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mercoledì, 12 marzo 2008

ALTROVE DA ME”, di LUCILLA GALANTI

presentazione di Aldo Moscatelli

 

altrove da me
 

Comincio a credere di essere affetto da una certa vena masochistica: ultimamente ho la tendenza a pubblicare libri difficilmente inquadrabili e quindi poco agevoli da presentare con le solite frasi di rito. Ma quando punti sull’originalità, certi rischi devi metterli in conto.

Va beh, io ci provo lo stesso.

 

La prima volta in cui mi sono imbattuto in “Altrove da me”, ho pensato (da buon cinefilo): se il vecchio Cronenberg (quello della “nuova carne”, per intenderci) o il vecchio Polanski (quello di “Repulsione” e “L’inquilino del terzo piano”) leggessero il romanzo di Lucilla, ne trarrebbero di corsa un film.

“Altrove da me”, infatti, è un romanzo che può ricordare da un lato le nevrosi del cinema polanskiano, dall’altro la cruda visionarietà del già citato regista canadese.

Pensieri miei, tengo a specificarlo, era giusto per darvi un’idea. Non posso confermare l’influenza dei due geni della celluloide sull’opera di Lucilla. Che, ovviamente, si nutre di suggestioni letterarie. Kafka, per esempio, ma anche le speculazioni filosofiche di Sartre giocano la loro parte. Per una questione di completezza aggiungerei pure Pessoa e certo Burroughs. Alcune sequenze – davvero assurde – si collocano a metà fra il dramma esistenziale e l’allegoria dada. Non mi piace privare il lettore del gusto della scoperta, ma vi basti sapere che in una sequenza la protagonista parla con un muro, in altre è costretta (suo malgrado) ad osservare strane trasmutazioni corporali, per non parlare delle sequenze che hanno ispirato la copertina di Francesca Santamaria.

No, non è un horror, né un romanzo grottesco tout court.

È nero. Non “noir”, proprio nero. A tratti nero come la pece. Parla di disagio, quello che attanaglia l’esistenza della protagonista, e che blocca ogni via di fuga, reale o irreale. Può far male, “Altrove da me”. E indurre più di qualcuno alla riflessione. Perché l’oppressione che la vita esercita nel quotidiano, il peso della routine, la mancanza di spiragli, il nero che come un drappo cala su di noi quando – anche per un minuto – ogni speranza è persa… tutto questo, dicevo, è stato mirabilmente rappresentato da Lucilla. È evidente la volontà di scandagliare i meandri di una mente “particolare”  (quella della giovane protagonista) per poter universalizzare il messaggio di fondo (cito: “Io credo che ognuno di noi sia un po’ schiavo di un proprio, personale Disagio, è una cosa naturale. E quindi il suo Disagio si manifestava in modo diverso dal mio, in un’altra stranezza, un’altra diversità”).

A stemperare il tutto, un umorismo nero di rara efficacia e picchi di lirismo notevoli (leggetevi “Il ricercatore di meraviglie”, poi fatemi sapere; anche la disquisizione sulla “notte” e i suoi significati/significanti va più che bene).

Ma come è scritto, questo romanzo? Beh, un autore originale lo è sino in fondo quando tenta di dire cose nuove mediante moduli narrativi nuovi. Lucilla, se vogliamo (già immagino i cori: “eh, addirittura!”) può essere accostata a Céline. Faccio riferimento a una scrittura volutamente scarna, gergale, a sprazzi ripetitiva, di sicuro sperimentale. Con distinguo disseminati qua e là. Un bravo scrittore sa spaziare sapientemente, anche sul fronte tecnico.

Ai lettori incontentabili, offro qualche altro paragone, premettendo però che – a parer mio – “Altrove da me” ha peculiarità in grado di distinguerlo da tutto quel che si legge ultimamente.

Allora, se vogliamo possiamo tirare in ballo il nichilismo di Palahniuk. La protagonista del romanzo in qualche modo lo è, nichilista, quindi immagino che il raffronto possa andar bene. È un tipo di nichilismo differente, però; quello di Lucilla è più “intimo”, non saprei spiegarmi meglio.

