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sabato, 30 agosto 2008

IN RITARDO, MA ARRIVA

Poiché quest’estate non aveva un tubo da fare, la nostra Francesca Santamaria si è dedicata a una cosuccia che adesso vorrebbe mostrarvi.

Se vi va di scoprire a cosa ci riferiamo, sintonizzatevi su questo blog lunedì mattina.

A presto dunque.

Buon fine settimana,

I sognatori
postato da: Isognatori alle ore 07:40 | link | commenti (2)
categorie: francesca santamaria
giovedì, 28 agosto 2008

RIEN VA PLUS

La seconda edizione del concorso “Un sogno dentro un sogno” è ormai agli sgoccioli. Termine ultimo per la presentazione dei racconti: 31 agosto.

C’è stata una proroga a inizio mese, come prontamente segnalato nel bando, che si è resa necessaria perché più di qualcuno è giunto con notevole ritardo a conoscenza del concorso; soltanto così si spiega il dato statistico principale di questa seconda edizione: il 70% dei lavori sono arrivati nell’ultima settimana di luglio, obbligandomi a bagni di sudore non indifferenti per poter rispondere a ogni mail, controllare le varie documentazioni, archiviare i lavori, e spedire i libri acquistati a titolo di quota di partecipazione. Tutto questo mentre la colonnina di mercurio segnava in media 35°. E senza soste, perché nonostante in molti mi abbiano augurato buone ferie, qui a sparire dalla circolazione (per il terzo anno consecutivo) è stata esclusivamente la voglia di relax. Ma va bene lo stesso.

Rispetto all’anno scorso il numero degli iscritti è aumentato; è aumentata anche la distrazione degli scrittori, evidenziata da spese di spedizione non corrisposte, quantitativi errati, invii multipli non richiesti e così via. Un casino.

Quantitativamente siamo al di sotto delle aspettative iniziali, ma a un certo punto le cose si erano messe male per davvero, quindi è meglio non lamentarsi.

La mail che mi ha fatto più piacere ricevere, in queste ultime settimane, diceva all’incirca:

 

non partecipo mai a concorsi in cui è prevista una quota d’iscrizione (sono stufo di arricchire gli sciacalli), ma vista la trasparenza e l’onestà del vostro concorso, ho deciso di fare un’eccezione”.

 

Bene. Anzi, benissimo. Comincia a essere evidente una verità che conosco da sempre: i concorsi senza quota d’iscrizione (fermo restando che quella del nostro concorso è relativa, se non altro perché al “dare” corrisponde un “avere”) non sempre sono sinonimo di correttezza; così come i concorsi con quota d’iscrizione non sempre sono sinonimo di slealtà. Io ho partecipato a un mucchio di concorsi a pagamento in vita mia, poiché per me la discriminante è sempre stata un’altra: la proporzione tra quel che viene richiesto e quel che viene offerto. Mi torna alla mente un’altra mail, più vecchiotta, inviata da un altro scrittore esordiente alcuni mesi fa:

 

Partecipo a questo concorso, con iscrizione gratuita, e dopo pochi giorni dalla chiusura scopro di essere tra i vincitori. Il premio consiste nella pubblicazione del mio racconto in un’antologia, pubblicata dalla casa editrice che ha promosso l’iniziativa. Acquisto cinque copie, e quando apro la prima, capisco dov’è l’inghippo: hanno pubblicato tutti. Ma proprio tutti. Cinquanta racconti nei quali – a parte qualche rarissima eccezione – la qualità scarseggia, con storielle in cui il massimo dell’originalità è lei ama lui, lui ama lei”.

 

Il punto è proprio questo.

Ormai sempre più case editrici (ma non solo) organizzano concorsi per racconti brevi o brevissimi in cui non è richiesta alcuna quota di partecipazione. Se si azzardano ad avanzare richieste in denaro agli scrittori viene l’orticaria, lo sanno bene, quindi per tenerli buoni escludono la quota di iscrizione. All’apparenza tutto è bello e onesto. Poi cosa fanno? Prendono tutto ciò che arriva, con errori di grammatica, di battitura, annessi e connessi. Stampano in digitale per ridurre i costi, piazzano un prezzo di copertina di 15-16 euro, et voilà, l’antologia è bella e pronta. Chi l’acquisterà? Ma i vincitori ovviamente, ovvero tutti i partecipanti! Cinquanta, sessanta persone, che in seguito sborseranno il corrispettivo di almeno 5 copie da piazzare tra amici e parenti. Fate voi i calcoli. Per cui, a fronte di un minimo costo per la stampa, incasseranno il doppio, il triplo o anche il quadruplo. E soprattutto, tutti saranno felici e contenti. Anche i vincitori che non sanno tenere in mano una penna, ma che odiano sentirselo dire.

