasse il mattino!

Foss’anche un sogno pieno d’affanni,

comunque lo amerei più di questo oscuro

mio vivere diurno: e per uno, poi, il cui cuore

sempre fu, su questa terra di gelo,

e fin dal suo nascere, ardente groviglio e caos!”

 

 

postato da: Isognatori alle ore 08:09 | link | commenti (12)
categorie: citazioni
venerdì, 18 maggio 2007

CITAZIONI

Ci siamo resi conto che, a differenza di altri blog dedicati al mondo della letteratura, il nostro tag inerente le citazioni viene utilizzato raramente. Non che un fattore del genere possa essere considerato una lacuna di chissà quale entità, ma in effetti la citazione letteraria può dare l’idea dei motivi per i quali si apprezza un determinato libro o un determinato autore. Per bizzarre ragioni, infatti, all’interno di un lavoro (anche di piccole dimensioni) particolarmente amato, c’è sempre una frase o un brano che colpisce più degli altri. Perché capace di fotografare il nostro stesso, mutevole stato d’animo; o perché in grado di “dire” in poche parole quel qualcosa che noi impiegheremmo secoli ad esprimere compiutamente.

Nello scegliere a caso alcuni dei nostri libri, abbiamo trovato sottolineate le seguenti frasi (se vi va, potete cercare di individuarne la fonte):

 

“Perché non mi piace che si legga il mio libro alla leggera. È un grande dispiacere per me confidare questi ricordi. Sono già sei anni che il mio amico se n’è andato con la sua pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo. È triste dimenticare un amico. E posso anch’io diventare come i grandi che non si interessano che di cifre. Ed è anche per questo che ho comprato una scatola coi colori e con le matite”.

 

“La convinzione di dover scomparire era, se possibile, ancora più salda di quella della sorella. Rimasi in questo stato di riflessione vuota e tranquilla fino a quando l’orologio della torre non battè le tre di mattina. Visse ancora finchè cominciò a far chiaro fuori della finestra. Poi il suo capo si chinò senza che lui lo volesse e il suo ultimo respiro gli fuggì debole dalle narici”.

 

“Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi. Se indulgiamo per un istante ad un qualsiasi tentativo di pensare siamo perduti; perché la riflessione ci spinge ad astenerci e proprio per questo, ripeto, non lo possiamo. Se non c’è un braccio amico che ci arresti o se non siamo in grado di tirarci indietro dall’abisso, ci lanciamo a capofitto ed è la fine”.

 

“Alle bambine viene insegnato a sfilare prima che a camminare, ai bambini viene imposto il volante già nella carrozzella. Presto spunterà un gregge di modelluzze e pilotini che non occorrerà addestrare al passo dell’oca: si metteranno in fila da soli. In quanto agli adulti, se chiediamo loro di venderci l’anima, hanno come unico problema il pagamento in nero. I peccati di lussuria si consumano per lo più attraverso conversazioni telefoniche prezzolate, e non gravano sull’anima eterna, ma sulla bolletta bimestrale. Gli anziani, temendo la vecchiaia assai più dell’inferno, non invocano Mefistofele, ma un chirurgo plastico. Che senso ha il nostro lavoro in un contesto del genere?”.

 

Ecco fatto: abbiamo rimediato alla piccola mancanza. Se poi volete pure voi citare un libro, all’interno dei commenti, leggeremo tutto con curiosità e piacere.

postato da: Isognatori alle ore 18:26 | link | commenti (7)
categorie: citazioni, opinioni
martedì, 15 maggio 2007

RIASSUMENDO...

Dal piccolo sondaggio (ne ribadiamo il carattere ludico, onde scongiurare l’insorgere di sensi di colpa postumi) effettuato di recente, ci pare di poter affermare che molti blogger (fra quelli che ci seguono) abbiano le idee piuttosto precise circa le proprie preferenze in materia letteraria. Alcuni degli scontri diretti si sono conclusi però col punteggio di parità: tra “Baol” e “La fata carabina” non è emerso un vincitore, così come tra il personaggio di Jacopo Ortis e quello di Werther; idem per quel che concerne i poeti Neruda e Hikmet, e gli psicolabili Vaughan (di ballardiana memoria) e Bateman (protagonista dell’ ”American psycho” di B. E. Ellis).

