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martedì, 28 aprile 2009

DI RECENTE HO AVUTO CONFERMA CHE…

… l’omertà è sempre vantaggiosa, quando c’è qualcosa da nascondere.

Metto in guardia scrittori e lettori da anni, circa le nefandezze della nostra editoria. Proprio qui, in questo blog. Ma a quanto pare sarebbe preferibile che io non parlassi e voi non ascoltaste. Qualcuno ci vuole muti e sordi. Non faccio nomi, non ne vale la pena: questo piccolo spazio virtuale è visitato da un numero crescente di naviganti, garantirei pubblicità a chi non la merita affatto.

L’importante è dare il giusto peso a eventi e persone. Sette righe, in tal caso, mi sembrano più che sufficienti.

 

… agenzie e case editrici criticano o scartano alcuni romanzi con questa motivazione: l’opera non è ambientata in Italia, e uno scrittore italiano è bene che parli della realtà che meglio conosce. Consiglio a tutti di non seguire le colossali idiozie di questi signori, giacché le cose stanno così: i romanzi collocati in una realtà “altra” tirano poco, quelli collocati in Italia hanno maggiori possibilità di costruirsi un seguito almeno a livello locale. Ecco perché molte case editrici cercano autori del luogo e storie inserite nel loro stesso microcosmo.

Un professionista serio vi dirà invece che (in base al ruolo che riveste all’interno del plot) l’ambientazione è poco curata, o per nulla credibile, ma non la contesterà a priori.

Provate ad ambientare il vostro romanzo in una città italiana, una che non avete mai visto nemmeno in foto, e nessuno obietterà nulla.

Una prece per il povero Salgari. E un applauso a chi, come Flavio Pagani (degno erede del vecchio Emilio), ha ambientato “Lapsus” fra Milano e il Borneo, riuscendo miracolosamente a rendersi credibile. Chapeau.

 

… alcune grandi case editrici non accettano in visione manoscritti inediti però nel sito hanno una pagina apposita (che probabilmente non aggiornano dai tempi dello sbarco sulla luna) nella quale specificano in che modo è possibile inviare un manoscritto. Secondo consiglio: non spedite mai nulla alla cieca. E non attendetevi una scontata proporzione tra “professionalità” e “notorietà”, poiché l’editoria inizia dove termina la logica.

 

… molti scrittori, dopo aver buttato giù in quattro e quattr’otto un romanzo, magari l’opera prima, preferiscono andare alla ricerca della casa editrice in grado di garantire loro vendite, distribuzione e successo (dopo aver appurato la validità del manoscritto facendolo leggere all’amico del cugino del vicino di casa, è ovvio), piuttosto che continuare a fare ciò che dovrebbero: leggere tanto, scrivere tanto e tentare di migliorarsi.

No, meglio intasare gli uffici postali e le caselle di posta elettronica.

Ecco perché i tempi di valutazione dei manoscritti si allungano. Ed ecco perché molte case editrici si limitano a leggere le sinossi: atteggiamento che non condivido affatto, ma quando persino la sinossi risulta sgrammaticata… c’è poco da esplorare.

Chi lo fa ha tanta paura.

Io vivo nel terrore.

 

… non ho tempo per leggere “La promessa” di Dürrenmatt. Sono impegnato su più fronti, alcuni decisamente faticosi. In effetti negli ultimi tempi ho aggiornato il blog con minore frequenza (per lo stesso motivo non riesco mai a rispondere ai vostri commenti), ma credo che il gioco valga la candela. Vi saprò dire più in là.

 

… il “Manifesto contro il contributo editoriale” è stato sottoscritto dalla quinta casa editrice: Bel Ami. Tutte le informazioni necessarie le trovate nella pagina dei Capitani Coraggiosi. L’entusiasmo mostrato da Simona Camplone (direttore editoriale) è davvero incoraggiante. Non hanno ancora pubblicato alcun esordiente, d’altronde sono in giro da pochi mesi, ma ho chiesto informazioni e ricevuto rassicurazioni.

Posso anticiparvi che la lista è destinata ad allungarsi, spero di darvi buon notizie quanto prima.

