i sognatori

antologia vol.2Hitler era innocenteAltrove da melapsusun sogno dentro un sognoil cimitero dei giocattoli inutilicamp attackl'orologio di cenere

Chi siamo

Utente: Isognatori
Nome: I SOGNATORI
Salve, siamo la casa editrice I sognatori. E credeteci: non c'è nessuno come noi.

PUBBLICATO IL MANIFESTO CONTRO IL CONTRIBUTO EDITORIALE

IMPORTANTE: PROROGA ALLA 3° EDIZIONE DEL CONCORSO "UN SOGNO DENTRO UN SOGNO"

Il 10% sugli incassi ottenuti dal libro "Hitler era innocente", nel periodo giugno 2008/giugno 2009, verrà devoluto all'associazione CTM ONLUS. Maggiori informazioni QUI.

I SOGNATORI SU FACEBOOK!

MANIFESTO

Profilo Facebook di Sognatori Edizioni

concorso "Un sogno dentro un sogno"

il nostro sito:

casa editrice I sognatori

Commenti recenti

gioconda2009 in LA PAROLA AI VINCITO...
utente anonimo in PROROGA AL CONCORSO
utente anonimo in PROROGA AL CONCORSO
dtarlo in PROROGA AL CONCORSO
pitunpi in QUALCOSA NON QUADRA
RenzoMontagnoli in UNA POLEMICA? PRESEN...
RenzoMontagnoli in UNA POLEMICA? PRESEN...
Isognatori in UNA POLEMICA? PRESEN...
Lucab78 in UNA POLEMICA? PRESEN...
Vlad72 in UNA POLEMICA? PRESEN...
 

Archivio

oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---

--- 2007 ---
--- 2006 ---



Categorie


a scuola di letteratura con
aldo moscatelli
altrove da me
ambientazione
antologia 2007
antologia 2008
assurdità
attualità
banner
book trailer
capitani coraggiosi
chi siamo
citazioni
comunicazioni di servizio
concorsi
concorso letterario
contributo editoriale
copertine
copioni puzzoni
editoria
esperienze traumatiche
esperimenti
flavio pagani
forse non tutti sanno che
francesca santamaria
giochini
hitler era innocente
i libri degli altri
i nostri autori
i nostri libri
il brutto e il cattivo
il buono
iniziative
interviste
inutile
la parola ai lettori
lapsus
lettori
librerie
libri
libri a metà
libri da ascoltare
lucilla galanti
manifesto contro il contributo e
news
noi e voi
numi tutelari
opinioni
paypal
piacevoli sorprese
prospettive ribaltate
racconti inediti
recensioni
richiesta contributo
scrittori
scrittura creativa
se sei uno scrittore
segnalazioni
serata presentazione
siti
sognatori
sogni condivisi
spiacevoli sorprese
stronzate
traguardi
truffe editoriali
tutto bene

Links

aquila non vedente
barbara brunelli
biblios
cany randagy
cassiel
caterina armentano
cigale
citoplasma
die sonnenbarke
elys
forumautori
giarre
glauco silvestri
grandi speranze
harion
inchiostro vivo
ipanema
isabelle tostin
isola della poesia
jon vendetta
kinsy
la casa tra i mondi
laura et lory
milvia
morellina
mynona
nano viaggiatore
operazione paura
orda ragia
patty bruce
pordemovie
porderock
pungola
renzo montagnoli
sito casa editrice I sognatori
tarlo
uskaralis
who will save rock and roll
wick
writer's dream
zeruhur
zorrokamikaze



Partecipano

Foto recenti



Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

venerdì, 23 febbraio 2007

INTERVISTA A ZERUHUR (Prospettive ribaltate 21)

Ventunesimo appuntamento con la serie "PROSPETTIVE RIBALTATE". Oggi intervistiamo un blogger che, nel suo piccolo, non si limita a promuovere questo o quel libro, ma la CULTURA del libro, che è compito assai più arduo. Stiamo parlando (qualcuno lo avrà già capito) di Zeruhur del blog  http://zeruhur.splinder.com/, ma anche e soprattutto del blog http://biblios.splinder.com/, vero polo d'aggregazione dei bibliobloggers sparsi per la rete.
Ancora una volta, buona lettura.