A proposito, ecco un’altra peculiarità: la ragazza al centro delle vicende è per nulla ordinaria (una che se ne va in giro di notte con le fidate babbucce ai piedi, non può essere considerata tale), e certe volte i suoi discorsi lasciano allibiti (sospettando che uno dei genitori tradisca l’altro, arriva a desiderare tranquillamente “… un gesto di pazzia del padre nei confronti dell’amante, che so, spaccargli la testa con una bottiglia, anche senza ucciderlo, o la morte accidentale di amante, padre o madre), c’è del cinismo a tratti allarmante e – appunto – uno spiccato nichilismo di fondo. Nonostante ciò, la protagonista ispira immediata simpatia, e al lettore non resta che soffrire insieme a lei, in un rapporto empatico che soltanto gli scrittori di talento riescono a creare.

C’è un passaggio che a me piace molto, e che ben descrive l’approccio verso la gente e la realtà del personaggio principale:

 

Il fatto è che il mio carattere non è un problema mio. Casomai degli altri. Ho sempre pensato che fosse meglio perdere qualcuno, piuttosto che impegnarsi per farsi accettare. È una tristezza dover cambiare per non essere rifiutati. Cambiare per se stessi mi risulta al limite concepibile, dal momento che uno con se stesso deve convivere tutta la vita, e quindi forse è meglio venirsi un po’ incontro, ma cambiare per gli altri, cioè per una presenza incostante e anonima, non credo valga la pena. Sono estremamente comprensiva verso di me. Ho sempre ritenuto i miei difetti trascurabili, quelli degli altri insormontabili, poiché nessuno è indispensabile oltre se stessi, pezzi facilmente intercambiabili insomma, se non ti vanno a genio. Qualcuno questo lo chiama egoismo. Io preferivo chiamarlo intolleranza verso il mondo esterno

 

Credo che quanto già detto possa fornire un’idea del romanzo, o almeno di cosa vi attende se deciderete di acquistarlo. Ma a parte le stranezze già elencate (e sono molte di più, ve lo assicuro), vorrei dirvi cos’altro ha di speciale “Altrove da me”. La sua dote peculiare, probabilmente. Lo so, parlo a titolo personale, ma non dimenticate che: A) sono un lettore, B) ho troppo rispetto degli altri lettori per prenderli in giro, C) non pubblico il primo che capita, e chi mi conosce un minimo lo sa bene.

Allora, secondo me un grande pregio del romanzo è quello di essere maledettamente scorrevole e al contempo pieno di riflessioni e sottesi. Ho citato Kafka e Sartre, in precedenza, e non è un caso. Ora, dal momento che troppo spesso un romanzo risulta interessante ma farraginoso, oppure da leggersi in un fiato ma insipido sul fronte contenutistico, ritengo che la sintesi operata da Lucilla abbia non dico del miracoloso, ma almeno del sorprendente.

Sorprendente è pure la vita dell’editore. Due mesi fa mi trovavo a presentarvi quel bravissimo autore affetto da sindrome di Peter Pan che è Flavio Pagani (classe 1967), e oggi mi ritrovo a parlarvi di una bravissima scrittrice che potrebbe essere sua figlia (classe 1987).

Lucilla è giovane, ma già denota un potenziale letterario enorme. “Altrove da me” è la sua opera prima, e merita di essere conosciuta. Altro non dico, onde evitare che qualcuno si limiti a sollevare le spalle pensando (erroneamente) che di questo libro devo parlare bene per forza perché l’ho pubblicato io. Attenzione, la verità è un’altra: questo libro l’ho pubblicato io perché… col cavolo che lo lasciavo in mano alla concorrenza! Di rado uno scrittore riesce a stupirmi; Lucilla ci è riuscita, quindi tanto di cappello. Se devo investire risorse, devo essere convinto di quello che faccio. E di quello che dico.

Poi la parola sta ai lettori, per carità. Ma i lettori potranno dire la loro solo dopo averlo valutato. Io l’ho già letto, quindi dico la mia.