 

Aldo Moscatelli

giovedì, 01 gennaio 2009

RIAVVIARE IL SISTEMA

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail nella quale una lettrice, dopo essersi avventurata nei meandri della blogosfera e aver partecipato alla solita fiera del libro, mi raccontava di aver conosciuto un editore che detesto profondamente. Un losco figuro per dirla con le sue parole (in corsivo le citazioni dirette) che da anni utilizza un solo slogan che spalma ovunque e che tenta di venderti libri come se si trovasse al mercato. La mail si conclude con un incoraggiante Ciao e vi prego continuate a scrivere i vostri post. Siete le uniche voci fuori dal coro.

 

Ora, attraverso questo post non voglio tornare su cose già dette a suo tempo, per una semplice ragione: alla maggior parte degli scrittori esordienti già non importa un fico secco di dover pagare il contributo (dal momento che per loro l’editoria a pagamento è perfettamente lecita, o al massimo un male necessario, qualora possa tornare utile), figuriamoci cosa gliene frega di un editore che un tempo chiedeva soldi per pubblicare con la sua casa editrice. Certo, un po’ mi stupisce vedere questo tizio raccogliere consensi presso individui che nemmeno si pongono il problema di verificare l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Per intenderci: sostiene di schifare la richiesta di contributo da sempre, ma al contempo ammette pubblicamente di aver chiesto soldi agli scrittori nei primi anni della sua attività editoriale (fino al 2001, dice, anche se a me li ha chiesti nel 2004: ma che il soggetto in questione sia un bugiardo patentato mi pare evidente).

Eppure i sostenitori non gli mancano. Bah.

 

Comunque in ambito editoriale, sull’argomento “contributo”, le cose vanno così. Puoi cambiare posizione da un giorno all’altro senza che questo crei scompensi. Al massimo incontri qualche problema nel breve periodo, ma sulla lunga distanza le cose vanno meglio. La gente ha la memoria corta, e – spesso per interesse – tende a fornire giustificazioni un po’ a tutto. I ruoli si ribaltano, quel poco di bianco e di nero che c’è rimasto diventa grigio (perché le linee d’ombra devi vederle per forza e ovunque, altrimenti diventi un estremista bushiano, per citare un simpatico appellativo che mi è stato affibbiato tempo addietro per via della mia chiusura nei riguardi dell’editoria a pagamento) e tanti saluti alle differenze sostanziali tra la coerenza dell’uno e la coerenza dell’altro.

Noi editori, insomma, siamo tutti degli onestissimi speculatori.

O degli squallidi virtuosi.

 

Altrove le cose non vanno meglio. Voglio dire, anche in questo blog c’è gente che appoggia a parole la mia lotta alla richiesta di contributo, ma regolarmente scopro che più di qualcuno (zitto zitto) ha pubblicato o intende pubblicare a pagamento. O magari non recalcitra più davanti alla possibilità di aprire il portafogli.

Così come moltissimi lettori si pregiano di esporre loghi inneggianti alla piccola editoria, salvo poi acquistare esclusivamente i libri scritti e pubblicati dai soliti noti. Perché una pacca sulla spalla è meno impegnativa di un gesto concreto, e tante belle parole dovrebbero confermare le ottime intenzioni palesate dal logo orgogliosamente esposto.

Peccato che la piccola editoria, così come la grande, non campi con le ottime intenzioni, le pacche sulle spalle e le frasi di incoraggiamento, ma con le vendite.

E davanti alla possibilità del gesto concreto partono i “ma, non so”, “lo metto nella lista”, “forse più in là” e così via. Per carità, ognuno spende i soldi come e dove gli pare, però non mi sembra una bella cosa lodare fino allo sfinimento un editore e poi fare spallucce davanti alla possibilità di acquistare un – dico un – libro pubblicato da quella stessa persona.

Come dicevo a Matteo qualche settimana fa, a questo punto ditemi che sono uno stronzo e compratevi un libro, piuttosto che il contrario. Almeno guadagno qualcosa.

 

Mi spiace soprattutto per gli scrittori che ho pubblicato. Prendete l’ultimo libro, l’antologia del 2008. Lì c’è di che rimanere soddisfatti, i racconti (al di là dei gusti) sono scritti davvero bene, le storie non annoiano mai e c’è una grande varietà di stili, temi, linguaggi e approcci.

