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sabato, 28 luglio 2007

INTERVISTA A STUDIO83 (prospettive ribaltate 30)

Continuiamo ad arricchire il nostro spazio dedicato ai lettori con una nuova intervista doppia. Questa volta è il turno di Elena e Giulia del blog http://studio83.splinder.com/.
Come al solito, buona lettura!

1) Anche a voi, ovviamente, chiediamo di ricordare il primo libro letto. Ci sono dei testi, per caso, che vi uniscono per qualche ragione?
ELENA - Ho iniziato, come tanti bambini, con i volumetti della Disney che raccontavano il film d'animazione dell'anno. È proprio a causa di questa abitudine che incappai nella lettura del primo libro "adulto" di cui ho memoria, "La sirenetta" di Andersen: inutile dire che l'esperienza fu poco piacevole! A unirmi a Giulia sono stati alcuni volumi della saga di Mompracem di Salgari , con una distinzione ben precisa: io tifavo per Sandokan, lei per Yanez!
GIULIA - I primi libri che abbia letto non li ho letti. Me li leggeva mio padre e io mandavo tutto a memoria: ricordavo esattamente dove fossero le parole,  poi prendevo quei libretti (erano gli “Impara a leggere con Topolino”), andavo all'asilo e facevo la ganza con gli altri bambini. Tra i libri che mi hanno legato a Elena ci sono anche quelli di scuola: li compravamo in due, poi li lasciavamo nel cassetto della prof che usavamo tipo armadietto personale. Poi ci sono quelli che le devo ridare, ma conto nell'usucapione.

 

2) Nel vostro blog vi occupate quasi esclusivamente di piccola e media editoria. Cos’ha questo universo, complesso e variegato, da insegnare alla grande editoria? Viceversa: cosa dovrebbero imparare le piccole case editrici dalle colleghe “maggiori”?

GIULIA - A me viene in mente una cosa che la piccola editoria NON dovrebbe imparare da quella grande: la logica da azienda multinazionale e la sconsiderata politica della novità, che porta a uniformare e confondere i cataloghi. La piccola editoria dovrebbe recuperare la grande tradizione novecentesca della politica di catalogo, giocarsi tutto sulle collane di qualità e non su titoli sparati a caso nel marasma, sperando che diventino best sellers e facciano il colpo gobbo salvando tutta la baracca. Molti editori, comunque, già fanno un ottimo lavoro... prima di sprofondare per sempre.
ELENA - Più che di piccola e media editoria, noi ci occupiamo di esordienti; e siccome le major non li pubblicano... C'è comunque una cosa che la piccola editoria potrebbe insegnare a certe aziende più grandi: il rispetto verso il lettore, lo scrittore e il compratore (che coincidano o meno nella stessa persona).
  

3) Che rapporto avete con i libri dichiaratamente commerciali, quelli che scalano in un battibaleno le classifiche di vendita per poi essere dimenticati altrettanto velocemente?

ELENA - Penso che un libro commerciale, se consapevole di ciò che vuole essere e se ben fatto in tal senso, abbia tranquillamente il suo diritto di esistere. La letteratura (come tutte le forme d'arte creativa, del resto) è composta da numerosi piani diversi tra loro: è lo stesso motivo per cui trovo stupido stare a comparare, che so, Stephen King a Edgar Allan Poe (noi lo abbiamo fatto di recente: grazie Elena!, n. d. I sognatori). Ogni romanzo ha un piano letterario di appartenenza, un suo universo di riferimento che non deve essere per legge quello della letteratura impegnata. Insomma, se un romanzo commerciale - ripeto, consapevole di esserlo - può regalare al lettore qualche ora di buon intrattenimento, perché demonizzarlo? Vero anche è che, spessissimo, assistiamo alla proiezione nell'Olimpo di vaccate letterarie infami... Ma questa è anche colpa - lo dico a rischio di generalizzare - del cosiddetto "lettore della domenica", individuo dalla cultura letteraria pari a zero e, per questo, così di bocca buona da farsi convincere che ogni bestseller sia l'ennesimo capolavoro. 