1) Anche a te, ovviamente, chiediamo di ricordare il primo libro letto. Sei tra i blogger più giovani sin qui intervistati, la cosa non dovrebbe costarti molta fatica, no?
Non nego di averla preparata da molto tempo! E’ una risposta complessa. Io distinguo tra libri dell’infanzia e la fase successiva. Il primo libro (romanzo) degno di nota che ricordi è stato “Guglielmo e la moneta d’oro” di Mino Milani, lettura obbligata delle elementari, libro peraltro che detestai. Fu grazie ai miei genitori (grandi lettori), comunque, che non mi allontanai dalla lettura, destino che spesso la scuola provoca. Il primo di cui mi sono innamorato è un giallo per bambini, “Assassinio sul Canadian Express” di Eric Wilson. Ma il primo libro per adulti che ho letto è stato “Jurassic Park” di Michael Crichton a undici anni.

2) Hai recentemente affrontato nel tuo blog il problema della crisi culturale in Italia, auspicando che “i genitori tornino ad essere tali anziché puntare il dito accusatorio contro gli insegnanti”. Sostieni anche che “se non si abitua una persona sin dall'infanzia a soddisfare la propria curiosità, a parlare in modo corretto, in sostanza a stimolare la sua cultura, difficilmente la scuola di oggi, come quella di ieri, sarà in grado di fare granché”. Qualcuno potrebbe replicare che, in realtà, compito della scuola è, o dovrebbe essere, proprio quello di “recuperare” coloro che in famiglia non hanno ricevuto gli stimoli adeguati. Che ne pensi?
Se dovessi basarmi sulla mia esperienza personale, dovrei affermare che pensare che la scuola abbia i mezzi o la capacità di risvegliare la cultura nei giovani, sia alquanto ingenuo o tuttalpiù utopico. Degli innumerevoli insegnanti che hanno accompagnato la mia vita scolastica solo uno, la mia insegnante di lettere del bienno al liceo, aveva la straordinaria capacità di destare quel particolare tipo di interesse che spinge all’approfondimento personale, ossia oltre ai limiti dei programmi ministeriali. Anche in questo caso poi, pochissimi studenti della mia classe sono stati in grado di essere influenzati dalla docente. E’ un delicato equilibrio tra trasmettere (gli insegnanti) e ricevere (gli studenti). Comunque sto divagando. Sono convinto, altrimenti non lo avrei affermato con sicumera nel post a cui vi riferite, che la scuola attualmente non sia in grado di fornire gli strumenti per la crescita culturale delle persone. In parte perché il ruolo degli insegnanti è sicuramente difficile e gli studenti a cui insegnano sono un gruppo di eterogenei interessi e provenienze. In parte però, qui è la mia critica, per mantenere il controllo di ciò che insegnano, limitano gli interessi personali degli studenti più dotati, sentendosi forse minacciati e non volendosi dimostrare inferiori (in determinati campi, non in via generale) ai propri studenti. Sembra folle, ma ho avuto la personale dimostrazione di ciò che affermo. Concludendo, credo che i programmi ministeriali sulla carta siano ottimi, offrendo virtualmente una delle migliori preparazioni culturali del mondo. Manca tuttavia un sistema scolastico capace di trasmettere tale cultura. Quindi trovo che le vie di fuga da questo circolo vizioso siano due: coltivare (a malincuore in segreto) i propri interessi personali e, se possibile, avere una solida base culturale nell’ambito familiare.