 

Signori miei, io lavoro in questo ambito ormai da un po’ di tempo, prima di entrarci a pieno titolo lo frequentavo già da oltre un decennio. Certe cose le so con certezza. Determinati meccanismi, essendo all’interno del sistema, oggi li comprendo con maggiore facilità. Esempi potrei farne a bizzeffe. Prendiamo i concorsi rivolti esclusivamente ai bloggers, quasi sempre SENZA quota d’iscrizione: come mai questo improvviso interesse nei loro riguardi? Il ragionamento è semplicissimo: se un normale scrittore può contare su un numero di supporter ordinario, tra amici, parenti e conoscenti (BASE), il blogger – in potenza – per il fatto stesso di fare parte di una comunità vastissima come la blogosfera, può invece contare su una platea giocoforza più ampia (BASE + BLOGGERS). D’altronde un po’ tutti i bloggers hanno in media 5-10 individui che frequentano con assiduità il loro angolino virtuale. Potenziali acquirenti, dunque. Perché il blogger vincitore si farà tutta la pubblicità che può, presso di sé e presso gli altri. Maggiori possibilità di vendita, insomma. Un’altra cosa: non vi ha mai sfiorato il dubbio che gli organizzatori di un concorso del genere, prima di stabilire la rosa dei vincitori, piuttosto che tenere in considerazione la qualità dei racconti preferiscano gettare un occhio al numero di visite e commenti ricevuti in media dai blogger che si sono iscritti al concorso? A me sì.

Un altro piccolo esempio, poi mi fermo altrimenti facciamo notte: i concorsi gratuiti in cui si vincono coppe, targhe, diplomi. Sì, non prevedono quote d’iscrizione, ma neanche la pubblicazione dell’opera o delle opere migliori. Né premi in denaro o altro. Se il concorso non è particolarmente prestigioso (sono pochissimi, in verità), a cosa servono quelle coppe, quelle targhe o quei diplomi? Credete che creino un precedente importante? Che una casa editrice si lasci impressionare da una coppa di ferro con inciso un nome? O che un diploma in stile CEPU possa spalancare le porte della Feltrinelli? Non date nulla, è vero, e per di più ottenete in premio una coppa. Che però potete tranquillamente acquistare in un negozio con una decina d’euro. Contenti voi.

 

Ribadisco: nella scelta di un concorso, affidatevi ad altri parametri. Non credo affatto che “Un sogno dentro un sogno” sia l’ultimo concorso onesto rimasto in Italia. Proprio per questo, vi invito a non escludere a priori la possibilità di partecipare a concorsi con quota d’iscrizione, se (ribadisco: SE) la quota d’iscrizione è ragionevole, e soprattutto se sussiste un rapporto armonico tra ciò che viene offerto e ciò che viene chiesto.

All’ultimo concorso cui ho partecipato come scrittore esordiente, ho sganciato 15 euro per ambire al  buono acquisto di 500 euro da spendere in libreria. Ne ho vinti 100 (terzo posto), ma ne è valsa comunque la pena, da quel punto di vista.

Se penso che quest’anno, nella seconda edizione di “Un sogno dentro un sogno”, il totale delle vincite è ben più appetitoso, vien da chiedersi perché il numero di iscritti non è risultato all’altezza delle aspettative, nonostante gli sforzi – anche economici – operati.

Braccine corte? Non credo, dieci-undici euro possono reperirli un po’ tutti, anche uno scrittore esordiente uscito dalla penna di Moliere.

Qual è allora il problema? Io credo sia un altro, e approfitto per raccontarvi l’ultimo aneddoto.

Qualche mese fa, su un sito letterario che stimo ben poco, e che non posso nominare perché so per esperienza che poi dovrei informare obbligatoriamente ogni singolo iscritto del fatto che ho citato il loro sito, inviando mail, lettere, fax, piccioni viaggiatori, inoltrando telefonate (dalla cabina, perché I Sognatori non ha un ufficio stampa, com’è noto), e avvertendo finanche la Questura e l’Esercito, in modo da non urtare la sensibilità di soggetti oltremodo permalosi… dicevo, su questo sito un tale scrisse, in merito al concorso “Un sogno dentro un sogno”:

 

ho letto sul sito della casa editrice che per partecipare al loro concorso occorre comprare un loro libro. Quasi quasi non partecipo

 

Ecco, il problema è questo. La refrattarietà nei confronti della piccola editoria e degli scrittori poco noti, unito a quel senso di superiorità immotivato che induce a riconoscere in se stessi “il grande scrittore incompreso”, e negli altri nulla più che scribacchini sfigati pubblicati da editori sfigati.

