Il nono libro pubblicato da I Sognatori è proprio qui, davanti ai miei occhi, e l’osservo compiaciuto.
La prima impressione è quella di un’eleganza estetica di tutto rispetto, che purtroppo si sta velocemente perdendo in campo editoriale.
I racconti li conosco perfettamente, perché li ho scelti con cura dopo attenta valutazione. No, non si tratta di un’antologia scaturita da un concorso, ma di una raccolta di racconti che ha origine da un lungo lavoro di scouting. A suo modo è stato divertente assemblare queste dodici novelle, ovviamente in base a criteri ben precisi. Il primo, come sempre, è quello qualitativo: cercavo “penne” di un certo valore, in grado di distinguersi per freschezza e contenuti. Le ho trovate in Federico Di Leva, Adela Colafigli, Flavio Moro, Marco Di Pinto, Marco Capitani e in una vecchia conoscenza dei lettori della prima ora, quel Guido Marcelli già presente in “Un sogno dentro un sogno” (con l’acclamato racconto “L’altro volto della luna”).
Il secondo criterio era quello della “varietà”: desideravo riunire novelle di genere differente, passare da uno stile all’altro senza perdere nulla in termini di valore. Missione riuscita, direi: i racconti spaziano dal grottesco alla fantascienza, dal surreale all’horror metafisico, dall’umoristico al drammatico. Con risultati eccellenti.
Terzo criterio: la “comunicatività”, che costituisce il filo rosso dell’antologia. Ogni novella dà voce a un sentimento o a un concetto particolari, con una delicatezza fuori dal comune, per bocca di personaggi anomali o inseriti in contesti nei quali il silenzio e/o la tranquillità (a volte soltanto apparente) giocano un ruolo preponderante. Ecco spiegato allora il titolo del libro: “Il sussurro delle cose nascoste”.
Nelle varie novelle, infatti, il proscenio è di volta in volta conquistato da attori ai quali il gran teatro della letteratura spesso nega voce e presenza. Non voglio svelare troppi particolari ma, per citare la quarta di copertina, acquistando questo libro vi imbatterete in “tanti piccoli sussurri, che vi sembrerà di cogliere attraverso la vetrata di un bar in bianco e nero, o la cornice di un vecchio quadro, o magari attraverso un autobus sgangherato che ora non c’è più. Udirete il tormento di chi reclama vera giustizia, la voce sottile di chi s’interroga sul proprio avvenire. E quella lontana di chi ambisce a prolungare la propria effimera presenza, seppure in un contesto surreale”.
Il libro ha delle particolarità che vorrei sottolineare, inoltre.
La copertina è stampata su carta riciclata (gentile omaggio a Madre Natura, e prima volta assoluta per I Sognatori). Ogni autore è presente con due racconti, pubblicati uno di seguito all’altro, e preceduti da una piccola nota introduttiva a cura dell’autore medesimo. Le ultime pagine sono dedicate invece alle autobiografie degli scrittori, esperimento già testato con successo in “Un sogno dentro un sogno – vol. 2”. Per ogni coppia di racconti è presente un’illustrazione ad opera di Francesca Santamaria, per un totale di sei tavole (ovviamente bellissime).
Il 10% del ricavato annuale verrà devoluto ad “Amnesty International – sezione italiana”.
Due parole sugli autori, infine.
Federico Di Leva apre nel migliore dei modi la raccolta, calando il lettore in un’atmosfera rarefatta e fortemente cinematografica. È la sua capacità di imprimere con poche pennellate umori e sensazioni a risultare vincente, nonché ad affascinare. Di rilievo il sense of humour che interviene a spezzare il malinconico spleen che spesso si fa spazio negli eventi raccontati. Se amate i film di Jim Jarmush non lasciatevi sfuggire i racconti di Federico.
Adela Colafigli ha una capacità che apprezzo molto: elaborare in poche righe una storia con un inizio e una fine, senza per questo rinunciare a significati e sottesi. Anche nei suoi racconti è evidentissimo un adorabile sense of humour che però, rispetto all’autore precedente, ha qui il compito di esacerbare il lato grottesco delle vicende, il paradosso delle bassezze/debolezze umane al centro delle novelle. E al lettore non resta che sorridere, sì, ma con una certa amarezza.
Guido Marcelli è la dimostrazione vivente che la grande letteratura, filtrata attraverso una sensibilità non comune come quella dello scrittore romano, conserva una preziosissima funzione maieutica. Guido Marcelli cita, inventa, a volte cammina nel mezzo. Dimostra non solo di conoscere perfettamente le sue fonti, ma soprattutto di saperle tradire e dimenticare. Perché il vero scrittore è un amante infedele. La cosa stupefacente è che citazioni, invenzioni e interpretazioni coesistono perfettamente: raro caso di lettore “dotto” e di scrittore brillante.
Flavio Moro è presente con due racconti diversissimi: uno sembra seguire il percorso tracciato da Guido Marcelli, l’altro anticipa temi cari a Marco Di Pinto, che nella raccolta arriva subito dopo. La collocazione non è casuale, insomma. Flavio dimostra di sapersi destreggiare tra più registri e più generi con grande naturalezza, e sono certo che i lettori sapranno apprezzare sia i risvolti fantasiosi che quelli felliniani (da “Amarcord”) della sua narrativa. Scrittore poliedrico, e in quanto tale merita attenzione.