E allora consiglio questo libro a tutti. A chi ama leggere buoni libri, e apprezza gli scrittori che non si limitano a svolgere il solito “compitino”, ma tentano fra mille difficoltà di creare un’opera fresca, accattivante e di contenuto, senza però rinunciare a quell’immediatezza comunicativa che distingue il polpettone indigeribile dal romanzo che sa parlare al cuore e alla mente del lettore.

Come “Altrove da me”, di Lucilla Galanti.

Io ho detto la mia. Ai lettori l’ardua sentenza…

 

 

 

Per INFO consultare il CATALOGO

Per prenotare una copia: acquisti@casadeisognatori.com 


Commenti
#1   12 Marzo 2008 - 14:55
 
Più giovane di me e già scrive così bene?? Acc...
utente anonimo

#2   12 Marzo 2008 - 19:06
 
Largo ai giovani e alla loro freschezza di idee!!! Lo comprerò appena chiudo alcune faccenduole nei prossimi giorni. Quella piccola citazione che hai fatto mi ha colpito favorevolmente. Adesso sono curioso di vedere il resto.
Il catalogo Sognatori non si smentisce mai: WOW!
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#3   12 Marzo 2008 - 20:53
 
Aldo, potresti fare a meno di scrivere così bene e in modo meno accattivante????
Adesso sono indecisa: questo o l'antologia di racconti?
Basta, non ti parlo più...

Complimentissimi a Lucilla, coetanea ma molto più "grande" mentalmente! Se Aldo scrive in modo così appassionato, c'è solo da fidarsi!
E poi con me ha giocato la carta vincente: non si può citare Sarte e pensare che io rimanga indifferente XD
in bocca al lupo a te, Lucilla, e a voi, Sognatori adorati ^^
Un abbraccio dall'ombra,
Arianna
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#4   13 Marzo 2008 - 00:21
 
Sono proprio interessato.. Lo acquisterò al più presto.
Saluti!
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#5   13 Marzo 2008 - 02:07
 
Caro Aldo:una presentazione quasi esaustiva che la dice molto lunga su "Altrove da me"e sulla sua originalità, laonde per cui... mi incombe il piacere/dovere di fare i soliti quattro passi, a tempo debito, per raggiungere le PP.TT.Posso rubarti un ritaglio di cronaca aggiungendo che l'Autrice è stata una giovane poetessa in erba,100/100 alla maturità(classica?), ha un personale carino, è bionda e credo che il suo colore preferito sia il "fucsia"? Ciao franco
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#6   13 Marzo 2008 - 11:13
 
Per Aldo, scusami, approfitto di questo spazio per pregarti di correggere il mio Link in uskaralis07 e "adde" se puoi bluebirdtwice.Così chi mi cerca mi trova prima...grazie.Franco
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#7   13 Marzo 2008 - 15:56
 
Non posso che condividere le impressioni positive espresse sull'autrice di cui, oltre che essere la zia (alquanto orgogliosa), sono una delle lettrici più appassionate (di opere inedite!)
utente anonimo

#8   13 Marzo 2008 - 22:29
 
Aggiornamento dell'aggiornamento 5

[..] Ho provveduto ad aggiornare ulteriormente l'elenco delle mie prossime letture perché a giorni riceverò il nuovo libro edito da I Sognatori. Giusto in tempo per leggere "Le anime morte" di Gogol' e buttarmi subito dopo su questo [..]
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#9   15 Marzo 2008 - 08:48
 
Un romanzo molto particolare, ma molto interessante, a giudicare da quanto scrivi!
In bocca al lupo a questa giovane autrice!

P.S.
Vi ho linkato su sito e blog di GoodMorning!

