Partecipano

Foto recenti

mercoledì, 28 ottobre 2009

ALL'IMPROVVISO UNO SCONOSCIUTO

Nel mese di settembre, un rappresentante della casa cinematografica MIKADO mi ha comunicato l’inserimento de I Sognatori nel loro database, in merito allo sfruttamento dei diritti letterari.
Questa constatazione ovviamente non implica alcunché, però fa senz’altro piacere appurare come una casa cinematografica di levatura internazionale esibisca oggi un certo grado d’interesse nei riguardi della piccola editoria, andando con lo sguardo al di là della solita Mondadori o della solita Garzanti.
Ignoro in quale modo siano venuti a conoscenza de I Sognatori, che in definitiva rimane una piccolissima realtà editoriale del Mezzogiorno. Ma al di là di questo, fa piacere – dopo quasi quattro anni di durissimo lavoro – constatare l’interesse crescente di persone e/o enti che appartengono a una realtà altra (per notorietà e ambito professionale) rispetto a quella del sottoscritto.
Sia mai che un giorno a qualche pazzoide venga l’idea di trarre un film da “Lapsus” o “Altrove da me”. Se qualcuno di voi ha il numero di Terry Gilliam o David Lynch, metta una buona parola per me.
Grazie.
Aldo Moscatelli
postato da: Isognatori alle ore 19:50 | link | commenti (20)
categorie: sognatori
domenica, 25 ottobre 2009

DA SUPPORTARE (SECONDA PARTE)

Seconda parte dell’articolo dedicato ai siti letterari più interessanti del web.

Oggi parliamo di Writer’s Dream, e in tal senso premetto subito che il seguente articolo è un rimaneggiamento di quello precedente. In questi giorni infatti parte del Writer’s Dream ha cambiato aspetto, politica e persino dominio. C’è un mutamento in corso, insomma, e io mi ci sono adeguato, dando una risistemata al vecchio post. Ho dovuto lasciare alcune citazioni estrapolate dal precedente forum, non più rintracciabili per ovvie ragioni: sono quelle evidenziate in azzurro.

Detto questo, direi che è il momento di cominciare.

 

WRITER’S DREAM

Salito alla ribalta per via delle incredibili pagliacciate di alcuni editori, infastiditi dalla fuga di notizie che li ha coinvolti in prima persona, e che ha svelato le macchinazioni di tanta editoria a pagamento, Writer’s Dream è senza dubbio (assieme a due o tre blog particolarmente combattivi, ma non è questa la sede adatta per parlarne) lo spazio virtuale più agguerrito presente nella vasta cerchia di siti letterari. E già questo gli basta per attirarsi le mie simpatie.

In generale Writer’s Dream propone i medesimi servizi di un comune sito letterario (interviste, recensioni, vetrine promozionali) ma ha dalla sua una peculiarità: la LISTA degli editori italiani, suddivisi in tre categorie, FREE (senza richiesta di contributo, eccezion fatta per le poesie), A PAGAMENTO (dice tutto la denominazione) e a DOPPIO BINARIO (una via di mezzo). Questa terminologia sostituisce quella precedente, dal sapore dantesco (INFERNO, PARADISO E PURGATORIO). La nuova versione è politically correct, ma i contenuti non cambiano.

Anche “Il rifugio degli esordienti” offre ai suoi visitatori un servizio simile, tuttavia va precisato che nel Rifugio sono gli editori stessi a compilare un modulo on line e poi a inviarlo. Naturalmente i tipi del Rifugio vigilano, ma va da sé che ogni editore è libero di scrivere quel che gli pare, in quei prestampati.

Il sito del Writer’s Dream è più che altro una vetrina promozionale (l’impaginazione lascia a desiderare, ma allo stato attuale è in ricostruzione), personalmente ritengo di maggiore interesse il blog. C’è anche un forum, per quel che ne so piuttosto frequentato.

Chi ha fondato il Writer’s Dream? Linda Rando, in arte Ayame, probabilmente la minorenne italiana che può contare il maggior numero di intimidazioni legali (mai sfociate in atti concreti, sempre per quel che ne so). Gli editori a pagamento, come accennavo, non hanno preso molto bene tutto ciò che è venuto a galla sul loro conto, e adesso sbavano rabbia, scagliandosi contro Linda e contro tutti coloro che appoggia e/o stima.

In tal senso Writer’s Dream ha il grandissimo merito di fare nomi – rara avis – e di (non sempre, ma su questo ci torno) argomentare, esporre, dimostrare. Inutile spaventarli, se ne fregano e vanno avanti, nel sacrosanto nome delle libertà di cronaca e d’opinione.

Chapeau!

 

Tutto quello che avete letto sin qui tenetelo bene a mente, perché esprime la mia opinione generale su Linda e il Writer’s Dream tutto.

E premetto che non ho nulla contro le case editrici che da qui in avanti citerò: è mia intenzione porre in risalto determinate discrepanze, e dubbi del tutto personali. Semplici osservazioni, insomma. Perché in definitiva sono un osservatore esterno come tanti altri, e ho già avuto modo (nella prima parte di questo post) di cogliere quelli che per me sono alcuni teoremi “deboli” dei siti – pur meritevolissimi – citati alcuni giorni fa. Mi riferisco nello specifico a “Galassia Arte” e a “Scrittori esordienti - L’isola della poesia”.

Con Writer’s Dream desidero fare altrettanto, d’altronde non c’è ragione d’essere reticenti. Tempo fa una certa Signora mi ha accusato di dire troppe cose in questo blog, consigliando quindi di tenere per me certe impressioni. Non ho imparato la lezione, chiaro, anche perché “lavare i panni in casa” e “omertà” sono due concetti che vanno a braccetto. E io l’omertà sento di doverla combattere, non alimentare. Certa gente invece esalta le libertà di pensiero e di parola seguendo questo ragionamento: “sta zitto se devi mettere nei guai me o i miei amici, in caso contrario spara a zero su chi vuoi”.

Ragionamento che per forza di cose mi fa rabbrividire.

Per fortuna so che coi ragazzi di Writer’s Dream si può discutere tranquillamente.

