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lunedì, 14 gennaio 2008

Si apre il sipario per la seconda volta, ma in questa occasione non vedrete comparire la copertina del nostro ultimo libro, bensì l'autore stesso: Flavio Pagani.

lapsus

Autobiografia

Mi ritrovo ora senza ombelico, dato che quando nacqui, il 13 luglio del 1967, era un giorno così afoso che il ginecologo sbagliò a tagliare il cordone ombelicale.  Ma forse, nella terra di confine che mi vide alla luce, tutti non sanno tracciare una frontiera definita e fare dei tagli netti. Sono quindi cresciuto a cavallo del confine, nell’estremo meridione del Cantone Ticino, in una famiglia ticinese, con origini italiane da parte di madre (grazie ad una nonna lombarda ed una bisnonna emiliana).

Sin dalla più tenera età, avevo la passione (o la mania?) per le storie. Mi piaceva ascoltare racconti: ho cominciato ascoltando un vecchio prozio (primo prototipo del "Signore con la coppola" del romanzo "Lapsus") che mi lasciava indossare il suo cappello e mi raccontava la stessa storia della costruzione e la distruzione del castello di Malvaglia. Poi continuai con il mio nonno materno, operaio con il pallino per le invenzioni meccaniche, che mi raccontava la sua infanzia in Emilia, la sua giovinezza a Milano e le sue esperienze prima e durante la seconda guerra mondiale. Poi, non appena imparai a leggere, divorai quintali di storie su carta: cominciai con Emilio Salgari e proseguii con Verne, London, Calvino… con una predilezione per il viaggio, l’avventura e l’ambientazione storica.

Mi piaceva creare storie: iniziai con disegni e poi con i soldatini… le figurine da collezione, i lego. Con i lego, componevo e distruggevo spesso un castello (lo stesso del prozio col cappello?). Da questa curiosità per i manieri ho sviluppato un´autentica passione per ciò che è criptato ed inaccessibile… e per la storia.

A quindici anni, allorchè dovetti fare una scelta professionale, decisi di salvare l’infanzia (da cui iniziai a fare l’animatore di colonie per bambini e poi d’insegnante) e pure di salvare l’umanità (da cui cominciai la mia opera di soccorritore volontario con l’ambulanza, la mia attività di aiuto infermiere, in psichiatria, geriatria e financo in sala operatoria). Siccome volevo esagerare, volli persino salvare il mondo, per cui iniziai anche la mia attività di riformatore, politico e non solo, che trovò il suo acme durante la campagna per l’abolizione della caccia bassa, quando io e gli atri membri del comitato fummo denunciati dai cacciatori per diffamazione.

A 23 anni, dopo essere sopravvissuto al servizio militare nell´esercito elvetico (per fortuna in tempo di pace), mentre lavoravo in casa per anziani (facendo anche il lavapiatti e il giardiniere), volli raggiungere la maturità almeno sulla carta, ciò che conseguii con un corso serale a Milano ed un fortunoso esame come privatista, che mi valse il diploma di "assistente di comunità infantile". Mi iscrissi quindi alla facoltà di lettere dell’università di Pavia, dapprima nell’indirizzo filologico-letterario e poi in quello storico. Mentre studiavo, mi mantenevo con una borsa di studio, facendo la cavia di laboratoria e il supplente d’italiano, storia e geografia nelle scuole medie ticinese.

Ho (con)vissuto 8 anni a Pavia, collezionando le più disparate convivenze con altri coinquilini: dall’innamoramento di gruppo o comune anarchica, passando per vari gradi intermedi fino alla guerra civile intramuros. Mentre frequentavo l´università (e l’adiacente osteria "Da Mario"), ho scoperto la mia passione per il cinema e ho cominciato ad impegnarmi in modo veramente creativo per la scrittura (mettendo fine ad un poco originale diario iniziato a 18 anni) nella redazione di un giornale per gli studenti detto "Inchiostro": per questo giornale ho scritto recensioni di film, romanzi, teatri… e i miei primi racconti, gli stessi che hanno costituito il primo nucleo del mio primo romanzo: "Lapsus di lupus in fabula".

Dopo la laurea nel 2001, sono (soprav)vissuto 6 anni a Milano, facendo la spola in motocicletta o in auto con il luogo di lavoro in Ticino. Nel frattempo, dopo avere compreso che la mia attività di docente (soprattutto alle scuole medie) si riduceva a quella di domatore e all’(ab)uso di carne e/o della frustra(zione), ho preferito impegnarmi come insegnante d’italiano per "stranieri" (ma si dovrebbe dire per "alloglotti"), per cui ho realizzato un video didattico ("Vacanze segrete a Milano") dove ho costretto a recitare loro malgrado i miei amici.