Elys
utente anonimo

#10   15 Marzo 2008 - 20:12
 
Il nichilismo non dovrebbe far più parte del mio corredo di esperienze... ho già data in abbondante misura.
Ma leggere è bello anche per questo, per poter essere smentiti su un fronte verso cui magari si è scettici. Da quanto viene illustrato sembra davvero il caso di mettersi alla prova!!!
Comunque in bocca al lupo e congratulazione a Lucilla Galanti per il traguardo (e non di meno partenza, anzi forse più) della pubblicazione raggiunta!
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#11   17 Marzo 2008 - 15:42
 
oh Dio...ora...mi sono un po' spaventata!!!!!!!!!
grazie...comunque...
baci
ciao
bb
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#12   19 Marzo 2008 - 18:38
 
L'ho ricevuto ieri pomeriggio!!!!!!! Questa sera inizio a leggerlo.
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#13   25 Marzo 2008 - 11:55
 
Autrici così giovani ce ne son poche.
Un in bocca al lupo che sia solo l'inizio di un grande successo.
ciao
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#14   26 Marzo 2008 - 21:46
 
Sono finalmente riuscita a trovare il tempo per scrivere qualche riga a proposito di "Altrove da me", e vi assicuro che non è stato facile ^___^
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#15   28 Marzo 2008 - 11:22
 
http://altro

[..] ALTROVE DA ME di Lucilla Galanti Editrice I Sognatori pagg.145 - €.9,90 + spese di spedizione. [..]
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#16   02 Aprile 2008 - 09:13
 
http://altro

[..] Il 30 maggio 2008, presso Villa Lattes a Vicenza, via Thaon di Revel 44 , si terrà una doppia serata di presentazione, incentrata sui libri “Lapsus” (di Flavio Pagani) e “Altrove da me” (di Lucilla Galanti). Presenzierann [..]
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#17   05 Aprile 2008 - 14:03
 
Ho letto la "disquisizione sulla notte": mi ha ricordato la "nebbia" del film "Amarcord" di F. Fellini: bellissima!
utente anonimo

#18   06 Aprile 2008 - 20:04
 
Caro Aldo, hai proprio ragione, Lucilla è una scrittrice superlativa!!! Oltre ad apprezzare gli aspetti più "globali" del romanzo, mi sono piaciuti molto alcuni "particolari", come l'episodio dei "biscotti al cane": non trovi anche tu che si tratti di una "citazione" della "volpe" del Piccolo Principe di Saint Exupery?
E che dire della magistrale descrizione del "capo", perfetto archetipo della leadership autoritaria? Mentre leggevo, avevo l'assoluta certezza che in qualche modo Lucilla deve avere conosciuto il mio capo!
utente anonimo

#19   10 Aprile 2008 - 16:54
 
Non credo che il tema della follia sia mai stato trattato in modo così poetico, nonostante l'angosciante drammaticità dell'argomento.
utente anonimo

#20   15 Aprile 2008 - 15:56
 
Ho provato a scrivere una "recensione", si trova alla pag.

http://www.thinktag.org/index.php?page=Documents:DocumentView&documentId=798022

Saluti, Silvia
utente anonimo

#21   11 Maggio 2008 - 09:34
 
http://altro

[..] ULTIME NOVITA' - QUESTI I LINK: LUCILLA ARTISTA DEL MESE SU AL-BO.IT - RECENSIONE DI ALBERTO CAROLLO - INTERVISTA DI AURORA DAL MASO - IL RESTO DEL CARLINO - MATTEO SCANDOLIN Il 30 maggio 2008 alle 20,30, presso Villa Lattes a Vicenza, via Thaon di Rev [..]
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#22   12 Maggio 2008 - 22:22
 
Da appuntare

[..] Vieni? Suvvia che ti costa? Quando? Venerdì 30 maggio, ore 20.30 Dove? Vicenza, Villa Lattes Chi? La casa editrice I sognatori, Flavio Pagani, Lucilla Galanti, Alberto Carollo e tutto il gruppo di CaRtaCaNta...e ovvio, ci sarò anch'io. [..]
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#23   30 Gennaio 2009 - 10:20
 
http://scara

[..] Leggere questo libro non è stato affatto facile. Più volte mi sono dovuta interrompere, spesso infastidita, ma per la maggior parte del tempo, angosciata e con forti interrogativi vaganti nella testa. E' un libro strano, inquietante. Non [..]
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