 

Prima osservazione: Linda appare genuinamente contraria all’editoria a pagamento, in giro per la rete è possibile trovare numerose testimonianze al riguardo. E visto che il Writer’s Dream è (in senso stretto) il suo, sul sito dell’associazione CartaCanta ha dichiarato in un commento: “non mi importa se tra le file degli editori a pagamento ci sono libri stupendi: chi paga da noi non viene recensito. E' una delle poche vie che si hanno per tagliare davvero le gambe all'editoria a pagamento”. La sua condanna è netta, e anche se su Mente Critica fa presente che ci sono editori a pagamento “seri, che lavorano bene, con impegno, che promuovono, che fanno editing, che distribuiscono”, lei sottolinea che “chiedono contributi per una loro scelta – condivisibile o meno, anche se la mia approvazione non ce l’hanno e non l’avranno mai”. Questo perché (a suo modo di vedere) “gli editori non dovrebbero nemmeno chiederli, i contributi, dato che sono imprenditori”. E fa benissimo, Linda, a scagliarsi contro gli editori che piangono lacrime di coccodrillo, sostenendo che il mondo ce l’ha con loro e quindi chiedendo “allo scrittore di contribuire alla realizzazione del progetto. Come? Naturalmente contribuendo alle spese di stampa. Con l’acquisto di un esiguo numero di copie (numero che varia dalle 150 alle 300) l’autore potrà aiutare quel povero diavolo dell’editore a coprire quelle terribili spese […] Il mestiere dell’editore è quello di investire il proprio capitale sull’autore che decide di pubblicare. Ribadisco: investire il proprio capitale, non quello dello scrittore. […] C’è un solo modo per battersi con il Sistema: pubblicare senza contributo.

È sulla scorta di queste idee (peraltro condivise dal sottoscritto) che determinate condotte mi risultano poi controverse. 

 

Leggevo ad esempio (sul blog di Linda e nel forum di Writers Magazine) che il Writer’s Dream collabora con la casa editrice Montag.

Ora… agli autori che le si rivolgono per pubblicare un lavoro, Montag chiede in determinati casi (senza farne mistero e quindi operando con estrema trasparenza) l’acquisto di un certo numero di copie. Uno scrittore che ha pubblicato con Montag ha quantificato l’esborso, nel vecchio forum di Writer’s Dream, in 600 euro, che lui ha regolarmente pagato per la pubblicazione di un’antologia. E proprio oggi (nel nuovo forum) un altro utente parla di una richiesta di 900 euro per l’acquisto di 100 copie.

Linda può collaborare con chi desidera, intendiamoci, non è affar mio. E non ho nulla contro Montag, che qui cito solamente per poter rendere chiaro a tutti voi il motivo della mia perplessità. 

Montag rientra senz’altro fra le case editrici serie, che lavorano bene, con impegno, che promuovono, che fanno editing, che distribuiscono (e che tuttavia Linda non dovrebbe supportare, se è vero che la sua approvazione gli editori a pagamento – e Montag lo è, anche se “a doppio binario” – non ce l’hanno e non l’avranno mai), ma non riesco a capire dove vada a finire così la questione dell’editore che deve investire il proprio capitale, non quello dello scrittore.

Forse che 600 o 900 euro non siano un capitale? Forse che alla Montag non siano imprenditori?

Sul blog la faccenda è stata liquidata nel seguente modo: “si è presentato sul nostro forum un rappresentante [della Montag] che ha contestato brillantemente le nostre idee e si è distinto per professionalità. Vi rimando al topic, dove potete leggere tutto sulla vicenda, che si è conclusa con la collaborazione.”

Precisazione doverosa: il rappresentante Montag non ha smentito in alcun modo la richiesta una tantum del contributo editoriale, al contrario: l’ha confermata per le opere meno appetibili commercialmente (e io non apro bocca, questi sono affari della Montag).

Mi chiedo: è bastato contestare brillantemente per avviare una collaborazione? E la richiesta di contributo? E il presupposto “editore=imprenditore”?

 

Questione “liste”: a me non convincono, e lo dice uno che si trova nell’appetibile (dagli editori rosiconi di cui sopra) lista FREE, ex Lista Paradiso.

Innanzitutto: perché è tollerata la richiesta di contributo nei riguardi delle poesie? Non mi dilungo, ma invito tutti a rileggere il punto numero 9 del “Manifesto contro il contributo editoriale”, e poi a fornirmi una risposta sensata.

Qui voglio solamente citare una frase ed evidenziare un’implicazione.

La frase, estrapolata dal vecchio forum, appartiene a Dabria Tiann, che un tempo collaborava (ora non so) con Writer’s Dream. È questa:

gli autori (Dabria intendeva “gli editori”, n.d.Aldo) che chiedono soldi, nella lista Paradiso non ci vanno, anche se chiedessero solo 10 euro.

Domanda: i soldi forniti per la pubblicazione di poesie non sono soldi a tutti gli effetti?

E adesso l’implicazione: se per finire nella lista FREE basta pubblicare a pagamento solamente le poesie, allora occorrerebbe creare una quarta lista per quegli editori che pubblicano tutto – poesie comprese – senza chiedere denaro. Considerate inoltre che a qualunque editore converrebbe aprire una sezione “poesie” e chiedere fior di soldi con la scusa che il genere tira poco, e risultare comunque pulito. Io farei una fortuna, ma desisto (resisto?).

E chi pubblica racconti? Pensate forse che le antologie abbiano più mercato? E i romanzi umoristici, che non se li fila nessuno in Italia (tranne quelli di Benni o Pennac, ma parliamo di Feltrinelli)?

Il discorso potrebbe essere ampliato fino a coinvolgere i libri degli scrittori esordienti in generale (quanti lettori danno un’opportunità ai lavori di emeriti sconosciuti?) e finanche ai libri in toto (in Italia si legge pochissimo, non dico nulla di nuovo).

Seguendo questa logica sarà possibile fornire attenuanti a quasi tutti gli editori a pagamento: attenzione.