Per il resto, emerge piuttosto nettamente che:

 

- E. A. Poe è ritenuto superiore a Stephen King (e ci mancherebbe!);

- Tolkien piace più di Lewis;

- Sherlock Holmes esercita un fascino maggiore rispetto a Miss Murple;

- Calvino è talmente amato da schiacciare persino un certo Pirandello (noi siamo più per l’ex equo);

- “Le relazioni pericolose” è maggiormente apprezzato rispetto a “Ragione e sentimento” (sacrosanto);

- Ammaniti stravince su Baricco, ma più che altro (sembra) per i demeriti dell’avversario;

- il mito di Dostoevskij offusca persino un grande scrittore come Gogol;

- Hannibal Lecter batte Jack Torrence (ma sul piano cinematografico probabilmente la situazione si ribalterebbe);

- Sauron (cattivo de “Il signore degli anelli”) piace più di un altro supercattivo, Lord Voldemort (antagonista di Harry Potter); ma di pochissimo, è bene specificarlo;

- Arturo Bandini (qui non concordiamo) è amato in misura maggiore rispetto a Sal Paradiso;

- il grande Philip Marlowe batte agevolmente Sam Spade (giusto così);

- un po’ a sorpresa, Guy Montag ha ricevuto un numero di preferenze superiore rispetto a Winston Smith;

- “Il piccolo principe” piace meno de “Il gabbiano Jonathan Livingstone” (eresia!);

- Banana Yoshimoto sta sulle scatole o è poco apprezzata un po’ da tutti, quindi ci chiediamo (come nel caso di Baricco) se Mishima abbia vinto per meriti propri o per i demeriti dell’avversaria;

- “Dracula” di Stocker non teme la concorrenza di un altro caposaldo della letteratura nera, “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” di Stevenson (anche qui concordiamo);

- Lucarelli non se lo fila nessuno, e viene battuto agevolmente da Camilleri.

 

Questo è quanto. Ora, se vi va, potete commentare il tutto o motivare le vostre scelte (anche una va bene). Grazie a tutti coloro che si sono prestati al “gioco”: di questo si tratta, alla fin fine. 

postato da: Isognatori alle ore 12:34 | link | commenti (11)
categorie: giochini
venerdì, 11 maggio 2007

GIU' DALLA TORRE

La settimana volge al termine, e con la stanchezza accumulata in questi ultimi cinque giorni la voglia di scrivere un post impegnativo scarseggia. Rispolveriamo, dunque, uno di quei giochini (generalmente odiati ma di facile presa) coi quali, alla fin della fiera, non si fa altro che chiedere un parere. O meglio, una preferenza. Il gioco è quello denominato GIÚ DALLA TORRE: noi elencheremo una serie di scontri diretti tra opere, personaggi letterari e scrittori, voi dovrete dirci chi buttereste (anche a malincuore) giù dalla torre.

Pronti?

 

1) Stephen King o Edgar Allan Poe

2) J. R. R. Tolkien o C. S. Lewis

3) Sherlock Holmes o Miss Murple

4) Pirandello o Calvino

5) Le relazioni pericolose o Ragione e sentimento

6) Ammaniti o Baricco

7) Gogol o Dostoevskij

8) Hannibal Lecter o Jack Torrence

9) Sauron o Lord Voldemort

10) Baol o La fata carabina

11) Sal Paradiso o Arturo Bandini

12) Philip Marlowe o Sam Spade

13) Guy Montag o Winston Smith

14) Il piccolo principe o Il gabbiano Jonathan Livingstone

15) Jacopo Ortis o Werther

16) Patrick Bateman o Vaughan

17) Yukio Mishima o Banana Yoshimoto

18) Neruda o Hikmet

19) Dracula o Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

20) Camilleri o Lucarelli

 

Attendiamo fiduciosi di conoscere le vostre scelte, anche parziali.