3) Ti sei autodefinito un lettore affetto da “bibliomania”. Quali libri sei stato costretto ad acquistare, di recente, a causa dello shopping compulsivo?
Non ho la sana abitudine, come il buon Nick Hornby, di stilare la lista dei miei acquisti mensili. Già mi pare folle stilare la lista delle letture. In ogni caso entrare in libreria per me è divenuta una condanna e un rischio costante per il portafoglio. A titolo di esempio, circa due settimane fa per festeggiare la buona riuscita di un lavoro che sto conducendo per l’università, ho passato un paio di ore abbondanti in libreria tornando a casa con il mio orgoglioso sacchetto di libri: “Il viaggiatore notturno” di Maurizio Maggiani (che purtroppo mi ha deluso amaramente), “Vicolo del mortaio” di Nagib Mahfuz e “La famiglia Winshaw” di Jonathan Coe, un autore che ho scoperto e apprezzato con il fantastico “La casa del sonno”. Il merito in questo caso è stato di Matt82, che scrive anche su Biblios, la cui opinione è stata determinante per avvicinarmi a Coe. Questo a maggior riprova che i momenti di scambio tra i lettori mi arricchiscono sempre.
Ultimamente però mi sono bacchettato le mani e mi sono imposto di non acquistare ulteriormente finché la mia nutrita pila di arretrati (che ahimé ha raggiunto la soglia dei centocinquanta volumi) non si sarà assottigliata un po’.

4) Il 2006 è da poco terminato. Possiamo chiederti quali libri letti lo scorso anno, in un’ipotetica classifica, figurerebbero nelle posizioni più alte e quali in quelle più basse?
L’anno passato ho letto decisamente più rispetto alla mia media personale. Questo mi ha permesso di scoprire nuovi autori, in particolare Bruce Chatwin che è stato “amore a prima pagina”. Quindi nelle posizioni più alte inserisco sicuramente i suoi “In Patagonia” e “Le vie dei canti”. A questi devo aggiungere sicuramente:
“Il grande mare dei sargassi” di Jean Rhys
“La casa del sonno” di Jonathan Coe
“Il petalo cremisi e il bianco” di Michel Faber
“Il cimitero dei giocattoli inutili” di Aldo Moscatelli
Purtoppo la dose di delusione è arrivata da un autore che ho apprezzato in passato, Terry Goodkind, che andando avanti nella sua saga de “La spada della verità” è caduto nel gioco perverso delle trame fotocopia. A questo si aggiungono due romanzi storici “La spada del druido” di Muro Raccasi e “Il mistero della regina d’Egitto” di Philipp Vandenberg, che sembravano derivare da una pessima puntata di programmi alla stregua di “Stargate, linea di confine”.

5) Il capitano di Guy Montag, di bradburiana memoria, sostiene che i lettori si ritengono superiori ai non-lettori. Lo ritieni veritiero?
Personalmente parlando devo ammettere di sì, anche se so che non dovrei. Piuttosto che rispetto ai non-lettori, tuttavia, ritengo che la superiorità sia rispetto a chi li disprezza. Chi non li conosce affatto può sempre scoprire le gioie della lettura, mentre chi la disprezza a vari titoli non merita il mio rispetto. Storco sempre il naso quando sento affermare che la lettura è noiosa o una perdita di tempo. E’ fuori dalle mie categorie mentali.

6) Adori la fantascienza, e questo non è un mistero. Cosa ti affascina, in particolar modo, di questo genere letterario?
Innanzitutto va detto che mi sono avvicinato alla fantascienza con un particolare autore, Philip K. Dick, i cui testi hanno sempre un marcato accento sociologico. In primo luogo quindi apprezzo maggiormente nella fantascienza (che ritengo di pari dignità letteraria a qualsiasi altro genere) la capacità di trasporre problemi attuali in contesti futuribili. Se il gioco è condotto bene, decontestualizzare pone maggiore accento sui problemi stessi. A titolo di esempio potrei citare Ursula Le Guin, che è una delle maggiori esponenti della fantascienza sociologica, è il suo ciclo dell’Ekumene, in particolare il romanzo “I reietti dell’altro pianeta” metafora cristallina della contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica (cioè tra una società capitalista e una pianificata).
Ammetto però che nel corso degli anni, ricercando tematiche simili in libri più vicini all’epoca contemporanea, o forse semplicemente perché ho esaurito il misero parco autori offerto dagli editori italiani, ho virato sulla fantascienza d’evasione. In questo caso ciò che mi affascina è il sense of wonder di alcuni autori, la capacità di creare affreschi immaginifici che riempiono la mente di storie straordinarie. Per questa categoria mi affido a Jack Vance, autore semi sconosciuto e uno dei più grandi del genere.
Nel tempo però ho maturato un particolare affetto per tutta la letteratura fantastica in senso lato (compresi fantasy, horror e qualsiasi commistione). Soprattutto il fantasy appaga la necessità di sense of wonder. Volendo semplificare la fantascienza soddisfa la mia voglia di futuro, ma il fantasy quella di sognare.