Questione “doppio binario”: viene inserito chi – cito – chiede contributi (e in questa categoria rientrano i contributi per l'editing, la valutazione manoscritti ecc.). Ecco… a rischio di andare contro i miei stessi interessi, faccio presente che I Sognatori, per valutare in tempi rapidi un  manoscritto e/o fornire una scheda di lettura, chiede l’acquisto di libri. Non c’è alcun obbligo, è una libera scelta dello scrittore, chi vuole essere valutato nei tempi mediamente richiesti dalle piccole case editrici può tranquillamente evitare qualsivoglia spesa. Però l’opzione “acquisto libri per valutazione manoscritti” c’è.  

Un esempio migliore è rappresentato da Giulio Perrone Editore, che richiede anch’esso l’acquisto di libri (nel contesto del “leggi e fatti leggere”) per una cifra che si aggira sui 50 euro. L’acquisto è obbligatorio per tutti. Perrone è nella lista FREE, e in base ai dettami sopra riportati non ne capisco il motivo. Certo, Perrone pubblica gratuitamente mediante i concorsi, solo che in questi concorsi vengono premiati racconti di massimo tre cartelle, non romanzi o raccolte. Non mi pare la stessa cosa. C’è un concorso destinato a romanzi e antologie, lo so bene, però lì c’è una quota d’iscrizione pari a 25 euro.

Io noto delle contraddizioni, ma c’è da dire che Linda sta già facendo un ottimo lavoro di revisione. La nuova catalogazione delle case editrici è estremamente professionale, fornisce un mucchio di informazioni in più (nel frattempo ha persino aperto una pagina dedicata alle case editrici DA TESTARE). Però certe contraddizioni restano.

 

A volte ho la sensazione che il Writer’s Dream utilizzi due pesi e due misure, e la cosa non mi piace. Se Montag può ben richiedere l’acquisto di 50 copie e ottenere addirittura supporto, la stessa cosa non può dirsi per altri. Nel vecchio topic dedicato a Historica Web (casa editrice FREE), la segnalazione di un concorso (per il quale è previsto l’obbligo d’acquisto di 2 copie dell’antologia che ne scaturirà, ovviamente la cosa riguarda i soli vincitori) è stata così commentata da Linda: e i proclami contro l'editoria a pagamento? Un utente le risponde: Be', dai... sono due copie del libro. Ma Linda non transige e dichiara: quando c'è un obbligo d'acquisto è sempre editoria a pagamento. E tecnicamente ha pure ragione, ma a me non convincono il tono e la contraddizione in termini: non si può mettere in croce un editore FREE per aver chiesto l’acquisto di due copie nell’ambito di un concorso e poi supportare chi ne richiede 50 e nemmeno appartiene alla lista FREE (e a questo punto chiunque potrebbe chiedere a Linda: e i tuoi proclami contro l'editoria a pagamento?).

Spero che nessuno voglia ribattere che proprio gli editori gratuiti devono mostrarsi coerenti fino in fondo, perché il punto non è quello ma – ribadisco – il tono e la contraddizione in termini. O si critica negativamente entrambi o si supporta entrambi.

 

Questi sono alcuni dei fattori che più mi lasciano perplesso nel Writer’s Dream. Temo in particolare un ammorbidimento nei riguardi della lotta alla richiesta di contributo. Allo stato attuale non è ben chiaro se Writer’s Dream sia contrario al contributo o agli editori che non mettono in chiaro le cose (deprecabili entrambi, ma citando l’art. 6 del “Manifesto”: la trasparenza mostrata nel rapporto con gli utenti non ha nulla a che vedere con la liceità del contributo editoriale. Si tratta di due cose poste su piani completamente differenti. Un’ammissione di colpa non cancella la colpa, la sottolinea.).

Soprattutto, non è chiaro se il contributo – per Linda e soci – è un problema in sé o un problema di carattere meramente economico, quindi “problemone” qualora superi i mille euro e “problemino” qualora sia inferiore a quella cifra. Al di là dei proclami, ovviamente. Perché al cospetto di un utente che segnalava Il Foglio (presente all’epoca nella lista FREE) come casa editrice a pagamento, specificando l’ammontare della cifra che gli era stata richiesta (600 euro), già in passato Linda ha esclamato: “seicento euro? Prezzo onestissimo”.

La qual cosa può far supporre che per lei il contributo sia onesto o meno onesto, lecito o meno lecito, in base al suo ammontare. Equivalenza che non condivido assolutamente, e che – ancora una volta – è in contrasto con altre dichiarazioni (C’è un solo modo per battersi con il Sistema: pubblicare senza contributo) e con quelle di chi scrive o scriveva sul Writer’s Dream (gli editori che chiedono soldi nella lista Paradiso non ci vanno, anche se chiedessero solo 10 euro).

 

Infine, una considerazione: come già ricordato, il Writer’s Dream è ormai da tempo sottoposto ad attacchi scriteriati da parte di sedicenti editori, in verità sciacalli della peggior specie. Distorcono la realtà in maniera palese per pararsi (scusate l’espressione) il culo, insultando Linda in ogni modo e tramite vili nickname, senza mai addurre uno straccio di prova, diffidando, minacciando querele, disinformando. La conseguenza? Una serie di clamorosi autogol. L’attacco personale nei riguardi di Linda non ha mai condotto a una riflessione seria sui problemi della nostra editoria. Forse perché a questa gente piace sviare il discorso per immaginare teorie complottistiche e giochetti occulti: attaccando non sono costretti a difendersi. Inutili i richiami al confronto: messi alle strette, un po’ tutti fuggono a gambe levate nascondendosi dietro i “va bene, voi capite tutto e io invece niente”. O i “crescete, ragazzi”… detto con quell’insopportabile tono paternalistico. Tutto, pur di non ammettere la propria meschinità.

Io ho scritto questo articolo per dire la mia su uno spazio virtuale pubblico, ma anche e soprattutto per agevolare ancora una volta una discussione sui tanti problemi che affliggono il mondo editoriale italiano.

Stimo il Writer’s Dream, l’ho pubblicamente difeso non so quante volte. E come me le ragazze di Studio83, Luca Baccari, Emanuela Capovilla e molta altra gente. Però ho delle riserve. Lo so, farei meglio a fingere accondiscendenza totale, ma non sto lì a fare calcoli quando si tratta di esprimere un’opinione (con buona pace della Signora di cui sopra).