Ma è un’antologia, scaturita dal solito concorso, nonché pubblicata dalla solita piccola casa editrice, e allora cosa vuoi trovarci di buono in un libro del genere? Meglio rivolgersi all’estero e comprare magari l’antologia curata da Francis Ford Coppola (“Zoetrope: all-story”), che non vale la metà di “Un sogno dentro un sogno” (primo e secondo volume).

Eh, ma quelli lì so’ americani

 

Con Francesca si parlava di “La grammatica di Dio”, l’ultimo lavoro del nostro adorato Stefano Benni. Una pugnalata al cuore. Racconti terra terra, retorici, che strappano un paio di sorrisi stentati, scritti in maniera elementare e fondamentalmente mediocri.

E mi chiedevo: se l’ultimo libro di Benni fosse stato “Lapsus” e non “La grammatica di Dio”, cosa avrebbero detto i critici e i lettori?  Se “Lapsus” lo avesse scritto Benni, i lettori e i critici parlerebbero oggi di ritorno alle origini, di ritrovata verve dell’autore bolognese, di capolavoro della letteratura surreale italiana, di romanzo che traccia una nuova strada, e così via. Ne sono strasicuro. Invece, “purtroppo”, Lapsus l’ha scritto lo sconosciuto Flavio Pagani, e allora ogni giudizio deve essere commisurato alla sua importanza, quindi “buono” ma non “ottimo”, “originale” ma non “unico”, “da scoprire” ma non “da leggere assolutamente”. E così via. Questo è il triste destino degli scrittori esordienti davvero bravi. Perché io ho citato “Lapsus”, ma chissà quanti casi similari ci sono in altre realtà editoriali.

 

Come ho detto altrove: se i lettori fossero disposti ad offrire le medesime opportunità tanto allo scrittore sulla bocca di tutti quanto allo scrittore sconosciuto, le cose andrebbero diversamente. Purtroppo, però, la maggior parte degli italiani acquista quattro o cinque libri (i soliti noti, ovviamente) nel corso di un anno, tralasciando tutto il resto. In questo modo la sperequazione aumenta; gli esperti di marketing si accorgono che a vendere sono soltanto gli instant-book e le case editrici si adeguano, pubblicando quello che la maggior parte dei lettori, occasionali o non, richiedono. Per dirla in due parole: non è tanto quel che si compra e che si legge a esacerbare il sistema, ma quel che non si compra e non si legge.

 

Io sono ultrapessimista sul futuro della piccola editoria. Quella che non chiede alcun contributo editoriale, ovviamente, perché i colleghi a pagamento se la passano più che bene.

Gli editori che per anni si sono comportati da strozzini oggi vengono presi a modello.

Gli scrittori esordienti fanno a gara per accaparrarsi un posto in prima fila nell’editoria dei vasti cataloghi e delle pubblicazioni (s)vendute a suon di migliaia di euro.

Per il lettore medio c’è sempre un motivo in più per acquistare quell’altro libro.

 

La frase più agghiacciante mai formulata per i lavori che ho pubblicato è questa:

Sì, va beh, sono belli. Ma vendono?

 

Personalmente andrò avanti finché avrà senso farlo, poi uscirò di scena senza rimpianti. E senza farmi problemi. Ogni tanto arriva la mail allarmata di qualche supporter che mi consiglia di non prendere troppo a cuore certe questioni. Evidentemente la gente non conosce il mio cinismo.

Allo stato attuale, per me, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Perché non c’è nulla da perdere e nulla da guadagnare.

Il senso di quel che faccio è proprio lì: in quel che faccio. Nel momento in cui mi verrà impedito di agire, saluterò tutti. Dipendesse da me continuerei a editare buoni libri a basso prezzo per tutta la vita, senza chiedere un centesimo di contributo. Ma questo non dipende soltanto da me.

Hai voglia ad essere l’unica voce fuori dal coro.

Comunque.

Nel 2006 c’eravamo. Nel 2007 e nel 2008 pure. Il 2009 è appena cominciato e siamo ancora qui. Quarto anno consecutivo.

Non male, per una casa editrice che – per quelle che sono le regole attuali del mercato – era destinata a chiudere i battenti dopo sei/dodici mesi.

Vedrò di inventarmi qualcosa anche quest’anno.

Canzone del giorno: questa.

Aldo Moscatelli

lunedì, 08 settembre 2008

I SOGNATORI A CUNEO

Abbiamo iscritto “Lapsus” e “Altrove da me” a questo concorso, rivolto esclusivamente alle opere già edite.

