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martedì, 30 giugno 2009

PROROGA AL CONCORSO

In seguito alle tardive richieste d’iscrizione, il termine di scadenza del concorso Un sogno dentro un sogno – terza edizione” è stato spostato dal 30 giugno 2009 al 31 luglio 2009.

I risultati verranno comunque comunicati (nel sito e nel blog della casa editrice) nella data prevista: il 1° settembre 2009.

Non verranno concesse ulteriori proroghe.

 

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categorie: concorso letterario
giovedì, 11 giugno 2009

UNA POLEMICA? PRESENTE!

Giusto per farvi capire come funziona parte dell’editoria a pagamento: ormai messa sottotorchio dalla crescente consapevolezza (ma ce n’è di strada da fare) degli scrittori e dei lettori nei confronti del contributo editoriale, spala letame addosso all’editoria senza richiesta di contributo e su coloro che la sostengono. Da questo punto di vista, voi che visitate e apprezzate questo blog e i suoi ideali, ritenetevi chiamati indirettamente in causa.

C’è una controffensiva dell’editoria a pagamento, evidente nelle minacce di carattere legale che gente come Linda Rando continua a ricevere. Attaccano per non essere attaccati, ricorrono a illazioni per non dover render conto del proprio operato. Laddove, invece, chi critica l’editoria a pagamento si sforza di portare prove o argomenti (dialetticamente intesi) di difficile confutazione.

Ma state tranquilli: capita a volte che il tutto si risolva in una terribile e comica debacle.  

Leggete qui (trovate il mio commento a pagina 3, verso la fine):

 

http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=6025&postdays=0&postorder=asc&start=0

 

Colgo l’occasione per ringraziare Luca Baccari per la preziosa e doverosa segnalazione.

Ah, commentate anche di là se avete voglia (magari prima presentatevi nel forum però, non è buona cosa entrare in casa di altri in veste di sconosciuti). 

Aldo Moscatelli

martedì, 09 giugno 2009

SEGNALAZIONE 2

Per la serie "nessuno è al riparo", consiglio di dare un'occhiata alla seconda parte dell'articolo sulle cosiddette "pubblicazioni a pagamento", a cura di Alberto Carollo:

http://www.cartacantalab.com/focus-on/19-focus-on/156-editori-corsari-e-autori-kamikaze-seconda-parte

Vien fuori un bel quadretto, senza dubbio.

 

postato da: Isognatori alle ore 12:01 | link | commenti
categorie: segnalazioni, editoria, contributo editoriale
venerdì, 05 giugno 2009

QUALCOSA NON QUADRA

Nove scrittori su dieci, tra quelli che si rivolgono al sottoscritto, inviano i propri dattiloscritti senza nemmeno aver letto il sito de I Sognatori. Dunque spediscono di tutto, e alla cieca.

Queste persone desiderano la professionalità comportandosi da dilettanti. Spediscono poesie a chi non pubblica poesie, poi fuggono nei forum per lamentarsi dell’editore X che neanche si è degnato di farmi sapere cosa pensa della mia silloge. E un po’ tutti gli credono, perché un po’ tutti ignorano la politica dell’editore X in materia di pubblicazioni. Sanno solamente che pubblica libri.

Qualcosa non quadra.

 

Se inviate una mail con una richiesta d’informazione ad alcune grandi case editrici, ottenete riposta dopo 40 giorni. Non parlo della valutazione di un manoscritto, ma di una banalissima domanda circa la loro politica editoriale.

Io… se una mail resta senza risposta per più di tre giorni, sto male fisicamente. Avverto un senso di colpa latente, la sensazione di mancare di rispetto ai miei interlocutori.

Ma a quanto pare non dovrei, perché di sicuro gli scrittori esordienti sono molto più gentili e pazienti con gli editori grandi e impertinenti che con quelli piccoli ma professionali.

Qualcosa non quadra.

 

In Italia alcune grandi case editrici meritano il massimo rispetto. Basta dare un’occhiata ai loro sterminati cataloghi per rendersi conto che non tutti, per fortuna, pubblicano seguendo esclusivamente le logiche di mercato. Niente divetti televisivi, lolite o tamarri assurti a portavoce della nuova generazione, ma scrittori veri. Però poi in rete leggi cose del tipo: “lasciate perdere quella casa editrice, io ci ho provato ma pubblicano soltanto roba ricercata”.   