C’è bisogno di gente coraggiosa, e i ragazzi del Writer’s Dream rientrano senz’altro in questa categoria, ma c’è bisogno anche di approfondire le questioni, di non lasciare nulla al caso. La coerenza ha un prezzo, l’ho detto e lo ripeto. E a me sembra che troppe volte venga a mancare nel Writer’s Dream.

È per questa ragione che invito Linda e i suoi compagni d’avventura, qualora lo ritengano opportuno, a commentare questo post. O eventualmente a pubblicare un articolo nel loro blog, se questioni di spazio lo consigliano.

Io ho detto la mia: credo di averlo fatto in maniera onesta sul piano intellettuale, e soprattutto in modo civile.

Lascio la porta aperta, e prendo congedo segnalando gli indirizzi del Writer’s Dream:

SITO: http://www.writersdream.org/

BLOG: http://scrittoriesordienti.wordpress.com/

FORUM: http://writersdream.org/forum/

 

Grazie a tutti per l’attenzione,

Aldo Moscatelli

postato da: Isognatori alle ore 19:49 | link | commenti (9)
categorie: segnalazioni, opinioni, siti interessanti
giovedì, 22 ottobre 2009

A DATA DA DESTINARSI

Io l’articolo sul Writer’s Dream l’avevo completato, ma Ayame (maledetta!!) ha avuto la felice idea di rinnovare completamente il forum e di lasciare il sito in costruzione.

Morale della favola: le mie osservazioni si rifanno a un Writer’s Dream che – almeno in parte – non c’è più. Quindi dovrò studiarmi la nuova versione e rivedere un po’ di cose.

La pubblicazione dell’articolo slitta a data da destinarsi.

Comunque… il nuovo forum del Writer’s Dream lo trovate qui (anche l’indirizzo è cambiato):

 

http://writersdream.org/forum/

 

Che poi mi chiedo: ma tutte quelle interessanti discussioni… quelle vecchie intendo… non ci sarà modo di rileggerle? Alcune erano fantastiche, nel bene e nel male.

Chi sa qualcosa parli, per piacere.

Aldo Moscatelli
postato da: Isognatori alle ore 08:14 | link | commenti (4)
categorie: segnalazioni, siti interessanti
lunedì, 19 ottobre 2009

DA SUPPORTARE (PRIMA PARTE)

Navigo in internet assai meno rispetto a un tempo. E il problema è proprio quello: il TEMPO.

Fino a un anno fa riuscivo a ritagliarmi qualche ora per gironzolare nei meandri della rete e conoscere nuove realtà sul fronte editoriale e letterario, oggi resto all’oscuro di tutto quello che succede, a meno che qualcuno non m’invii una segnalazione.

Devo essere sincero: forse è meglio così. I miei ultimi incontri/scontri hanno posto in evidenza una realtà – quella dei siti e dei forum tematici – quantomeno deprimente. Certe volte c’è da dare di stomaco, tali e tante sono la faziosità, l’ignoranza e la pure e semplice idiozia di certi soggetti.

Determinati spazi virtuali nascono e prosperano unicamente per sparare fesserie, per offendere, per mettere in cattiva luce chi non lo merita e incensare speculatori d’ogni risma.

In generale (l’avrete capito) ho un’opinione bassissima di questi fenomeni. Vengo colpito ogni volta dalla mancanza di oggettività, dal nulla mascherato con paroloni e giri di parol(in)e, dagli evidentissimi tentativi di leccare prosperosi e già lustri fondoschiena.

Il grande problema è che siti e forum nascono come funghi e vengono gestiti da soggetti che (posso metterlo per iscritto) sono già prevenuti nei riguardi di quello scrittore, di quell’editore e/o di quella casa editrice. Nonché bendisposti verso altri soggetti. Tutto ruota attorno alle simpatie-antipatie dell’amministratore e dei collaboratori, e se l’amministratore o il collaboratore hanno avuto esperienze che giudicano negative con qualcuno (un esempio: inviare un lavoro a una casa editrice e vederselo rifiutato, evento vissuto al pari di un affronto, di un’onta da cancellare col sangue virtuale), s’impegnerà nel migliore dei casi a impedire ogni forma di pubblicità positiva (è accaduto al sottoscritto), nel peggiore dei casi a remarci contro (è accaduto anche questo).

Naturalmente cotanto astio non viene in alcun modo argomentato, se non in maniera blanda e affatto esaustiva. Ci si aggrappa a cazzatine per dare soddisfazione agli utenti, ma c’è da dire che soltanto utenti di un certo genere possono dare credito ad amministratori/moderatori di un certo genere. Le persone ragionevoli fuggono a gambe levate (questo invece è successo ad altri, ma preferisco non fare nomi).

 

Questo il quadro generale. Poi per fortuna esistono le eccezioni.

Io oggi vorrei dare spazio ad alcune di queste eccezioni: in passato ne ho già segnalate parecchie, nella sede attuale mi concentrerò invece su quelle che ho scoperto o riscoperto grossomodo nell’ultimo anno o giù di lì, e delle quali non ho mai parlato seriamente. E in armonia con l’atteggiamento che da sempre mi contraddistingue, rileverò non solo gli elementi forti di queste realtà virtuali, ma anche quelli che ritengo più deboli. 

Faccio presente che i siti che troverete elencati richiedono spesso dei collaboratori: se avete un po’ di tempo e volete mettervi alla prova in una veste per voi inedita, contattateli pure.

Bene, direi di cominciare da…

 

IL RIFUGIO DEGLI ESORDIENTI

Ne ho parlato pochissimo in passato e la cosa mi addolora. Se c’è infatti un sito che merita grande attenzione questo è “Il rifugio degli esordienti”: esauriente, ricco di contenuti e provvisto di servizi che altri siti non hanno, anche in virtù della sua longevità (ha superato ormai i dieci anni, la fondazione del sito – ad opera di Maurizio J. Bruno – risale alla fine del 1998). Gli interventi sui temi di vasta portata sono puntuali ed efficaci, l’impaginazione è ottima e non ostacola la navigazione. Un laboratorio ricco di informazioni, un ottimo punto di partenza per conoscere e farsi conoscere (c’è la Vetrina Esordienti, per inciso).