Prestigiosetto, ce ne rendiamo conto: se gente come Dario Fo e Marco Travaglio ci fanno una capatina, dev’essere importante per forza; così come sappiamo bene che le passate edizioni del premio hanno visto il trionfo di opere pubblicate dalla grande editoria. Le migliori, si spera.

Comunque tentar non nuoce, i libri meritano e noi anche.

Quindi dita incrociate per Flavio e Lucilla.

Se dovessero presentarsi sviluppi, vi aggiorneremo immediatamente.

Ah, cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente il nostro amico Franco, che ci ha segnalato a suo tempo il concorso: lui il tifo per Flavio e Lucilla lo fa da sempre.

A presto,

I Sognatori

lunedì, 01 settembre 2008

LAPSUS - BOOK TRAILER

Accendete le casse del computer, mi raccomando.

 

domenica, 01 giugno 2008

REPORT

Serata di presentazione dei libri “Lapsus” e “Altrove da me”

Villa Lattes, Vicenza, 30 maggio 2008

 

 

Partenza: Lecce, ore 22.00

Tre baldi giovani (Aldo, Francesca e Marco: età media del gruppo 27 anni) salgono sul treno che li porterà a Vicenza il giorno seguente. Breve tappa a Bologna (prevista per le 7.00) e poi sosta più lunga a Padova. Un piccolo problema al trolley (che – pieno com’era – pesava una quarantina di chili) fa presagire sventure…

Se vi state chiedendo il motivo per il quale non ci siamo affidati all’aereo, la risposta è semplice: Aldo ne ha il terrore.

 

Padova, ore 9.30 circa

La stazione di Padova accoglie tre neo-cinquantenni, individui invecchiati precocemente per via delle 11 ore di viaggio già sorbite, durante le quali si è dormito pochissimo (Francesca e Marco) o nulla (Aldo). Un caffé ristretto serve a poco, e dopo aver sborsato 1 euro per mezzo bicchiere d’acqua (del rubinetto), decidiamo che non è il caso di farci spellare ulteriormente. Tra l’altro il barista, un nerboruto signore che in ogni frase infila una parola in italiano e quattro in veneto, ci fa notare che in bagno è possibile entrare soltanto uno alla volta: forse temeva la richiesta di uno sconto-comitiva…

Ma la situazione peggiora con la pioggia, che ci perseguita per dieci minuti, giusto il tempo di fuggire dal parco e trovare riparo in stazione: una volta al coperto, ovviamente la pioggia sparisce. Dopo un delirante duetto tra Francesca e un’ucraina che non riusciva a utilizzare la sua scheda telefonica, seguono pranzo al sacco e lettura su panchina (Kanafani, Vonnegut e un altro scrittore di belle speranze, gli autori affrontati). Alle 14.18 giunge l’ora di abbandonare Padova e “salpare” alla volta di Vicenza.

 

Vicenza, ore 15.00 circa

Tre neo-sessantenni mettono piede sul suolo vicentino, e l’unica cosa che riescono a fare è darsi una rinfrescata nei bagni della stazione, immettersi sul viale, compiere un centinaio di metri e semi-svenire su una panchina del parco antistante. Poi inizia il giro di telefonate: prima Patty, poi Franco e infine Alberto.

Patty e suo marito sono così gentili da abbandonare il centro città e raggiungerci nel parco. Avviene quindi il sospirato incontro, e cosa dire? Patty è esattamente come la immaginavamo: solare, sorridente, simpaticissima. Il gentil consorte non è da meno, con estemporanee rivelazioni-shock sul suo passato da freakettone; si comincia a parlare di libri, di arte, di film. Poi ci raggiunge Franco, e il gruppetto che affolla il bar-snack si anima ulteriormente. Persona squisita, il nostro Franco: coi suoi aneddoti rapisce l’attenzione generale, il tono di voce basso e calmo incita all’ascolto. Ci stupisce anche lui con alcune anticipazioni di carattere editoriale, poi la telefonata di Alberto obbliga i convenuti a darsi da fare: i nostri tre amici si dirigono verso i rispettivi alberghi, a noi vien chiesto di presentarci alle 19.30 nei pressi di Porta Castello.