7) Pennac ha stilato il decalogo dei “diritti imprescindibili del lettore”. Ma a un diritto, solitamente, fa da contraltare un dovere. Secondo te i lettori hanno dei doveri?
Il dovere di rispettare il libro, fisicamente parlando, ma so quanto questa mia piccola mania sia poco condivisa. Intendo dire quella di trattare dignitosamente l’oggetto, non amo i libri “vissuti” che secondo alcuni testimoniano l’amore del lettore per esso. E forse dovrei dire “il dovere di rispettare l’autore”, ma mi riesce difficile: io stesso quando incontro un autore che incomincio a disprezzare non riesco a trattenere il disgusto. So bene che dietro a un libro (anche a quelli brutti) c’è comunque un faticoso lavoro di creazione e stesura, ma in lettura, come in amore, sono molto passionale.
Essendo però il creatore di un blog come Biblios, non posso almeno che pronunciare il “dovere di diffondere la conoscenza della lettura”. Credo che se nel nostro piccolo incominciamo a contribuire alla diffusione della cultura, un giorno saremo premiati. Azzarderò dicendo che la cultura è un po’ come una città, per cui vale la famosa teoria dei vetri rotti: se in un quartiere esiste un vetro rotto ed esso non viene riparato, il passo da un singolo vetro rotto al totale degrado è breve. Metaforicamente quindi dovremmo cercare di riparare il vetro rotto-cultura il prima possibile, prima di ritrovarci l’intera città-società in degrado.

8) Isabelle Tostin e Harion, desiderose di rubarti lo scettro del comando di Biblios, entrano in casa per saccheggiare la tua biblioteca, e impedirti così di scrivere ulteriori recensioni. Ti concedono la possibilità di salvarne cinque. Su quali testi cadrebbe la tua scelta?
Bruce Chatwin, “Le vie dei canti”: il “romanzo” finale sul nomadismo umano. Chatwin non è un autore particolarmente amato, io l’ho conosciuto da poco e sono stato folgarato dal suo stile e dal suo acume.
Omero, “Iliade”: quando si parla di Omero purtroppo il libro citato è l’Odissea, perché in Ulisse si vede l’archetipo dell’uomo occidentale (il che è irritante: è calcolatore, invidualista, mosso più dalla logica che dalla passione…bel archetipo!). Io invece ho sempre amato la passionalità dei personaggi dell’Iliade, gli epici scontri, l’ingerenza degli Dei nelle vite degli uomini e le mille contraddizioni di uno dei personaggi che amo di più: Achille.
Jean Rhys, “Il grande mare dei sargassi”: ho scoperto questo romanzo per caso (e purtroppo mi sono reso conto di quanto sia sconosciuto) e mi sono innamorato della sventurata protagonista. E’ un bellissimo romanzo sul colonialismo e lo scontro di civiltà (quanto mai attuale nei nostri tempi).
Italo Calvino, “Le città invisibili”: è l’opera più ermetica e immaginifica di Calvino. Dopo anni e riletture non credo di averne colto l’essenza e non credo che potrò mai. Insuperabile.
Daniel Pennac, “Come un romanzo”: è il manuale di cui dovrebbero dotarsi tutti i presunti pedagoghi, insegnanti e anche genitori. Dopo quattro riletture per me resta una piccola bibbia e i suoi diritti del lettore sono praticamente i dieci comandamenti del lettore!
Certo così facendo mi farei rubare Asimov, Lovecraft, Howard, Bach, Faber e tutti gli altri…una perdita incalcolabile!

postato da: Isognatori alle ore 08:27 | link | commenti (11)
categorie: interviste, iniziative, noi e voi

Commenti
#1   23 Febbraio 2007 - 09:15
 
Hehehe un altro fanatico del rispetto fisico di libri e giornali! Allora non sono solo. Intervista interessante come sempre
Tarlo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dtarlo