Oltre, ovviamente, all’incapacità cronica di saper andare al di là del proprio naso, appellandosi almeno alla matematica, per cui – se vogliamo porre la questione su di un piano puramente  materiale – il fatto di spendere 10 euro per poi rischiare di vincerne 300, dovrebbe spingere più di qualcuno a notare quell’equilibrio tra il dare e l’avere cui facevo cenno in apertura di post.

Ma niente. Occorre comprare un libro ignoto (“Altrove da me”? E chi l’ha mai sentito?), quindi il gioco non vale la candela, per alcuni.

Vi dirò: a me va più che bene così. Se qualcuno si iscrive al concorso deve essere contento di farlo. E sicuro di essere capitato fra gente seria, che non getta fumo negli occhi. Deve fidarsi di me, della Giuria che attribuirà il premio in denaro, e stare certo che non vi saranno favoritismi e giochetti di potere. L’antologia verrà stampata in off set (garanzia di qualità), i racconti verranno passati al lumicino per individuare ogni genere di errore, e un piccolo editing non mancherà di certo. Queste  cose le garantisco, le ho messe in chiaro da subito; Muzio Scevola mi fa un baffo, io nel fuoco ci metto pure i piedi, altrochè.

Tutti gli altri… liberi di iscriversi ai concorsi che preferiscono, è un mondo libero. Io so per esperienza che gli scrittori meno capaci sono quelli che, senza addurre prove a sostegno, millantano capacità superiori alla media. Quel concorso no, quella casa editrice no, questo fa schifo, quello anche. Poi si ritrovano a pubblicare con Lulu, come tutti. In certi contesti musicali, soggetti del genere vengono definiti “posers”. Assumono pose da divetti della letteratura, per darsi un tono e salire sul loro piedistallo immaginario. Fatto di fumo. Mi rendo conto che “Un sogno dentro un sogno” è troppo in basso rispetto alle incredibili capacità letterarie tutte da dimostrare di questa gente, ma per qualcuno può andar bene. Può rappresentare un buon banco di prova. D’altronde in “certi” siti è prassi credersi chissà chi, pur coprendosi di ridicolo ogni volta che si apre bocca.  

 

Quasi quasi non partecipo

 

Perfetto. Ed io, in tutta franchezza, quasi quasi me ne sbatto.

Aldo Moscatelli

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categorie: concorso letterario
mercoledì, 27 agosto 2008

SONO TORNATO

Ebbene sì, sono tornato.

Dove eravamo rimasti?

Ah sì: qui.

Nel frattempo sono successe un po’ di cose, delle quali vale la pena parlare. Appena mi sarà possibile posterò qualcosa di nuovo, probabilmente domani.

L’idea è quella di rinnovare lo spirito del blog, in linea con l’umore del momento; basta quindi con le polemiche, con i post-fiume, con le lotte a oltranza che non conducono da nessuna parte.

In fondo va tutto bene, da qualche mese a questa parte non ci sono più problemi: i prati sono in fiore, il cielo è blu, i pellicani sono tornati a nidificare, l’assenteismo è diminuito, la criminalità è sparita, la piccola editoria gode di ottima salute, c’è spazio per il pluralismo e per le voci nuove.

“Serenità” sarà la parola d’ordine da oggi in avanti.

Quindi, la canzone del giorno non può che essere questa.

Ciao,

Aldo

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categorie: aldo moscatelli, tutto bene
lunedì, 25 agosto 2008

PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE

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C'è nessuno?

Noi fra un po' torniamo...

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categorie: noi e voi
venerdì, 01 agosto 2008

PROROGA CONCORSO

Informiamo gli interessati che, a fronte di varie richieste, abbiamo deciso di posticipare la scadenza del concorso letterario "Un sogno dentro un sogno - seconda edizione" al 31 agosto 2008.
Chi volesse prendervi parte, dunque, ha un intero mese per potersi iscrivere.
Ricordiamo che il bando di concorso è presente in questa pagina del nostro sito:

http://www.casadeisognatori.com/concorso.htm

L'elenco dei vincitori verrà reso noto il 15 settembre, sia qui che sul sito.
Grazie dell'attenzione,
I sognatori

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categorie: concorso letterario