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sabato, 15 marzo 2008

INTERVISTA A MATTEO SCANDOLIN (prospettive ribaltate 32)

Riprendiamo le nostre interviste per la serie “Prospettive ribaltate”.

È da un po’ che volevamo porre qualche domanda a Matteo Scandolin (Grandi Speranze, ma anche Inutile on line), ma tra gli impegni sempre più pressanti dei sottoscritti, e quelli altrettanto gravosi dell’intervistato, per un po’ non se n’è fatto nulla.

Ripariamo oggi, pubblicando il questionario debitamente compilato inviatoci da Matteo.

A tutti voi, auguriamo una buona lettura e un buon fine settimana.

I sognatori

 

1) Domanda di rito: ricordi il primo libro letto?

Onestamente no. Credo sia stato qualcosa di Salgari, qualche Sandokan. Di sicuro le prime cose che ho letto sono stati i fumetti, Disney e Marvel.

2) Recentemente hai resettato il tuo blog, ma ricordiamo varie recensioni (chiamiamoli pareri, altrimenti qualcuno si arrabbia) inerenti libri, musica e cinema. C’è un filo rosso che unisce queste tre passioni? E per caso una emerge sulle altre?

Il filo rosso è l’abitudine: sono abituato da sempre a vedere libri in casa, e leggerli. In famiglia ho chi i film li fa, e penso che una qualche influenza l’abbia avuta su di me. In ultimo, esistono anche i non-appassionati di musica?

Più in generale, Grandi Speranze ha come filo conduttore la cultura: quindi fa tutto brodo. Poi cerco di tirare una somma, di far quadrare i conti alla fine della giornata oppure di prendere atto degli scollamenti tra idea e realtà, e cerco di andare a letto potendomi dire: «d’accordo, questa cosa è cultura, la mia declinazione di cultura, quest’altra cosa no». Com’è ovvio, andarsene a dormire con le idee chiare è una meraviglia che capita poche volte l’anno. Di solito abbozzo, sbatto contro i muri al buio cercando l’interruttore.

3) Ti è mai capitato di scontrarti con uno scrittore per via del giudizio da te espresso sul suo libro? E in linea generale, cosa pensi delle “ingerenze” di certi scrittori poco inclini ad accettare critiche?

Più che scontrarmi, incontrarmi. Per via telematica e di persona, dopo una mia quasi critica. Il libro, per la cronaca, non m’era piaciuto per niente.

In generale sono più che favorevole a un dialogo tra autore e tutto-il-resto-del-mondo. Si parte dal rispetto reciproco, sennò si va poco lontano. Poi magari il dialogo può essere anche acceso, ma si deve partire dal rispetto reciproco; e al rispetto reciproco si deve arrivare. Magari l’autore ha qualche idea in più sul percorso che sta compiendo, e il resto-del-mondo qualche idea in più su come funziona la mente perversa dell’autore.

Autori che s’incazzano perché una delle loro grandiose opere non è piaciuta, o critici che s’incazzano perché il loro parere non viene assurto a legge: non dovrebbero esistere. Loro, e la gente che si scandalizza perché qualcuno la pensa in maniera diversa, o i “tu non sai chi sono io”, o gli stronzi in generale mi danno molto fastidio. Toglierei i diritti civili, a gente così (poi sarei io l’estremista, N.d.Aldo).

Forse la faccio un po’ facile, ma deve essere così. Non è tanto questione di scrittura e di critica: è questione di civiltà.

4) Sappiamo che adori Carver. C’è un suo lavoro che, come si suol dire, ti ha fulminato sulla via di Damasco, entrandoti dentro per non uscirne mai più?

Il nuovo sentiero per la cascata. Non è la prima cosa che ho letto, ma sono poesie illuminate da una luce fortissima, e discreta, e molto bella. Sono le poesie che ha scritto pochi mesi, pochi giorni prima di morire di cancro. C’è un’accettazione di tutto quello che gli sta succedendo che è meravigliosa, trascende qualsiasi “vittimismo” di situazioni simili (con tutto il rispetto per chi queste situazioni le vive o le ha vissute), e possiede dei versi precisi, fino all’osso.

Sono d’accordo con Salman Rushdie, che dice «Leggete tutto quello che Carver ha scritto».

5) Recentemente invece ti sei avventurato nella lettura di “Orgoglio e pregiudizio” (Matteo è uno di quelli che, leggendo il romanzo, ha socchiuso gli occhi, ha poggiato il libro sul petto e ha sussurrato Oh… Darcy!, n.d.Aldo Moscatelli), che se ben ricordiamo ti è piaciuto parecchio. Ma c’è un mega-classico della letteratura che proprio non sopporti?

Oh, non ho mai sopportato D’Annunzio. Sono convinto che ci sono stati autori di quel periodo che i programmi scolastici sottovalutano clamorosamente - uno su tutti: Gozzano. Ho poca simpatia anche per Balzac e Zola e quasi tutti i russi “classici”. Mentre invece ogni estate mi faccio fuori un libro di Dickens, che è una delle mie basi.