Inizialmente la distinzione tra case editrici a pagamento e case editrici non a pagamento era un po’ sui generis, ma vedo che hanno messo le cose a posto.

Nessun appunto da muovere.

Questo è l’indirizzo del sito:

http://www.danaelibri.it/rifugio/rifugio.htm

 

 

GALASSIA ARTE

Questo sito non si occupa soltanto di editoria e letteratura ma di arte in generale: pittura, poesia, fotografia, scultura, musica e quant’altro. Ovviamente a me preme sottolineare la validità del sito sul fronte letterario, e devo dire che Andrea Mucciolo (mastermind di Galassia Arte) sta svolgendo un ottimo lavoro sul piano promozionale, intervistando frotte di editori, pubblicando racconti e fornendo preziose indicazioni agli aspiranti scrittori (più che condivisibili le dissertazioni sui concorsi e sulle agenzie letterarie). Risale a pochi mesi fa l’apertura di un forum, che vi invito a frequentare ed arricchire con le vostre testimonianze.

Personalmente non condivido alcune prese di posizione di Galassia Arte, per quel che riguarda l’editoria. Alcuni ammonimenti risultano un po’ generici; Andrea invita a prendere le distanze dagli editori che stampano più di 300 copie per la prima edizione di un autore esordiente, cifra che lui ritiene insensata. Io vi garantisco invece che la tiratura dipende da numerosi fattori, quali la lunghezza del contratto, la commerciabilità dell'opera, le risorse che la casa editrice intende investire in quel particolare manoscritto e così via. L’opera prima di uno scrittore esordiente può tranquillamente sfondare il tetto delle 300 copie, quindi non vedo perché giudicare male l’editore che decide di dare fiducia al testo dell’autore sconosciuto.

Potete altresì immaginare quanto possa trovarmi d’accordo una frase come “pagare all’editore le sole spese di stampa ci può anche stare”. Non voglio dilungarmi, sapete già come la penso in proposito, ma lasciatemelo dire: incaricare l’autore di stipendiare il tipografo e la legatoria equivale a recarsi al cinema e pagare (oltre al biglietto) anche il proiezionista e la maschera presente in sala.

Al di là di queste divergenze, “Galassia Arte” è un sito che merita di essere conosciuto e incoraggiato, anche perché Andrea è una persona intelligente e non si sottrae al libero scambio di idee.

Questo è l’indirizzo del sito:

http://www.galassiaarte.it/

 

 

SCRITTORI EMERGENTI (L’ISOLA DELLA POESIA)

Luca Baccari si sta facendo un nome nella rete, e meritatamente direi. Ho potuto apprezzare i suoi interventi un po’ ovunque, sempre misurati e puntuali. Il sito in questione ha il suo punto di forza nel carattere aperto delle discussioni, nell’atteggiamento associazionista che lo anima (non si fa problemi a segnalare i dibattiti più importanti provenienti da fonti esterne) e soprattutto nell’attenzione riservata alle dinamiche editoriali, affrontate una per una e con severo spirito critico.  Da questo punto di vista il merito maggiore di Luca e dei suoi collaboratori è quello di aver diffuso in rete un interessante video-documentario sull'editoria a pagamento, che trovate nella home page del sito. Dal momento che alla Causa servono individui coraggiosi e animati da sincera passione nei riguardi dell’editoria coraggiosa, direi che il lavoro svolto quotidianamente da Luca & C. sia estremamente prezioso.

Anche in questo caso (sono un rompipalle, lo so) devo muovere un appunto. Nel video-documentario viene dichiarato che "l'editoria a pagamento non sarebbe un male, se tutti gli editori dichiarassero con chiarezza di chiedere soldi". Ecco, io non concordo affatto. Vi rimando al punto numero 6 (tranquilli, è il più breve) del MANIFESTO CONTRO IL CONTRIBUTO EDITORIALE. Lì è riassunto il mio pensiero in proposito.

L’ho detto per Andrea Mucciolo, lo ribadisco per Luca Baccari: una semplice divergenza d’opinione non cancella il rispetto e la stima, tanto più che Luca è persona di rara gentilezza. Proprio per questo vi invito a visitare il suo sito e a confrontarvi con lui, nella certezza che il confronto gioverà ad ambo le parti.

Questo è l’indirizzo del sito:

http://scrittoriemergenti.isoladellapoesia.com/

 

 

LO SCRIGNO

Direi che la home del sito in questione chiarisce un po’ tutto. È possibile leggervi: “Il sito è la realizzazione del desiderio di un piccolo gruppo di giovani amanti dei libri e della scrittura. Il suo obiettivo primario è la trasmissione di queste passioni e lo scambio di opinioni con coloro che le condividono”. Non ci sono discussioni particolari sull’editoria, e la cosa non mi dispiace, visto che il sito si concentra sulla prassi letteraria attraverso la pubblicazione di novelle, di “storie a più mani”, di recensioni e di segnalazioni varie. C’è persino un’area dedicata ai sondaggi. “Lo scrigno” si pregia anche di (cito) organizzare alcune serate letterarie grazie alla disponibilità di librerie e bar trasformati, questi ultimi, in insoliti caffè letterari.

Un sito per appassionati che, citando la frase di lancio (“leggere nuoce gravemente all’ignoranza”), restituisce al bibliomane la sua funzione principale, quella di diradare (per sé e per altri) le nebbie dell’ignoranza.

Un plauso meritato a Nadia Zapperi (ho avuto il piacere di stringerle la mano ad Arona), che fa parte della redazione assieme a un altro paio di mie recenti conoscenze (Frank Spada – collaboratore – e Alessio Pracanica).

Questo è l’indirizzo del sito:

http://scrigno.netsons.org/

 

 

ART LITTERAM

Ultima scoperta in ordine temporale, Art Litteram è una (cito) libera rivista telematica aperta alle forme d’arte di autori e artisti esordienti.

Se a qualcuno può interessare, io considero Art Litteram più un portale che non una rivista, forse per via della struttura e dell’aggiornamento aperiodico.