GIULIA - Elena parla di libri onesti, per cui io mi concentro sulle vaccate. Oggi ci sono TANTE vaccate, e non solo per quanto riguarda la produzione libraria. Il problema è che decenni di rincoglionimento e di pessima scolarizzazione hanno forgiato generazioni di fabbrizzicorona che se leggono uno scontrino è già tanto. Non è colpa loro. Se si promuovessero libri di qualità con la stessa energia con cui si promuove Faletti o le barze di Totti, magari i fabbrizzicorona se li comprerebbero, e magari potrebbero crescere come lettori. Qui e adesso, però, la funzione di educazione, di promozione di un bene comune e superiore anche immateriale, non la vuole svolgere più nessuno, e dato che nessuno si fa educatore, sono tutti nati imparati.

  

4) Ritenete che il lettore medio italiano sia ormai veicolato nell’acquisto di un libro (da spot pubblicitari e “consigli per gli acquisti” di vario genere), o credete piuttosto che l’indolenza con la quale il grande pubblico reagisce alle realtà editoriali minori possa essere considerato un difetto congenito? 

GIULIA - Io distinguo sempre tra vari tipi di pubblico. Intanto, c'è il pubblico dei non lettori e quello dei lettori, e in esso diverse "fasce" di utenza. I lettori non sono indolenti, anzi.

Non so voi, ma io ormai quando entro in Feltrinelli mi sento male, mi sento un sorcio da laboratorio in un labirinto di formaggio: dove si nasconde il boccone avvelenato?  Ci sono troppi libri. Troppi. Troppe pubblicità. Troppe tessere punti. Troppi cartelloni e divi ed eventi. E sono tutti fantastici, emozionatissimi, la novità assoluta, la rivoluzione del loro genere. Il lettore non è indolente, è solo che si deve proteggere dal bombardamento di superlativi, spesso non ci riesce e cade nella trappola. 

ELENA - A proposito, comprate il mio ultimo libro, è ipermegabellissimissimo! 

 

5) Vi capita mai, in coda davanti alla cassa di una libreria, di scuotere la testa nel vedere qualcuno in procinto di acquistare un determinato libro?  In caso di risposta affermativa, di quali libri stiamo parlando? 

GIULIA - Vado raramente in libreria,  ancora più raramente per comprare. Lo so, sono il nemico numero uno del bilancio dell’editore, ma, se fosse per me,  fiorirebbero immense biblioteche pubbliche, capaci di sostenere con montagne di ordini l'editoria di cultura e di nicchia.

ELENA - Di solito sono gli altri che scuotono la testa quando tiro giù titoli come "L'invasione degli ultracorpi" (ignoranti!) .

  

6) Quando stroncate un libro, chi reagisce solitamente in malo modo? Colui che ha pubblicato il libro o colui che l’ha scritto? A tale riguardo, l’amico G. Iannozzi sostiene che tutti gli scrittori siano irrimediabilmente permalosi… 

ELENA - L'amico Iannozzi ha visto giusto... È ovvio che la prima reazione, davanti a una stroncatura, sia negativa. Del resto mi spaventerei se sentissi qualcuno esclamare: "Che bello, il mio libro fa schifo!". Cinque minuti dopo, però, il dispiacere deve lasciare spazio a una serie di cose: razionalità, buonsenso, umiltà. Suonerà banale, ok: resta il fatto che le critiche fanno crescere. Tuttavia, nel nostro Paese deve essere accaduto qualcosa di paranormale per cui, un giorno, si sono svegliati tutti convinti che la scrittura siano "emozioni che ti escono dall'anima, dallo stomaco, è te stesso trasformato in parole", e che quindi nessuno ha più il diritto di criticare nulla. Ormai anche la grammatica è diventata un'opinione (ma guai a farlo notare! Sarai bollato come "uno che guarda alla forma e non al contenuto"). È però bello vedere che c'è ancora chi sa far nascere un dialogo costruttivo da una critica, dimostrandosi un professionista.