Un buon fine settimana a tutti!

postato da: Isognatori alle ore 18:37 | link | commenti (16)
categorie: giochini
martedì, 08 maggio 2007

INTERVISTA ALLE GONZE (prospettive ribaltate 26)

Utilizzando una terminologia cara a Le iene (la trasmissione, non il film), per la prima volta un'intervista doppia fa la sua comparsa all'interno della rubrica PROSPETTIVE RIBALTATE. Quest'oggi, infatti, sono chiamate a rispondere alle nostre domande la Gonza Alta e la Gonza Bassa del blog http://libritudine.blogspot.com/
Auguriamo una buona lettura a tutti.


1) Solita domanda d'apertura: qual è il primo libro che ricordate di aver letto?
Gonza Alta: Una raccolta di favole di Perrault, in un librone blu pesantissimo e polveroso, per niente edulcorato o politically correct, come i libri per bambini in circolazione attualmente. Avevo il terrore del disegno di Barbablu, che in mano recava teste di mogli grondanti sangue…Il primo libro che ho capito pero' è stato Cappuccetto Rosso. Un classico, come Chanel. 

Gonza Bassa: "Storie delle storia del mondo" di L. Orvieto (ovviamente tutto questo l'ho trovato ora cercando su internet, ai tempi era il libro giallo sugli dei greci ). Da allora la mitologia con tutte le sue tresche epiche ed amorose resta uno dei miei argomenti preferiti. e' stato uno dei pochi libri in mio possesso ad essere riletto ripetutamente.

2) Una di voi, una volta, ha sostenuto che prendendo in considerazione la diversità d'interesse nei confronti della letteratura, vien da chiedersi come facciate ad essere amiche. Su quali testi, in particolare, diverge la vostra opinione?
Gonza Alta: innanzitutto la mia socia ha un gusto particolare per tutto cio' che è giallo o meglio noir, mentre io non sono molto attratta dal genere. Lei si distrae volentieri con la Kinsella, che io prenderei a martellate. In compenso trova assolutamente noiose moltissime mie letture: Grossman, Pamuk e soprattutto Foer, il mio preferito. :-) Pero' abbiamo anche molti amori in comune!
Gonza Bassa: la socia alta ama tutto quello che va a finire male o che indulge ripetutamente in venature di tristezza, personalmente le cose tristi preferisco relegarle all'ambito lavorativo e mi piace staccare sia per i libri che per il cinema, quindi se escludiamo una serie di libri che vanno comunque letti (letteratura russa, tutta una serie di autori italiani, etc.) indulgo in mondezza varia, meglio se mischiano il giallo con il noir senza dimenticare un tocco di rosa...
 
3) Abbiamo notato che anche in ambito cinematografico la pensate diversamente (ricordiamo ancora la discussione nata attorno al film "Borat"). E sul blog di Isabelle Tostin ultimamente si è parlato del rapporto tra letteratura e cinema. C'è un film in particolare, tratto da un libro, che ha deluso le vostre aspettative?
Gonza Alta: mmmm…domanda difficile, diversi film tratti da libri che ho amato hanno deluso le mie aspettative, anche quando non si trattava di film malfatti. Uno fra tutti, di uscita recente è stato Romanzo Criminale. Ho adorato il libro mentre il film, tagliato e rimaneggiato, mi ha innervosito moltissimo. Sono letteralmente saltata sulla poltroncina durante il terzo Harry Potter, unico tra i film tratti dalla serie ad avermi decisamente deluso.
Gonza Bassa: tendenzialmente non vado al cinema a vedere cose che posso leggere o che ho letto, perche' cambiano i personaggi rispetto a come li avevo immaginati io, in particolare i film tratti dai romanzi di S.King fanno tutti schifo se escludiamo il primo Shining...

4) Alla luce di quanto detto: come reagisce l'altra quando una delle due esclama: "dovresti leggere questo libro: è bellissimo!".
Gonza Alta: lo legge comunque! Molti dei reciproci consigli sono andati a buon fine…e i gusti diversi non diminuiscono la stima.
Gonza Bassa: quando la gonza dice che è bello si prende e si legge, ma niente impedisce di mollarlo dopo poco se non ha niente a che vedere con me, ma dal punto di vista letterario (e non 
) mi fido completamente dei suoi gusti.