Mi piace la presentazione di Michele Zafferino, nella quale viene tratteggiato un ritratto estremamente veritiero di tutti coloro che in campo artistico vengono ingiustamente considerati per “ultimi”: quel che accomuna gli esordienti, gli sconosciuti, insomma quelli fermi dietro ad una porta, quelli “rimasti al di fuori”, è la logorante attesa di una risposta, perfino negativa, ma che almeno dia l’evanescente conforto che qualcuno, dall’altra parte, si sia preso la briga di scrivere o anche solo fotocopiare una lettera e di inviarla. Questa rivista telematica è rivolta a costoro; si vuole occupare di autori esordienti, poco conosciuti o perfettamente sconosciuti, principalmente in campo letterario, ma con l’obiettivo di estendere l’interesse ad ogni altra forma d’arte.

Art Litteram ha qualcosa in comune con Galassia Arte, dunque. Si distingue tuttavia per alcune rubriche particolarmente eterodosse nel contesto dei siti letterari, cito quella dedicata alle leggende e alle tradizioni popolari, oppure quella incentrata sull’archeologia e su alcuni eventi particolarmente indecifrabili. Ovviamente in Art Litteram trovate pure recensioni, segnalazioni e quant’altro, ma ci tenevo a sottolineare i punti di distacco.

Massimo supporto a Michele Zafferino e Cinzia Baldini, quindi.

Questo è l’indirizzo del sito:

http://www.art-litteram.com/

 

 

LO SPECCHIO MAGICO

Non lasciatevi ingannare dalla nota introduttiva del sito: “portale esoterico–letterario riservato agli scrittori e ai lettori di magia, esoterismo, mistero e spiritualità”.

Non mi riferisco ai contenuti – spero in proposito che nessuno di voi nutra preconcetti di sorta, anche perché il sottoscritto è un noto appassionato di tematiche giudicate “bizzarre”, se non improponibili dalla maggior parte delle persone – quanto al presunto target di riferimento. “Lo specchio magico”, infatti, va ben al di là delle tematiche esoteriche e indaga con cognizione di causa gli aspetti più turpi della nostra editoria. In proposito devo ammettere che questo sito è in assoluto il più divertente in circolazione. Esilaranti alcuni degli articoli (ben dodici) presenti nella rubrica dedicata agli scrittori esordienti (colpisce l’atteggiamento super partes degli articolisti), preziosissime le interviste e le recensioni. “Lo specchio magico” non ha nulla del sito improvvisato, è – al contrario – gestito in maniera professionale, e chi ci scrive dimostra appieno di non essere uno sprovveduto. La conoscenza in materia letteraria è palese, così come quella di determinati meccanismi editoriali. Nella pletora di blogghini scadenti e siti scritti coi piedi, vi assicuro che non è usuale imbattersi in cotanta professionalità.

Questo è l’indirizzo del sito:

http://www.specchiomagico.net/

 

 

WRITER’S DREAM

Per Writer’s Dream il discorso è un po’ più lungo e un po’ più complesso, quindi rimando la discussione alla prossima volta, nella SECONDA PARTE di questo articolo.

Che ovviamente pubblicherò tra pochissimi giorni.

 

Aldo Moscatelli

postato da: Isognatori alle ore 11:25 | link | commenti (6)
categorie: segnalazioni, opinioni, siti, siti interessanti
mercoledì, 14 ottobre 2009

SONDAGGIO SUL RAPPORTO TRA STUDENTI UNIVERSITARI LECCESI E LETTURA/SCRITTURA: I RISULTATI
 
Nel mese di settembre 2009 la casa editrice I Sognatori ha rivolto alcune domande a 200 studenti universitari leccesi (di sesso maschile per il 35%, di sesso femminile per il 65%).
L’età degli intervistati va da un minimo di 19 anni a un massimo di 30.
Gli studenti che hanno risposto alle domande della casa editrice sono stati contattati nelle seguenti Università salentine:
 
- Ateneo (Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione)
- Campus (Facoltà scientifiche, Giurisprudenza)
- Accademia delle Belle Arti
- Lingue
 
DATO NUMERO 1
I 200 studenti universitari da noi intervistati hanno dichiarato di leggere globalmente, nel corso di un anno solare, 873 libri (esclusi quelli universitari), per una media di 4,36 libri a studente.
 
DATO NUMERO 2
Alla domanda: “quanti libri – di qualsivoglia genere ed escludendo i testi universitari – leggi mediamente in un anno?”, gli intervistati si sono espressi nella seguente maniera:
- il 13,5% ha dichiarato di non leggere alcun libro;
- il 50,0% ha dichiarato di leggere al massimo 3 libri;
- il 19,5% ha dichiarato di leggere al massimo 7 libri;
- l’11,0% ha dichiarato di leggere al massimo 11 libri;
- il 6,0% ha dichiarato di leggere più di 12 libri (quindi almeno un libro al mese).
 
DATO NUMERO 3
Alla domanda: “qual è il tuo genere letterario preferito?”, gli intervistati si sono espressi nella seguente maniera:
1) il genere preferito in assoluto è il thrilling;
2) al secondo posto, il fantasy;
3) al terzo posto, il romanzo rosa.
 
DATO NUMERO 4
Alla domanda: “qual è il tuo scrittore preferito?”, gli intervistati si sono espressi nella seguente maniera:
1) Fabio Volo
2) Paulo Coelho
3) Dan Brown
4) Oscar Wilde
5) Giorgio Faletti
6) Nicholas Sparks
7) altri (Alessandro Baricco, Stephen King, Niccolò Ammaniti, Fedor Dostoevski, Ken Follet, JK Rowling fra i nomi maggiormente citati).
 
DATO NUMERO 5
Alla domanda: “hai mai scritto qualcosa per conto tuo – un romanzo, dei racconti, delle poesie o anche un saggio – a livello amatoriale o per hobby?”, gli intervistati si sono espressi nella seguente maniera:
- il 35% ha risposto di sì;
- il 25% ha risposto “sì, ma in passato”;
- il 40% ha risposto di no.
 
DATO NUMERO 6
Alla domanda: “conosci il nome di una piccola casa editrice (anche senza averne mai letto un libro), ed eventualmente sapresti citarne una?”, gli intervistati si sono espressi nella seguente maniera:
- il 15% ha dichiarato di conoscere almeno una piccola casa editrice italiana;
- l’85% ha dichiarato di conoscere esclusivamente le principali case editrici italiane, e di non poter fare il nome di alcuna casa editrice poco nota.
 