Roba ricercata, già: ergo, letteratura vera.

Ma quando l’uva è troppo in alto, si è soliti reputarla acerba. E allora anche una casa editrice serissima, per di più storica e – giustamente – storicizzata, risulta criticabile dai soliti scribacchini che compensano la propria mancanza di talento con grandi dosi di spocchia.

Qualcosa non quadra.

 

Per quanto riguarda il “Manifesto contro il contributo editoriale”, nei giorni passati ho chiesto ad altri dieci editori di sottoscriverlo. Risposte ottenute: zero. Ho inviato una seconda mail. Risposte ottenute: 2. Uno ha detto di non essere interessato, l’altro di dover ancora leggere il Manifesto. Gli altri 8 tacciono stupefatti, come diceva il poeta.

A me viene un dubbio (diciamo così): non è che per caso ‘sta storia della contrarietà al contributo, accennata timidamente nei siti e/o nei blog degli editori, è soltanto un meraviglioso paravento? Non è che sottosotto questa gente mi ignora perché in verità ha qualcosa da nascondere? Perché nelle mail non chiedo di sottoscrivere, ma di rispondere. Di farmi sapere cosa ne pensano e specificare il loro grado di interesse nei confronti dell’iniziativa. Chiudersi in un ostinato mutismo significa assumere una posizione ambigua, oltre a manifestare una certa maleducazione.

Di sicuro, qualcosa non quadra.

 

I nove scrittori su dieci che mi inviano dattiloscritti alla cieca, vengono gentilmente indirizzati nell’appropriata pagina del sito. Lì c’è scritto che per sottoporre un’opera a I Sognatori bisogna acquistare un libro. Otto su nove non si fanno più sentire. Più in là vengo a sapere che hanno pubblicato a pagamento.

Qualcosa non quadra.

 

Capita pure che chi non fugge a gambe levate acquisti un libro de I Sognatori e poi invii una mail come questa:

volevo farti i miei più sinceri complimenti per l’Opera. Grandiosa. Davvero non ho parole. Una storia avvincente, ben costruita. Mi ha fatto commuovere ed esaltare, provare in pochi minuti sentimenti contrastanti. Non ti nascondo che, dopo averlo finito di leggere - come mia abitudine - ho subito attaccato a leggere un altro libro. Nulla. Il vuoto dentro (positivo intendo!). Volevo rileggere quel libro, sperare in pagine nuove, in un secondo volume […].
M'è capitato per pochi libri […] Ho intenzione di riacquistarlo per regalarlo ad un mio amico che ha letto i primi capitoli e per poco non me lo rubava!”

 

Il concorso “Un sogno dentro un sogno” è giunto alla sua terza e ultima edizione. Non avrà sviluppi perché – anche in questo caso – l’interesse nei riguardi del progetto e delle antologie poi pubblicate non è stato all’altezza delle aspettative. Tanto le antologie di racconti sono tutte uguali, no?

No. In due giorni ho ricevuto un paio di valutazioni entusiastiche (ché il problema alla fine è sempre quello: acquistare, leggere e valutare con cognizione di causa). Della prima antologia è stato detto che si tratta di “un’antologia pazzesca, qualità media altissima… sono davvero curioso di sapere se gli autori presenti hanno poi pubblicato qualcos’altro”. Ottimo veicolo promozionale, dunque.

Della seconda antologia è stato detto che “mi ha fatto cambiare idea sulle antologie”.

Non credo possa esserci complimento più lusinghiero, dal momento che un libro che abbatte un preconcetto è cosa rara.

Ma se i lettori snobbano e gli scrittori (che poi in Italia parlare di “lettori” e di “scrittori” ha poco senso, grossomodo ci si riferisce alle stesse persone) preferiscono pubblicare a pagamento piuttosto che ritagliarsi una chance acquistando un libro, non è colpa mia.