Pure la mia carriera sess-sentimentale è molto variegata ed originale, dato che si passa dall’aspirante amante,  all’innamorato simbiotico, al convivente-marito ufficioso, al tradito, al traditore, all’amante occasionale e pure all’amante ufficiale: spero di potere illustrare tali esperienze nel mio prossimo romanzo "Giochi con fallo", in corso d’opera.

 

Il curriculum letterario

Come già detto, ho cominciato a cimentarmi in un diario a 18 anni, ma la vera esperienza di scrittura è nata nella redazione di un giornale per studenti universitari, cimentandomi in racconti, favole e pure in editoriali, recensioni di conferenze, film, romanzi, teatri, interviste: il culmine fu raggiunto durante un’intervista a Francesco Guccini, quando il cantautore mi disse (ironicamente) "scusa se ti interrompo".

Non appena ho raccolto una serie di favole ho provato a proporle alle grandi case editrici. Dopo quasi un decennio tra i tentativi più vari, sono giunto ad una conclusione lapalissiana: gli editori importanti non si danno nemmeno la pena di leggere l’incipit di un autore esordiente! Ciò che mi ha incoraggiato a coltivare la mia passione per la mia scrittura, tra un lavoro, un semaforo e l’altro, sono stati i miei amici (con i loro apprezzamenti e le loro stroncature), lo scrittore Giovanni Orelli (che lesse la prima versione di "Lapsus" apprezzandola e fornendomi preziose critiche) e il trofeo Riil ("Riflessi di luce lunare") che vinsi nel 1997.

All’inizio del 2007 mi sono deciso a battere a tappeto tutte le medie e piccole case editrici, ma dopo averne contattate più di un centinaio sono giunto ad una tragica conclusione: il 90% punta sull’autore esordiente per puri fini di lucro; nella peggiore delle ipotesi cerca di truffarlo, mentre nella migliore non si preoccupa della qualità dell’opera, riunciando a fare i veri editori e limitandosi al ruolo di tipografi.

Poi nella primavera del 2007 ho trovato un editore apparentemente comprensivo, di una fantomatica casa all'altro capo della penisola detta "I sognatori". All’inizio non ero convinto di rivolgermi ad una casa editrice non distribuita in libreria, poi, man mano che li conoscevo, mi convincevo che ciò che prospettano sul loro sito è vero! Man mano che andavo avanti, non volevo crederci: mi dicevo "troppo bello per essere vero, ci sarà alla fine una bella fregatura". Invece ho scoperto un editore che non si è limitato a pubblicare, ma mi ha permesso di crescere come persona e come autore.

Il fatto che il suo direttore Aldo Moscatelli sia lui stesso uno scrittore non è un limite, ma un un fattore di arricchimento. Sarebbe come considerare un limite il fatto che sia un lettore e che ami i libri. Quando legge e valuta un'opera sa con cognizione di causa di cosa si tratta, cosa vuol dire scrivere e quanta immaginazione, tempo, energie ed amore occorrano investirci. Aldo Moscatelli è anche uno dei pochissimi editori che legge le opere che pubblica. Non solo: si preoccupa di promuovere opere di qualità, per cui interagisce con l'autore, ne rileva gli errori, ne propone dei correttivi, ne accetta le controproposte, non in un rapporto gerarchico, ma in uno scambio alla pari, dove si evidenziano reciproci pregi e difetti, in una relazione dialettica, critica e simpaticamente amichevole. Pubblicare con lui e con I sognatori é faticoso: per farlo ho dovuto (negli scarsi ritagli di tempo concessi dal lavoro) ridurre il mio romanzo quasi della metà ed elaborarne quasi cinque versioni, ma ne è valsa la pena, perchè è grazie ad un'interazione che si può crescere come autori e, (non dimenticando di vivere in un mondo reale e non fatto di carta), anche come persone. Anche se non ho mai potuto incontrare nè Aldo nè gli altri sognatori di persona (per motivi geografici e di lavoro).

Al di là dell`abilità nell’uso e la combinazione d’immagini molto varie tra loro, la copertina di Francesca Santamaria  ha la genialità di condensarvi metaforicamente l’intero romanzo. Ha focalizzato i personaggi (a cominciare dal protagonista), le mefafore e gli episodi più significativi, traducendoli e sintetizzandoli in un’unica immagine… esprimendo l’atmosfera magica dei "Lapsus e raptus di lupus in fabula" su cui si articola questo romanzaccio.