 
Questi i dati principali del sondaggio. A voi eventuali commenti.                      
Personalmente teniamo a sottolineare questi dati: il 63,5% degli intervistati ha ammesso di leggere tra zero e tre libri in un intero anno. Però il 60% scrive o ha scritto qualcosa in passato.
Inoltre: la media globale dei libri letti in un anno è pari a 4,3, eppure il 63,5% degli intervistati non legge più di tre libri. Perché?
Semplice: sono i lettori “forti” (quelli da un libro al mese, per intenderci) a risollevare la media globale, a trascinarla verso l’alto e a tappare le “falle” aperte dai non-lettori. Poniamo il caso di intervistare solamente tre persone: se due di esse dichiarano di non leggere mai e l’altra sostiene di leggere 13 libri in un anno, la media sarà pari – anche in questo caso – a 4,3.
Eppure noi sappiamo che soltanto uno, fra i tre intervistati, legge davvero. Gli altri due non leggono assolutamente nulla, ma statisticamente pure loro risulteranno lettori da 4,3 libri l’anno.
Lo stesso e identico fenomeno si registra a livello nazionale, e la cosa fa riflettere.
I Sognatori
postato da: Isognatori alle ore 20:04 | link | commenti (7)
categorie: libri, sondaggi, attualità, lettori
lunedì, 12 ottobre 2009

SOTTO MENTITE SPOGLIE

Qualcuno di voi, probabilmente, ricorderà QUESTO post, nel quale ironizzavo su un dato ahimé ben poco divertente: nel 2008, nella classifica che ogni anno stabilisce in quali regioni si legge di più e in quali di meno, la Puglia è risultata ultima.

Quel dato mi deprimeva non poco e così ho deciso di indagare per conto mio. Desideravo stabilire se almeno nella mia città (Lecce) e in una fascia di età circoscritta (19-30 anni), fosse possibile cogliere segnali incoraggianti.

Nel mese di settembre, camuffato da comune sondaggista (o uomo-cartellina, com’era solita definirmi Francesca), mi sono recato nelle Università leccesi per fare qualche domanda agli studenti (l’anonimato ha i suoi vantaggi da questo punto di vista) e trovare risposta principalmente ai seguenti quesiti:

 

1) quanti libri leggono mediamente gli studenti universitari leccesi in un anno?

2) quali sono gli autori preferiti degli studenti universitari leccesi?

3) quali generi letterari prediligono gli studenti universitari leccesi?

4) gli studenti universitari leccesi scrivono?

5) gli studenti universitari leccesi conoscono le piccole case editrici?

 

Il quadro generale, posso anticiparvelo, non è dei più rosei, e grossomodo conferma i dati sconfortanti forniti dall’Associazione Italiana Editori.

Ma non aggiungo altro: ne saprete di più mercoledì (sempre che io vi abbia incuriosito a dovere).

Sicuramente c’è molto da fare per cercare di risollevare le sorti della Puglia. Se vi state chiedendo cos’ho fatto di concreto per fornire il mio sostegno, la risposta è semplice: ho regalato la bellezza di 158 libri editi da I Sognatori (in base alle risposte che mi venivano fornite e alla disponibilità sul momento e in loco dei vari libri). Incentivare la lettura significa anche andare incontro alla refrattarietà del lettore medio, comprenderla e poi scardinarla.

Nel mio piccolo sento di aver fatto qualcosa, insomma.

A mercoledì,

Aldo Moscatelli
postato da: Isognatori alle ore 10:55 | link | commenti (11)
categorie: libri, sondaggi, attualità, lettori
venerdì, 09 ottobre 2009

REPORT

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“IL SUSSURRO DELLE COSE NASCOSTE”.

Bar L’Esattoria, Arona –  6 ottobre 2009

 

PARTENZA

Io e Francesca Santamaria arriviamo alla stazione di Lecce e prendiamo il treno attorno alle 22. Viaggio tranquillo, il vagone era vuoto e persino il sottoscritto (che notoriamente ha il terrore degli aerei ma che poi in treno non dorme) riesce a riposare tre o quattro ore. Rispetto alla trasferta vicentina, uno spasso.

 

ARRIVO A MILANO

Attorno alle 9 mettiamo piede nella stazione centrale di Milano. Ad accoglierci la fan numero 1 della casa editrice, PattyBruce (e gentile consorte, alle prese con un grattacapo mica da poco: trovare l’enciclica del Papa). Ci spostiamo in metropolitana sino ad arrivare nei pressi del Duomo, qui sosta necessaria per un caffè ritemprante e poi inizia il giro di telefonate: prima una certa scrittrice della quale parlerò nei prossimi giorni, poi i nostri preziosissimi amici-supporter: Franco e Matteo (approfitto dell’occasione per salutare Viviana, n.d.Aldo). L’appuntamento è in una pizzeria della zona, qui abbiamo modo di riabbracciare Flavio Pagani (questa volta approfitto dell’occasione per salutare Chiara, n.d.Aldo) e di conoscere l’autore che interverrà durante la presentazione: Federico Di Leva. Ragazzo in gamba e dalla simpatia contagiosa, che con Flavio darà vita a duetti memorabili (fantastica la battuta sulla linea gialla della Metro).

Nel frattempo il sior Giovanni si dispera per aver trovato chiusa la libreria delle edizioni Paoline.

Tra una pizza formato gigante (pure troppo: dopo cinque minuti era già fredda), chiacchierate sulle vergogne segrete di noi bibliomani (sapeste… vero Patty?), discorsi sul cinema e sulla letteratura (immancabili), e una decina di richiami alla cameriera, che non voleva saperne di servirci le bevande, il momento del commiato è già arrivato. Non prima di aver scattato qualche foto-ricordo davanti al Duomo (originalità a mille, ma ci passavamo davanti…) e aver assistito a un siparietto tra Giovanni e un gruppetto di turisti nipponici (gli unici giapponesi a non saper utilizzare una macchina fotografica digitale). Strappalacrime il saluto a Flavio Pagani, che invano cercava di trovare un kleenex da agitare attraverso le vetrate della metropolitana.