Come biasimarli, del resto? Nel caso di “Un sogno dentro un sogno” i primi non-acquirenti delle antologie sono stati i vincitori delle passate edizioni. Alla faccia di chi sostiene che libri come quelli vengono pubblicati solo per poter vendere qualche copia grazie agli autori premiati. Io so che tra i miei premiati ci sono scrittori che non hanno acquistato nemmeno una (dico una) copia. Hanno arraffato quella gratuita e tanti saluti. Non che avessero obblighi al riguardo, ci mancherebbe, però mi chiedo: gli scrittori esordienti ce l’hanno una vita sociale e un minimo di amor proprio?

A me sembra che qualcosa non quadri.

 

“Hitler era innocente” ha compiuto un anno ieri. Ma non avevo nulla da festeggiare. È il libro maggiormente pubblicizzato fra quelli editi da I Sognatori, e non certamente per merito mio, dal momento che sono stati i lettori a segnalarlo un po’ ovunque, booktrailer compreso.

Ma la diffidenza (sfociante a volte nell’ostracismo) nei riguardi del sottoscritto ha impedito al romanzo di raggiungere determinati traguardi. A quanto pare un medesimo libro è da supportare o da osteggiare a seconda di chi l’ha scritto e di chi l’ha pubblicato. Non viene giudicato in sé e per sé. Validissimo motivo per non perseverare in quella direzione. D’altronde l’avevo già detto ad Alberto Carollo, in un’intervista vecchia di diciotto mesi, che “Hitler era innocente” era l’ultimo libro che pubblicavo con I Sognatori.

E allora a distanza di un anno mi sto già guardando attorno, perché qualcuno mi ha fatto presente (sempre via mail) che quel romanzo “merita ben più ampi orizzonti, avendo quelle qualità che dovrebbero fare di un testo un best seller ma che, ahimè, al contrario raramente si incontrano nel ciarpame che troviamo sugli scaffali delle librerie.

È passato un anno e non ha nemmeno coperto le spese di stampa, invece.

Quindi qualcosa non quadra.

 

Tempo fa mi sono detto: reintroduciamo le schede di valutazione (il servizio era stato sospeso per qualche mese), chissà che qualcosa non cambi.

Macchè. Ormai è chiaro che non gliene frega un accidenti a nessuno. Lo scopo è pubblicare, non capire dove è possibile migliorare. E se andate in qualche forum e leggete frasi del tipo “a me importa soltanto che il mio manoscritto venga letto”, dubitate. Perché lo dicono tutti ma lo pensano seriamente in pochissimi.

Per un anno e mezzo ho inviato schede di valutazione gratuite a tutti. Per un anno l’ho inviata a chi si degnava di acquistare un misero libro (10 euro circa).

Chissà come mai inizialmente mi arrivavano più dattiloscritti…

Nel frattempo scopro che le agenzie letterarie vanno alla grande qui da noi, e che per una semplice lettura + compilazione della scheda di valutazione, cioè lo stesso e identico lavoro d’analisi che faccio io, i prezzi richiesti sono questi (giusto qualche esempio indicativo):

- 120 euro (Interrete)

- 140 euro (Murena Letteraria)

- 155 euro (Giro di Parole)

- 260 euro (Bottega Editoriale srl)

- 300 euro (Corte.edi)

- 300 euro (ARR)

 

I prezzi sono questi, anche se (esclusi i primi due) dovete aggiungere l’IVA al 20%.

Non sto qui a pontificare sull’equità dei costi, se sono esagerati oppure no. Fate vobis.

Vi chiedo invece: pensate che la gente si lamenti? Macchè! In più di un sito è possibile leggere che “ci sono agenzie che forniscono servizi a prezzi bassissimi, ma io le sconsiglio perché per pochi euro l’impegno che metteranno sarà certamente inferiore a quello di chi chiede 300  euro per valutare un’opera…”

 

Adesso comincio a capire. Qui non c’è “qualcosa che non va”. Qui è tutto alla rovescia.

 

Urgono cambiamenti immediati e radicali, allora.

Senza fare troppo rumore…

Aldo Moscatelli

postato da: Isognatori alle ore 12:16 | link | commenti (25)
categorie: libri, lettori, scrittori, assurdità, aldo moscatelli