GIULIA - …e comunque la nostra è la sublime arte della critica, emozioni in parole. Chi non lo capisce è un insensibile che guarda alla forma e non al contenuto… 

 

7) Gira voce che alcuni blogger vengano pagati per stilare recensioni positive, in modo da incentivare le vendite di un determinato libro. Voi cosa ne pensate? 

ELENA - No, no, non "gira voce": sta realmente accadendo. Vorrei solo capire che razza di professionisti si può pensare di diventare quando ci si circonda di lacchè e si reclutano recensori. Tra l'altro, la stessa gente che ricorre a questi mezzucci poi se la prende a morte se qualcuno osa criticare il loro libro, e molti arrivano a sguinzagliare i suddetti leccaculi per screditare le opinioni avverse.

GIULIA - Molti scrittori si stanno accorgendo del potere dei blog, e tentano di reclutare gli opinion leaders del settore per farsi pubblicità (cioè farsi incensare, che è diverso dal farsi recensire). D’altra parte, le marchette dei bloggers sono l’evoluzione di quelle dei giornalisti letterari, sono la marchetta 2.0. La cosa squallida è che, mentre il giornalista magari ha i suoi ritorni, il blogger a volte si dà via per un tozzo di pane, per l’emozione di essere amico di uno “scrittore” e brillare di luce riflessa.

 

8) Lo abbiamo già chiesto in passato, ora lo domandiamo anche a voi: Pennac ha stilato il decalogo dei “diritti imprescindibili del lettore”. Ma a un diritto, solitamente, fa da contraltare un dovere. Secondo voi i lettori hanno dei doveri? 

GIULIA - Il lettore ha il sacro dovere di essere critico. Si parla molto (giustamente) di sospensione dell'incredulità, ma non finisce lì: una buona lettura deve essere quasi una gara, giocata tra coinvolgimento e distacco, nella quale il lettore è pronto a farsi trasportare dal racconto, ma anche a beccarne i punti deboli. Io rispetto molto di più un lettore competente di romanzi rosa, che sa giudicare quali siano più riusciti e quali meno, che un divoratore di filosofia che prenda tutto per buono.

ELENA - Ma sì, dai, per una volta sottoscrivo quello che dice Giulia.

  

9) Il S.E.S. (Sindacato degli Esordienti Stroncati) decide di razziare le vostre personali librerie, ma vi concede di tenere cinque testi, quelli ai quali siete particolarmente affezionate. Su quali libri cadrebbe la vostra scelta? 

ELENA - Considerato l'ignobile disordine cosmico in cui versa la mia libreria, direi che mi farebbero un favore! Tuttavia, pistola alla testa, sceglierei senza dubbio: "Norwegian Wood" di  Haruki Murakami; "Ubik" di Philip K. Dick; "Mattatoio n.5" di Kurt Vonnegut; "L'invasione degli ultracorpi" di Jack Finney; "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas. Avrei salvato anche "Le tigri di Mompracem" di Salgari, se non avesse già fatto una brutta fine (ripeto, considerando l'ignobile disordine...)

GIULIA - Grazie a dio prendo i libri in biblioteca, e molti di quelli che amo sarebbero salvi. Per il resto, avrei difeso a costo del mio sangue "Ubik" di PKD e "Mattatoio5" di Vonnegut, ma dato che li salva Elly poi me li presta :-P .

Quindi dico:  "L'amante di lady Chatterley" di D.H. Lawrence, "Hocus Pocus" di Kurt Vonnegut, "Il deserto dei tartari" di Dino Buzzati, “Morte di mezza estate” di Yukio Mishima... e gli “Impariamo a leggere con Topolino”! Devo darli ai miei figli!

postato da: Isognatori alle ore 17:51 | link | commenti (8)
categorie: interviste

Commenti
#1   28 Luglio 2007 - 20:28
 
bella intervista,
un paio di considerazioni sui punti 6 e 7: come molti qui sanno sono stato appunto il fulcro/motore di uno spiacevole incidente con un gruppo di supporter accaniti (e moderatamente maleducati). La cosa mi ha dato molto da pensare, ma non sarei arrivato a pensare addirittura ad una renunerazione per le recensioni positive (al di là dell'accanimento/maleducazione, spero che i suddetti supporter non rientrassero in questa categoria, perché il fatto sarebbe ancora più grave). Mi sembra per nulla "deontologico" (se il termine è passabile per persone che non fanno della lettura e della recensione un lavoro ma un semplici hobby).
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#2   28 Luglio 2007 - 23:35
 