 

Porta Castello, ore 19.30 circa

Per primo ci raggiunge Alberto Della Rovere, membro di Cartacanta e persona incaricata di intervistare Lucilla e Flavio. Piove di nuovo, e da perfetto signore Alberto offre il suo ombrello alla sola Francesca, tra i mugugni di Aldo e Marco (oh, naturalmente si scherza!). Pochi minuti d’attesa ed ecco arrivare Alberto Carollo, in versione “Quasimodo” per via di una fasciatura alla spalla (il monito è stato chiaro: mai fidarsi delle strutture per bambini presenti nei parchi, se ci si sbatte son dolori). Col nostro Cigale abbiamo giusto il tempo di scambiare due parole, sufficienti a riconoscere in lui una persona gentilissima, simpatica e disponibile. Infine arrivano Aurora e Davide (torneremo su loro più in là), che ci accompagnano personalmente nel luogo deputato all’incontro: Villa Lattes.

 

Villa Lattes, ore 19.40 circa

Qui troviamo ad attenderci la nostra Lucilla Galanti, in compagnia di parenti e amici; abbiamo subito modo di stringere la mano a due nostre conoscenze, Paride e Silvia, che ci danno subito l’impressione di essere un pochino emozionati (fattore che li ha resi ancor più simpatici ai nostri occhi). Quanto a Lucilla, due sole parole: assolutamente deliziosa. Sorride, ci saluta con affetto, fa domande, scambiamo 4 chiacchiere veloci. Noi conoscevamo già il suo volto, ma lei non conosceva il nostro, quindi la domanda “ma quanti anni avete?”, rivolta a Francesca e Aldo, non ci ha colti di sorpresa. Più che naturale, il suo stupore: non capita tutti i giorni di vedere due ragazzi alla guida di una casa editrice. Soprattutto, non capita tutti i giorni di vedere un editore con mezzo metro di capelli (vedi foto in basso: Lucilla è quella al centro, Aldo quello sulla destra).

 

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Poi la funesta notizia: Flavio Pagani è imbottigliato nel traffico autostradale, arriverà in ritardo. Si decide quindi di ritardare l’inizio della presentazione di qualche minuto, dal momento che anche Matteo Scandolin (per motivi di lavoro) ci ha già informati che arriverà a Vicenza verso le 20.45.

Flavio comunque non si fa attendere a lungo, e giunge fra noi con un gran bel sorriso e una simpatia che – visti i contenuti di “Lapsus” – in tutta onestà ci attendevamo. Per carità: mai confondere lo “scrittore” con lo “scritto” (Lucilla ne sa qualcosa in proposito…), ma una serie di battute ci consentono di individuare immediatamente in quel Flavio il nostro Flavio, ovvero il funambolo che ha saputo conquistare la nostra stima seppellendoci sotto tonnellate di parole.

A quel punto, all’appello mancano soltanto il citato Matteo e il nostro amico Benito, ma il tempo è tiranno, siamo in un ritardo mostruoso e Alberto Carollo ci chiede di dare inizio alle danze.

 

Palchetto di Villa Lattes, ore 20.55 circa

Ci schieriamo in questo modo:

Photobucket

 

cioè (da sinistra a destra) Aldo, Lucilla, Flavio, Alberto Carollo e Alberto Della Rovere, poi la serata di presentazione può avere inizio. Introduzione di Cigale (assai lusinghiera: grazie Alberto!), quindi le prime domande per Aldo. Chi non lo conosce bene, probabilmente non si sarà accorto che il nostro editore connetteva a stento. Chi lo ha già visto in azione, avrà notato senza dubbio pause e incertezze che solitamente non ha (confermo: ho un ricordo assai nebbioso di tutto quello che ho detto, n.d.Aldo). Gli indizi maggiori però sono altri: sguardo spesso assente, occhi ridotti a due fessure (in stile gatto malato) e occhiaie spaventose, fortunatamente celate dalla distanza che lo separa dal pubblico. Riesce comunque a dire qualcosa di sensato sui temi a lui cari: il contributo editoriale, le librerie, i concorsi letterari e così via. È poi il turno di Lucilla, forse un po’ agitata (il microfono che stringe fra le mani oscilla pericolosamente da un lato all’altro, con gravi rischi per l’incolumità di Flavio, Aldo e spettatori), ma alla fine se la cava alla grande, ricevendo un meritato applauso.