Di recente ho ereditato la biblioteca di mio padre, quasi quattromila libri tra prosa e saggi (pochissima poesia): purtroppo nella casa nuova non ci stanno tutti, e sto eliminando proprio a partire dalle mie personali antipatie. Sto facendo molti regali, ultimamente.

Per inciso, mio caro: Darcy è un figo da paura.

6) Sei uno scrittore a tua volta. In proposito c’è chi sostiene che per diventare un bravo scrittore sia necessario leggere molto, e chi, al contrario, esprime l’esigenza di un approccio “puro” alla scrittura, svincolato da ciò che altri hanno già detto e fatto. Tu come ti comporti al riguardo?

Leggo tutto, il più possibile, qualsiasi cosa  che mi capiti sottomano. Istintivamente alterno due o tre romanzi con un libro “diverso” (saggio, articoli, fumetto, qualcosa d’altro), ma non ho limiti. Leggo tutto e il più possibile perché mi piace smembrare i pezzi che più mi piacciono e capire come funzionano, quando li incontro. Sennò, come faccio a imparare a scrivere?

7) Il 2007 non si è concluso poi da molto. C’è qualche libro (letto in quei 365 giorni) che senti di consigliare a chi ci segue?

So che vorresti che dicessi qualche titolo de I Sognatori, ma, HA!, non ti darò questa soddisfazione!

Anche se non è un libro, credo di aver letto una delle cose più belle della mia intera vita verso la fine dell’anno: è un racconto di Marco Montanaro, Senza nausea. Ho insistito molto per pubblicarla come ultimo pezzo del 2007 di Inutile, ma non posso dare link perché tutti quei dati sono andati persi (piano piano li recupereremo). È davvero un bellissimo racconto.

Libro vero, vediamo... Il castello di Dumala di Von Keyserling (anche se gli ho preferito Onde). La guerra in casa di Luca Rastello (bravissimo). La posizione della missionaria di Christopher Hitchens. L’ombra del vento di Záfon. I primi che mi sono venuti in mente guardando la libreria...

Ah, e dimenticavo: alcuni libri de I Sognatori, per esempio la bellissima raccolta Un sogno dentro a un sogno...

8) Immagina di avere a disposizione la macchina del tempo di Wells, e che ti venga offerta l’opportunità di far visita a uno scrittore del passato. Chi sceglieresti e cosa gli chiederesti?

Charles Dickens. Vorrei sapere se gli dà fastidio che il mio sito si chiama come uno dei suoi libri...

9) Ultima domanda (la più odiata!). La casa è in fiamme, e puoi salvare soltanto cinque libri tra quelli presenti nella tua personalissima biblioteca. Quali metteresti in salvo?

L’ultimo sentiero per la cascata di cui sopra. I barbari di Baricco, ch’è un libro che mi ha affascinato moltissimo. Oceano mare, sempre di Baricco: uno dei migliori libri mai letti. V per Vendetta di Alan Moore e David Lloyd. E Una storia tra due città, a oggi il mio Dickens preferito.

 

postato da: Isognatori alle ore 09:55 | link | commenti (6)
categorie: libri, interviste, noi e voi

Commenti
#1   15 Marzo 2008 - 10:59
 
Commento la mia intervista solo per commentare il Moscatelli (oggiesù che casino!):

«(poi sarei io l’estremista, N.d.Aldo)»: no, tu sei fin troppo buono, fin troppo spesso...
MS
utente anonimo

#2   15 Marzo 2008 - 11:19
 
Naturalmente! Io mica ascolto quei gruppi di degenerati-drogati-capelloni che ascolti tu!
Aldo
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#3   15 Marzo 2008 - 19:58
 
quattromila libri woooooooooooowwwww! cosa darei per avere quattromila libri...umpf!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente spungola

#4   16 Marzo 2008 - 20:25
 
se posso permettermi, dal punto di vista logistico non è il massimo...
MS
utente anonimo

#5   16 Marzo 2008 - 22:34
 
@MS: ti capisco. Io ne ho "solo" 2.000 e sono già in difficoltà ^___^
Condivido la tua ammirazione per Dickens e la tua repulsione per D'Annunzio, ma l'unico lavoro di Baricco che mi sia veramente piaciuto è "Novecento", e per gli altri libri che tu avresti salvato devo ammettere la mia assoluta ignoranza (bhe, non tutti, "V per vendetta" lo conosco anch'io).Bella intervista, complimenti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PattyBruce

#6   17 Marzo 2008 - 09:35
 
@PattyBruce
Anche 2mila libri mi avrebbero fatto casino, col trasloco! ^__^;;;

Se ti piace Dickens, ti consiglio vivamente «Una storia tra due città», nell'edizione Frassinelli: bellissima traduzione.

Grazie per il complimento sull'intervista, ma buona parte del merito è di chi l'ha fatta. Se passi dalle mie parti, noterai la qualità inferiore :P
MS
utente anonimo

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