Marco Di Pinto è uno scrittore contraddistinto da un umorismo “cinico” che personalmente apprezzo tantissimo. È “duro” e non fa nulla per nasconderlo, nonostante uno stile formalmente elegante. Nei suoi due racconti – quasi speculari – troverete il percorso di crescita di chi è costretto a fare i conti immediatamente con la realtà sociale della quale – suo malgrado – è chiamato a fare parte. Marco è un ragazzo del Sud come il sottoscritto, e il Meridione lo descrive con l’amarezza di chi può soltanto constatare che “al Sud le cose funzionano così” (parafrasando una delle sue novelle). Tratteggiandolo con rara efficacia e, ahimé, rara verosimiglianza.
Marco Capitani gioca con le parole e le situazioni narrative, inventando e seguendo regole proprie. Nel primo racconto ribalta genialmente l’assunto di base delle storie a sfondo onirico, sorprendendo il lettore con un epilogo francamente di grande inventiva. Nel secondo racconto, ci guida invece attraverso le strade di una città immaginaria, “Loghia”, novello Cicerone che – tenendo per mano il lettore – si affida a metafore affascinanti per chiudere questo breve ma intenso viaggio fra le pagine dell’antologia.
Queste sono le voci delle cose nascoste, personaggi nati dalla fantasia di Autori anch’essi celati all’interno del sottobosco letterario nazionale, e che con estremo orgoglio mi propongo di portare alla luce del sole.
Aldo Moscatelli
Tre segnalazioni, quest’oggi.
Giungono con notevole ritardo, ma allo stato attuale sono impegnato su più fronti e nelle prossime settimane e nei prossimi mesi capirete da soli cos’è che mi ha trasformato in un misero latitante.
Segnalazione 1
Per la serie “è divertente soltanto quando capita agli altri”, segnalo l’ennesima disavventura di Linda Rando e Writer’s Dream:
http://scrittoriesordienti.wordpress.com/2009/06/29/la-zisa-doris-i-troll-e-i-misteri-del-web/
A questo punto non si sa davvero se piangere o ridere, se indignarsi o cos’altro.
L’ho detto e lo ripeto: l’editoria a pagamento sta muovendo una controffensiva contro tutti coloro che osteggiano la richiesta di contributo, attaccando per non essere attaccata (non a caso elabora “teorie del complotto” per negare le sue stesse macchinazioni). E lo fa nel peggiore dei modi, ridicolizzandosi da sé. A mio modo di vedere siamo soltanto all’inizio, lo scontro s’inasprirà nei prossimi mesi/anni. Meglio farsi trovare preparati. Voi per il momento leggete l’articolo segnalato, rifletteteci e traete le vostre conclusioni.
Segnalazione 2
Probabilmente anche il buon Alberto Carollo verrà presto querelato per questo suo post:
nel quale non soltanto è presente un’attenta disamina dell’editoria a pagamento, ma addirittura un apprezzamento nei riguardi del sottoscritto e dei Capitani Coraggiosi. Roba da ergastolo.
Io ovviamente ringrazio Alberto e l’associazione Carta Canta per le belle parole spese nei riguardi miei, dei miei colleghi e dell’iniziativa inerente il “Manifesto”.
Segnalazione 3
A rischio di diffida e di qualche pena corporale pure Luca Baccari, autore (per conto del suo sito, “L’isola della poesia”) di questo video, per altro già segnalato da un commentatore:
http://www.youtube.com/watch?v=fO_4_OuoTRg&feature=player_embedded
Vengono spiegate le “ragioni dell’editoria gratuita”, e sfatati alcuni luoghi comuni circa le strade che un esordiente deve percorrere per arrivare all’agognata pubblicazione.
Un bravo a Luca e arrivederci alla prossima.
p.s.
per onestà intellettuale devo ammettere che alcune considerazioni di Alberto e Luca sull’editoria a pagamento non mi trovano d’accordo. Chi ha letto il “Manifesto” saprà cogliere da solo i passaggi ai quali faccio riferimento. Nel nome del civile confronto su argomenti di interesse comune, conto di tornarci quanto prima.
Aldo Moscatelli
Questo venerdì si terrà un reading in zona Bergamo - a Nembro, per la precisione - che vedrà coinvolto un autore da noi pubblicato, Sergio Cortesi.
Verrà venduto del materiale (compresa la nostra antologia "Un sogno dentro un sogno - vol. 2") il cui ricavato verrà devoluto all'UNIONE ITALIANA LOTTA ALLA DISTROFIA MUSCOLARE di Bergamo.
Se abitate o vi trovate da quelle parti, non lasciatevi scappare l'occasione di ascoltare (per citare Sergio) musica, parole e suoni.
E magari compiere una buona azione.
Il caffè d’autore
Venerdì 10 luglio
Aperitivo d’Autore
ore 19,00
parole e suoni
MUSICA CON I FETTA’S
Chitarra e voce
MARCO RISI PARISI
Tastiere
PAOLO BETTI BETTINELLI
Basso
GIORGIO SIGNO SIGNORELLI
Percussioni
LORIS CARRUSCI
Parole
SERGIO CORTESI
Autore di UMORI edizione IL SOLE DI TUTTI 2007