#2   23 Febbraio 2007 - 18:39
 
Anche per me il libro è sacro, non si deve sciupare e non ci si deve scrivere sopra.Devo constatare anche stavolta che ogni tua parola genera in me un'impulso irrefrenabile a comprare ulteriori libri (e contribuisce ad impoverirmi ulteriormente), salvo che io non li abbia già letti, nel qual caso mi trovo quasi sempre d'accordo con il tuo commento.Non mi resta che farti i miei ennesimi complimenti. Per la questione cultura/famiglia/scuola: mi sono già espressa al tempo del tuo relativo post e posso solo sintetizzare.I fattori che influiscono sono molti, ma la componente caratteriale secondo me è fondamentale, se vuoi, puoi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PattyBruce

#3   24 Febbraio 2007 - 07:31
 
letture interessanti e variegate
pesco due
vance e mafhouz
... del primo mi e' piaciuto il ciclo di tschai e quello dei Principi e Demoni
...del secondo tutto ma cito qui
la trilogia del cairo con cui ha vinto il nobel della letteratura e'di una bellezza unica
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giarre

#4   24 Febbraio 2007 - 10:55
 
@giarre: I Principi Demoni secondo me è l'opera migliore di Vance, a dispetto della ripetività che gli viene additata.
Di Mahfuz (o Mahfouz, ogni editore lo scrive in modo diverso) conto di leggere anche la Trilogia, perché "Vicolo del Mortaio" mi sta piacendo parecchio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zeruhur

#5   24 Febbraio 2007 - 13:29
 
Io al contrario sui miei libri lascio a margine commenti, definizioni dal dizionario di parole che non conosco; sottolineo i passaggi che più mi colpiscono e nella prima pagina, in alto a desta, scrivo sempre il mio nome. [sempre a matita però, mai a penna!]
Quest'ultima particolarità è dovuta principalmente al sostenuto "flusso cartaceo" che gira in casa mia e non sia mai che qualcuno dei miei libri venga consegnato per sbaglio a qualcun altro o che finisca su una mensola della libreria non mia (quante litigate con mia sorella: "questo è mio! - no, l'avevo comprato io!").
Ultimamente però sto sconprendo il piacere di non "maltrattare" eccessivamente i miei libri: niente orecchie, copertina immacolata e niente righe sul dorso (sapete quando si apre troppo il volume?); le annotazione, però, non resisto, le faccio sempre. ;-)

Mi è molto piaciuto vedere il nome di Ursula Le Guin nella recensione, e concordo con le risposte riguardanti la diffusione della cultura nelle scuole collegata al ruolo del genitore.
"Il grande mare dei sargassi" è già nella mia lista di libri da leggere.

Valeria

P.S.: rido ancora per l'ultima domanda. ;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IsabelleTostin

#6   24 Febbraio 2007 - 13:31
 
Esiste una cura per la bibliomania? :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente maiucchi

#7   24 Febbraio 2007 - 16:34
 
Mah, forse con catene e lucchetti si potrebbe arginare il problema... ma ci sa tanto che con gente come Patty e Zeruhur non basterebbero...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Isognatori

#8   24 Febbraio 2007 - 17:55
 
Esatto.Infatti oggi ho comprato altri 3 libri, complice lo sconto del 30%. Sono: "Pastorale americana" di P. Roth, "Esercizi di stile" di Queneau e "Neve" di Orhan Pamuk. Con la scusa che, di quelli ricevuti a S.Valentino me ne erano rimasti da leggere solo 3. Sono irrecuperabile!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PattyBruce

#9   24 Febbraio 2007 - 18:35
 
e neanche io ho resistito allo sconto del 30%...oggi altri due libri ;)...altro che lucchetti!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zeruhur

#10   25 Febbraio 2007 - 08:13
 
l'unico psoto a cui dovrei mettere il lucchetto e'il portafoglio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giarre

#11   08 Marzo 2007 - 16:03
 
Deliziata da questa intervista, che in parte conferma la stima che nutro per il nostro "bibliomane".
Caro Zeruhur, sono davvero tante le cose che abbiamo in comune, - da Pennac a Coe passando per il fantasy e la poesia giapponese -, ma devo dire che per quantità di libri letti di certo mi batti... piano piano, con la tua guida, riempirò le lagune ;)

Un bacio affettuoso
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Etain

Commenti