Non ho la pretesa di avere partorito un romanzo perfetto, ma penso che sia un buon romanzo, e che valga la pena di leggere o di fare leggere... E spero di avere l'oppurtunità (e il piacere) di faticare ancora per e con I Sognatori, non solo per la mia causa individuale, ma per la causa di tutti gli scrittori esordienti che sanno sognare.

Flavio Pagani

lapsus


Commenti
#1   15 Gennaio 2008 - 07:50
 
In quello che dici mi ci riscontro sotto molti aspetti. Hai ragione a sostenere che per gli esordienti la vita è dura e io sono arrivata più o meno alle tue stesse conclusioni. La fregatura è sempre dietro l'angolo, mentre i grandi editori probabilmente neanche leggono i dattiloscritti che gli arrivano. Alla fine della fiera però è giusto mantenere la fiducia nelle proprie capacità, perchè credo che se si vale qualcosa alla fine si riuscirà ad emergere o perlomeno a realizzare mezzo sogno.
Acquisterò il tuo libro perchè dopo aver visto la copertina e letto il breve passo del signore con la coppola, ha acceso il mio interesse. E' intriso di quella surrealtà che io amo molto.

Elys
utente anonimo

#2   15 Gennaio 2008 - 18:51
 
Ce l'ho!!! "Lapsus" è arrivato oggi. Penso che domani incomincerò a leggerlo. Mi fido molto di Aldo e Francesca, so già che lo apprezzerò.
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#3   16 Gennaio 2008 - 19:02
 
E bravo Flavio!!! Lapsus è sul mio comodino da qualche notte e lo sto sorseggiando come un vecchio brandy bevuto in salotto come in un film di Agata Christie...Lapsus è visionario e concentrico. Almeno questa è la mia primissima sensazione.
Rimani sintonizzato sul prossimo sogno. Spero di poter dire di più!
Piero
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#4   18 Gennaio 2008 - 19:35
 
Caro Flavio, a furia di leggere "belle cose"sulla tua persona e aspettando che Lapsus compaia sul mio comodino, mi viene da pensare che nascere senza ombelico alla lunga paga.La tua a(i)utobiografia è ricca di sogni e percorsi in comune e in sintesi penso che tu ti veda come eri, come sei ...e forse il resto ce lo diranno i tuoi libri.In...alla balena.Non me ne voglia il moderatore...i lupi sono in via di estinzione!!
utente anonimo

#5   19 Gennaio 2008 - 14:38
 
Adesso Lapsus è sul mio comodino e..."qui si parrà la tua nobilitate"... come scrisse qualcuno, un po' di tempo fa. Sarà una lettura tosta, ne sono certo, per cui quel verso ha di sicuro due indirizzi. A presto. uskaralis
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#6   24 Gennaio 2008 - 08:48
 
Ad Elis ed agli esordienti vorrei dire che la ricerca della pubblicazione è così lunga (io ci ho messo dieci anni) e difficile (ho speso centinaia di euro in fotocopie e lettere... leccando decine di francobolli mentre facevo la fila in posta...) che deve essere sorretta principalmente dal piacere di scrivere... e dalla fierezza di essere un dilettante, cioè uno che scrive per dilettarsi.
Spero che anche i lettori possano dilettarsi, pur sapendo che un romanzo così originale non possa piacere a tutti.
Grazie a tutti! Ciao! Flavio Pagani
utente anonimo

#7   27 Gennaio 2008 - 11:16
 
LETTURE

[..] Non sono fuori per ferie (magari!...). Sono solo un pò disgustato da quello che succede nel Paese. Dai mafiosi nelle istituzioni che, mentre la gente festeggia per strada la loro condanna, già hanno preventivato di figurare come capolista [..]
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#8   01 Febbraio 2008 - 12:04
 
http://pulvi

[..] LAPSUS di Flavio Pagani ha il sapore della filastrocca. E la storia, a costo di ripetere per l’ennesima volta questo aggettivo, è davvero folle. Non penso sia il caso di cercare un autore a cui avvicinare Flavio Pagani, perch&ea [..]
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#9   15 Febbraio 2008 - 14:51
 
Lapsus

[..] Per leggere questo libro di Flavio Pagani bisogna tenere a mente questa regola. Che non si trova a inizio libro, ma quasi a metà, eppure ne costituisce la chiave di lettura. I Sognatori lo presentano come un romanzo, ma secondo me non lo &egra [..]
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