A “subire” il fuoco di fila delle domande poste da Alberto Della Rovere è quindi Flavio: non era affatto semplice spiegare significati e sottesi della sua opera prima, ma grazie anche a un innato senso dello humour, Flavio è riuscito a conquistare il proscenio senza troppi problemi, riuscendo anche a esprimere concetti affatto banali circa la realtà degli scrittori esordienti italiani.

Alla fine, come potete constatare dalla foto qui sotto,

  

Photobucket

i nostri due autori sono stati salutati da un lungo e sincero applauso, mentre Aldo – che vagava spaesato di qua e di là, in cerca di un pigiama e di un letto –  veniva aiutato a scendere dal palco.

Una volta giù, ha avuto modo di conoscere e salutare Matteo Scandolin e Benito Lopez, che nel frattempo si erano confusi fra il pubblico. Qui andrebbe aperta una dolorosa parentesi, che però preferiamo lasciarci per il finale di post.

In fretta e furia è stato possibile vendere qualche copia e dare un’occhiata all’orologio: ore 22.55.

Il treno era alle 23.09.

Saluti e abbracci un po’ a tutti (eccetto Flavio, che nel frattempo avevamo perso di vista), e poi corsa disperata in stazione. Ecco allora che dobbiamo ringraziare di cuore Aurora e Davide per il passaggio, nonché per la disponibilità e la simpatia dimostrate nei nostri confronti: merce rara, di questi tempi.

 

Stazione di Vicenza, ore 23.15

Un destino beffardo fa giungere il treno che ci riporterà a Lecce in ritardo. Soprattutto, una volta a bordo ci rendiamo conto che ci sono soltanto posti in piedi. Trascorriamo la bellezza di tre ore nel corridoio del vagone, poi alle due di notte riusciamo miracolosamente a prendere posto in uno scompartimento semivuoto. A quel punto però è tardi per dormire, e allora ci abbandoniamo a fugaci discussioni sulla serata appena conclusa, comprese osservazioni agrodolci su determinati aspetti.

 

Lecce, ore 11.30

Dopo dodici, interminabili ore, tre ottuagenari giungono in territorio pugliese.

Tanta stanchezza, occhiaie infinite, e felicità di eguale grandezza.

 

COSA RICORDEREMO DELLA SERATA (in ordine confuso, come noi adesso)

Il sorriso di Patty.

L’abbraccio di Matteo.

L’umanità che traspare dalla voce e dalle parole di Franco.

La stretta di mano di Alberto Della Rovere.

La gentilezza di Alberto Carollo.

La simpatia di Davide e Aurora.

I complimenti di un ragazzo che alla fine della serata ha voluto scambiare due parole con Aldo.

Gli applausi agli autori, in particolare quello a Lucilla.

La contentezza dipinta sui volti del pubblico.

Il sorriso di Lucilla.

L’affabilità di Flavio (e la sua maglietta).

 

I NOSTRI RAMMARICHI

Non aver potuto chiacchierare con Matteo, nonostante abbia fatto i salti mortali per essere a Vicenza: avevamo un mucchio di cose da dirci.

Esserci limitati a un saluto fugace nei riguardi di Benito, che a sua volta ha dovuto prendere la macchina e affrontare un viaggio: rimedieremo, promesso.

L’assenza di Zeruhur e Isabelle Tostin.

Non aver prolungato l’incontro al bar con Patty e Franco.

Non aver parlottato (almeno un altro po’) di cinema di fantascienza col marito di Patty.

Non aver salutato Flavio al momento di andare via.

Essere scomparsi nel nulla dopo aver venduto alcuni libri, alla stregua della banda Bassotti.

Non aver ringraziato abbastanza Cigale, Alberto Della Rovere, Pungola, Davide e gli altri ragazzi di Cartacanta.

Aver visto scomparire tanti volti che ormai consideriamo volti amici.

Il fatto che TUTTO è durato davvero troppo poco: nonostante la stanchezza, quel TUTTO lo  rifaremmo anche domani.

 

C’è di buono che altre cose bollono in pentola, e che la volontà di ripetere l’esperienza è fortissima: noi – in qualche modo – abbiamo già cominciato a darci da fare…

p.s.

Le immagini sono state clamorosamente rubate agli amici di Cartacanta... non ci denuncerete per questo, vero?!

p.p.s

A giorni pubblicheremo anche alcuni video della nostra Patty.

giovedì, 29 maggio 2008

CIUFF CIUFF...