"[...]trovo stupido stare a comparare, che so, Stephen King a Edgar Allan Poe (noi lo abbiamo fatto di recente: grazie Elena!, n. d. I sognatori)"

......D'OH

(se mi dessero un euro per ogni gaffe che faccio, ora sarei la Paris Hilton d'Italia T___T)
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#3   29 Luglio 2007 - 07:58
 
Non sapevo che comprassero le recensioni sui blog... Sono la solita ingenua: pensavo che i blog fossero completamente liberi.
Si possono avere i nomi, così li evitiamo?
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#4   29 Luglio 2007 - 12:35
 
Per Zeruhur: sì, ricordiamo bene. E' chiaro che davanti a determinati eventi ognuno trae le proprie conclusioni, per "incerte" che siano.
Per Elena: apprezziamo la citazione simpsoniana, quindi ti perdoniamo. Scherzi a parte, la grande domanda è: come si può sostenere che non abbia senso confrontare due scrittori se prima non li si confronta?
Ma la domanda ancora più grande è: sei davvero sicura di voler diventare la nuova Paris Hilton a suon di gaffe?
Per Kinsy: non crediamo che sia possibile stilare una lista dei blogger "corrotti", se non altro perchè certi giochini vengono sapientemente occultati. Si può nutrire qualche dubbio, è ovvio, ma da qui ad averne la totale certezza, ce ne passa.
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#5   29 Luglio 2007 - 17:19
 
Che dire, in base all'ultima risposta, gloria alla fantascienza d'autore! :)))))
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#6   31 Luglio 2007 - 14:18
 
Prima di tutto, complimenti per l'intervista, molto scorrevole! Sulla questione del punto 4 - Feltrinelli, topo di laboratorio, troppi libri e via dicendo - posso dire di capire e concordare. Per gli scrittori permalosi... Be', credo di poter capire anche questo. D'altra parte, dipende anche dal modo in cui viene fatta la critica, così come dipende dal grado di supponenza dello scrittore stesso. Non metto in dubbio che le critiche positive aiutino a migliorare - ne faccio tesoro io stessa e non da poco tempo. I blogger pagati. Questo sì che mi sconvolge. Con che faccia tu scrittore potrai poi dire "Sai, ho venduto un sacco di copie del mio libro!", sapendo che è merito di pubblicità di questo tipo? Certo, magari sono opere geniali che non vengono comprese e serve loro una mano... Ma anche no.

Ale

P.S. L'ultima era ironica.
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#7   31 Luglio 2007 - 19:17
 
Per Esteliel: siamo felici di informarti che il tuo è il millesimo commento giunto su questo blog. Grazie davvero!

p.s.
... però non hai vinto niente!!!
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#8   31 Luglio 2007 - 22:41
 
@Zeruhur: ecco, ci siamo capiti al volo... quello è stato (e continua a essere) uno dei casi più eclatanti! ;)

@Kinsy: come ha detto Aldo, una lista sarebbe impossibile... però, dopo un po', si impara a riconoscerli a occhio (in genere hanno sempre tre metri di lingua srotolata)

@Esteliel: guarda, quello che succede nei retroscena di queste baracconate è ai limiti del demenziale! Giulia (che ha visto accadere cose simili con i suoi occhi) mi ha raccontato certi aneddoti da mettersi le mani nei capelli...

@I Sognatori: ho ancora la cenere sulla testa ù_ù dai, scherzi a parte, quello che intendevo criticare non era il paragone in sé, ma lo snobismo di certi circoli letterali nei quali si parla di classici e paraletteratura come se una cosa ecludesse l'altra.
...comunque ha del metafisico il fatto che, con tutti gli scrittori esistenti ed esistiti, sia riuscita a beccare proprio quell'ambo T_T Ennesima dimostrazione del fatto che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!


Elena^^

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