Il gruppo si dimezza, purtroppo. Ma Arona ci aspetta.

 

ARRIVO AD ARONA

Arriviamo davanti al luogo deputato, e lo troviamo chiuso. Poco male: le gambe ne traggono giovamento, c’è persino il tempo di disquisire l’etimologia della parola “cadrega”.

Clamorosa botta di fortuna (diciamo così) del signor Giovanni, che nella prima libreria aronese trova l’Enciclica a 2 euro e comincia a sfogliarla.

Nel frattempo il bar apre, arriva il gentilissimo gestore (Stefano, dai modi garbati e dalla cadenza francofona) e comincia a sistemare sedie, tavoli e microfono. Potrei aiutare, ma dopo aver spostato un paio di cadreghe arrivano i gentilissimi rappresentanti di Amnesty International: sono in cinque, volti sorridenti e bendisposti nei confronti dell’editore capellone che hanno di fronte. Li coglie il panico soltanto nel momento in cui faccio presente che uno di loro dovrà fare un breve discorso al pubblico, alla fine sarà Alessandra a intrattenere gli astanti.

Il pubblico affluisce, bisogna iniziare.

 

BAR L’ESATTORIA, ORE 19

Attacca a parlare il sottoscritto, in condizioni psicofisiche migliori rispetto a quelle palesate nella ridente Vicenza del 2008. La mia è la solita, noiosissima reprimenda nei riguardi dell’editoria italiana, ma il pubblico pare apprezzare. Se la cava meglio Federico, che tra una battuta, un sorriso e un’acuta osservazione riesce a descrivere ottimamente i contenuti del libro. La parola passa infine ad Alessandra, che invita tutti i presenti a sostenere sia l’ultima (in ordine di tempo) campagna di Amnesty International – “Io pretendo dignità” – sia la liberazione di un prigioniero politico birmano (spero di non sbagliare, ma credo si trattasse di Aung San Suu Kyi). Meritatissimi gli applausi, e doverosa la sottoscrizione degli appelli.

Seguono la vendita in loco di alcune copie del libro e un prelibato buffet preparato da Stefano: il sottoscritto mangia un’aringa e tracanna un paio di cocktail, ma la stanchezza cominciava a farsi sentire e lo stomaco era chiuso da un pezzo.

 

IL RITORNO

Da Arona a Milano vengono disquisiti argomenti allegri (la morte…), ideali per concludere la serata. Il Milano-Bari è in ritardo, ma è un’occasione in più per procrastinare il saluto ai nostri amici. Poi però bisogna levare le tende, e dare appuntamento a Franco, Patrizia e Giovanni… alla prossima. Magari proprio a Milano.

Il lungo viaggio dalla Lombardia alla Puglia viene funestato da compagni di viaggio non propriamente “ideali” (un ragazzo che accompagnava con la sua voce una lagna di Bob Marley, fuoriuscente da un cellulare di ultima generazione tenuto a volume improponibile, e una coppia di foggiani che si alzava ogni cinque minuti per ragioni misteriose).

 

L’ARRIVO

Dopo dodici ore di viaggio, eccoci di nuovo a calcare le strade leccesi. Dopo la frenesia tipicamente milanese, ci voleva.

 

IL CONSUNTIVO

Giornata bellissima: in occasioni come queste hai modo di riabbracciare persone che oramai sono ben più di semplici lettori. Incontri il pubblico, scambi quattro chiacchiere con emeriti sconosciuti che però alla fine ti regalano sempre un sorriso o una frase d’incoraggiamento. Ci sono gli “arrivederci” (ultima volta, giuro: approfitto dell’occasione per salutare Federica e ovviamente la famiglia Di Leva, che spero di rivedere a… va beh, loro sanno dove) e i “torna a trovarci”, gli “abbiam parlato poco” e i “quando sarete famosi…”.

Poi il sipario si chiude e torna la quotidianità. Fatta di cose belle (i complimenti di una lettrice giunti via mail) e di cose brutte (la morte del nostro storico portatile, pace all’anima sua). Tanta stanchezza, tanta felicità.

E il desiderio di stancarti ancora, il prima possibile, per portare ovunque questi cavolo di libri editi dalla tua casa editrice, nei quali credi con una fede che rasenta l’ortodossia spirituale. Per promuoverli senza prendere in giro nessuno, raccontando le verità taciute sull’editoria italiana e dando modo a chi lo merita davvero di poter parlare davanti a una cinquantina di persone, che sono lì appositamente per te. E a me questa cosa continua a sembrare un piccolo miracolo. Poco importa se i mezzi di comunicazione hanno ancora una volta disertato l’evento (una quindicina, tra emittenti tivù e giornali locali), tanto s’è capito come funzionano le cose nel nostro Paese quando si parla di piccola editoria indipendente. Etichetta che molti editori si cuciono addosso senza averne le credenziali, ma a questi signori piace fare i radical chic e poi leccare i piedi all’assessore di turno.

 

“Il sussurro delle cose nascoste” è un signor libro, datemi il tempo di ricaricare le pile (e di organizzarmi per benino) e tornerò a parlarne in giro per l’Italia. Con o senza il supporto di chi ritiene che gli unici libri degni di considerazione siano quelli che scalano le classifiche.

Che poi sono anche gli unici libri che questa gente legge in un’intera vita.

Aldo Moscatelli  

sabato, 03 ottobre 2009

PROMEMORIA

I biglietti sono pronti, i bagagli quasi.

Abbiamo registrato qualche defezione fra i supporter, ma fa niente.

Ribadiamo l’appuntamento: BAR L’ESATTORIA, VIA PALEOCAPA 21 – ARONA (NOVARA). Daremo fuoco alle polveri attorno alle 18.30

Ci sarà la presentazione del libro “Il sussurro delle cose nascoste”, quindi si parlerà di buona letteratura, di editoria e anche di diritti umani, grazie alla presenza del GRUPPO 46 di Amnesty International (sezione novarese), che fra l’altro opererà in loco una raccolta-firme a sostegno dell’ultima campagna di Amnesty: “Io pretendo dignità”.

Accorrete numerosi, ne varrà  la pena.

Ovviamente al nostro ritorno troverete un esaustivo report.

A presto,

I Sognatori