5) A volte capita di chiudere un libro e di avvertire l'impellente esigenza di materializzare avanti a sé l'autore dell'opera, per subissarlo di domande. A voi è mai capitata un'esperienza del genere? Se sì, con quale libro e autore?
Gonza Alta: in genere capita quando un libro non mi è piaciuto, se mi ha appagato non ho domande, è già tutto lì dentro.   Avrei voluto avere davanti Nick Hornby una volta terminato "Come diventare buoni" per chiedergli cosa diavolo fosse successo. Poi mi sono rassegnata ad averlo perso.
Gonza Bassa: mi capita quasi con ogni libro, per esempio avrei un centinaio di domande per Ammaniti e altrettante per De Luca, che tra l'altro resta uno dei miei sogni mostruosamente proibiti e con il quale andrei in montagna a camminare, Erri se ci sei portami con te!!!

6) Potete citarci la frase di un libro nella quale (per un motivo qualsiasi) ognuna di voi rivede se stessa? E una in cui l'una rivede l'altra?
Gonza Alta: …difficilissima!
Dove rivedo me stessa…ogni riferimento a Hermione Granger! Scherzo, ma diventa difficile autodefinirsi…troppe citazioni. Dove rivedo lei: "La vecchia Phoebe non disse niente ma stava a sentire. Sta sempre a sentire se le dite una cosa. E il buffo è che il più delle volte capisce di che diavolo state parlando.Sul serio. (…) Boy, you have to watch her every minute. If you don't think she's smart, you're mad."
Gonza Bassa: mi rivedo in un verso del vangelo (Giovanni 8,32) "..la verità vi renderà liberi", forse perche' sono spietata con me stessa riguardo al non dirmi bugie. La gonza alta la rivedo in una frase sentita non so dove e non so in che lingua che recitava pressocche' così: "Ogni storia e' una storia d'amore". 

7) Alcuni bloggers già intervistati non si sono tirati indietro davanti all'opportunità  di massacrare un nome storico della letteratura mondiale. Diteci allora qual è (o quali sono) gli autori che i critici esaltano ma che voi non avete mai digerito.
Gonza Alta: Moravia, mi irrita terribilmente. Saramago (con questa mi gioco un paio di amici), verboso, verboso, una fatica improba. Non capisco l'entusiasmo per Fante, che mi è scivolato addosso senza lasciare tracce. E odio, sottolineo, odio Alessandro Baricco. Il nulla vestito a festa.
Gonza Bassa: non mi piace Joyce e detesto Pirandello, leggerlo mi dà un profondissimo fastidio fisico.

8) Spulciando tra i vostri libri, è possibile che qualcuno esclami: "Hai letto questo libro? Chi lo avrebbe mai detto?". E se sì, di che testo si tratta?
Gonza Alta: alcuni testi della Fallaci, non li brucio solo perché non potrei mai mettere al rogo un libro. Ho avuto il mio periodo "pseudofemminismo cazzuto" al liceo e lei sembrava avere sale in zucca. Sembrava.
Gonza Bassa: veramente portare qualcuno davanti alle mie librerie e' sempre un rischio, ma e' possibile trovarci tantissimi fumetti oltre che libri, e non mi vergogno di annoverare anche cose tipo Grishman, Le Carre, Smith e soprattutto quasi l'opera omnia di Cussler.

9) Totti e Materazzi, onde smentire le voci circa la loro intelligenza e la loro cultura, vi chiedono in prestito i cinque migliori libri presenti nelle vostre rispettive librerie. Quali testi vi azzardereste a consigliare?
Gonza Alta: dopo avere abbracciato Marcone mio e avere visto almeno una parte dei suoi tatuaggi?
Non credo gli consiglierei quelli che io ritengo i migliori, ma quelli che vedo "vicini" a lui. Qualcosa di molto "maschile", come La linea d'ombra di Conrad e Addio alle armi di Hemingway. E poi…Io non ho paura di Ammaniti, Il miglio verde di King. E ovviamente Febbre a 90°.
Gonza Bassa: se devo comprare dei libri a Totti pretendo di portarglieli a casa io, almeno  potrei conoscerlo! Gli  presterei dei libri brevi, magari aforismi e massime, oltre che alcuni classici dei nostri tempi come "Nutellae nutellae", e qualche romanzetto di Manfredi, leggero e non impegnativo.

 

 

postato da: Isognatori alle ore 16:41 | link | commenti (12)
categorie: interviste, iniziative, noi e voi
domenica, 06 maggio 2007

NEL TEMPO LIB(E)RO...

Fra i libri letti in quest’ultimo periodo, alcuni sono entrati a far parte di quell’immaginaria (e in costante aggiornamento) “lista dei romanzi preferiti” cui faceva riferimento Patty in un suo sondaggio. Non sapremmo dire in che posizione, ma vorremmo brevemente descrivere le impressioni e le emozioni che essi ci hanno procurato.

 

- Furore di John Steinbeck: affresco-capolavoro di straordinaria intensità narrativa. Steinbeck descrive la sofferenza, l’orgoglio e l’umiltà di quei migranti americani che, durante gli anni della grande depressione, tentarono di ricominciare una nuova vita nella ricca California, ricevendo in cambio botte, minacce, umiliazioni e in certi casi anche la morte. Steinbeck, con grande acume, individua nella solidarietà tra reietti l’unica possibilità di salvezza, e nella prevaricazione condotta dalla burocrazia statale, nonché nello squilibrio economico tra chi ha tutto e chi non ha niente, i nemici da combattere. Tra un episodio e l’altro delle vicende aventi per protagonista la famiglia Joad, Steinbeck inserisce le proprie riflessioni di carattere socio-politico; incredibile, in tal senso, la lucidità con la quale egli descrive il concetto di “banca”, e quello di “furore” (da cui il titolo) che spinge un popolo di diseredati ad organizzare la rivolta.

 

- Le tragedie di Eschilo: sette tragedie che affrontano temi antichi e moderni al contempo, con un linguaggio (noi abbiamo letto l’ottima edizione della Marsilio) accessibile a tutti. Eschilo osserva e racconta il lato oscuro dell’animo umano, l’odio che genera contrasti insanabili e imperituri; c’è un destino ineluttabile, di morte e vendetta, che accomuna tutti i protagonisti delle tragedie, e che arriva a investire persino gli dei (nel “Prometeo incatenato”). Eschilo si (e ci) interroga su questioni di non poco conto: la liceità della vendetta, il ricorso alla violenza individuale, l’odio come fonte di ulteriore odio. Quesiti, purtroppo, tutt’altro che superati, e lungi dal ricevere risposte certe ancora oggi.

 

- Chiedi alla polvere di John Fante: è stata una piacevole sorpresa leggere questo romanzo, che narra le disavventure di un giovane scrittore (Arturo Bandini) alle prese con la duplice difficoltà di affermarsi sul piano professionale e al contempo su quello sentimentale. Riuscendo nel primo e fallendo nel secondo, dimostrerà che “saper raccontare la vita” mediante l’atto artistico è ben più semplice che “vivere la vita” sul piano pratico. Questo romanzo influenzerà in maniera indelebile Bukowski, che un giorno arriverà a sostenere: “Arturo Bandini sono io”.

 

- Delitto e castigo di Fedor  Dostoevskij: romanzo che non ha certo bisogno di presentazioni. Il tema della liceità del delitto (di estrazione classica, non a caso ne facevamo cenno qualche riga più su, parlando delle tragedie eschilee) è qui trattato con una profondità psicologica che probabilmente non ha eguali nella storia della letteratura. E il maestro russo suggerisce che il castigo di chi si erge al di sopra del bene e del male non è (né può essere) una punizione imposta da altri uomini, in questo caso il confino in Siberia; il castigo è la sofferenza che intimamente deve prodursi in chi ha compiuto un omicidio sentendosi in diritto di farlo. Chi impone agli altri il proprio modo di interpretare la realtà, è destinato al castigo della coscienza. Giacchè ogni colpa, citando Goethe, si espia sulla terra.

 

Tra i prossimi libri da leggere (citiamo giusto i più famosi) ci sono “La bottega dei miracoli” di Amado, “L’idiota” di Dostoevskij, “I dolori del giovane Werther” di Goethe e “Washington square” di James.

Alla prossima!

 

postato da: Isognatori alle ore 18:51 | link | commenti (4)
categorie: i libri degli altri