Ok, ancora qualche ora e si parte.

Obiettivo: raggiungere Vicenza, ove si terrà la serata di presentazione dei libri Lapsus” e “Altrove da me”, il 30 maggio 2008 presso Villa Lattes (via Thaon di Revel, 44). Il tutto dovrebbe avere inizio alle 20.30.

Sono previste 11 ore di viaggio all’andata e 12 al ritorno.

Molto probabilmente arriveremo a Vicenza sottoforma di budini, nel primo pomeriggio.

Al nostro ritorno, dopo aver ripreso le forze, vi racconteremo come sono andate le cose.

Fate il tifo per noi,

I sognatori

martedì, 27 maggio 2008

SEGNALAZIONI

Un paio di segnalazioni al volo.

La prima riguarda l’ultima recensione di “Lapsus”, scritta da Alberto Carollo (grazie mille Cigale!) e pubblicata da poche ore qui:

 

http://cigale.splinder.com/post/17261699#17261699

 

 

La seconda riguarda invece la nostra amica Elys, che qualche giorno fa ci ha segnalato questo nuovo sito

 

www.good-morning.it

 

che, per citare le stesse fondatrici, è nato “dalla passione per il mondo dell’arte in ogni sua espressione” e si propone di raggiungere “tutti, adulti e adolescenti, anziani e bambini, uomini e donne, artisti e persone comuni”.

Per quanto riguarda l’ambito di nostra competenza, quello letterario, segnaliamo la pagina LETTERATURA.  

 

Buona lettura a tutti,

I sognatori

venerdì, 23 maggio 2008

Due post in nove giorni...

... e sembra quasi che da queste parti tutto sia fermo, ma così non è.

 

Ci stiamo organizzando per la serata di presentazione che si terrà a Vicenza il 30 maggio 2008; il luogo deputato ad accogliere l’evento è Villa Lattes (via Thaon di Revel, 44). Il tutto dovrebbe avere inizio alle 20.30. Sappiamo già di poter contare sulla presenza di alcuni blogger (c’è chi non è mai stato a Vicenza e chi, in cerca di Villa Lattes, tempo addietro si è imbattuto in qualcos’altro…), e sappiamo anche che – causa impegni universitari – più di qualcuno non potrà farsi vivo, ma noi speriamo che il crescente interesse che sta coinvolgendo la nostra casa editrice e in particolare gli ultimi due libri editi da I Sognatori (“Lapsus” e “Altrove da me”), possa condurre in quel di Vicenza più di un curioso. Sarà possibile vendere i due libri summenzionati in loco, quindi chi desidera spendere qualche soldino può farlo; chi è già in possesso dei libri, al massimo può farsi autografare la copia personale (e probabilmente mettere in imbarazzo i due autori).

 

Cambiamo argomento: il concorso letterario “Un sogno dentro un sogno – seconda edizione.

I racconti stanno arrivando, e la curiosità di leggerli è tanta, ma dobbiamo attendere il 31 luglio (data di scadenza del concorso) per poterli valutare. Ricordiamo che per i 10 vincitori è prevista la pubblicazione gratuita dell’opera in un’antologia ufficiale (con regolare codice ISBN, per intenderci), una copia omaggio della stessa antologia e – per colui o colei che svetterà fra i dieci vincitori, a detta della nostra giuria  – un premio in denaro dell’ammontare pari a 300,00 euro.

 

Ci sarebbe ben altro da raccontare, ma siamo consapevoli che nel nostro lavoro gran parte dell’agire quotidiano resta celato. Letture, archiviazioni, mail, telefonate, schede di valutazione, accordi, disaccordi, corse, impegni burocratici, momenti entusiasmanti e incazzature varie si perdono nell’ombra. A volte è meglio così, altre volte no.

 

Comunque…

Ulteriori novità bollono in pentola, ma siamo costretti a tenere le bocche cucite, per il momento (e non per mera scaramanzia).

 

Si prospetta un’estate particolarmente calda, ad ogni modo…

martedì, 29 aprile 2008

SEGNALAZIONI

Torniamo a parlare di cose serie (libri) su consiglio di Cigale, e segnaliamo un paio di recensioni fresche fresche.
Allora, qui:

http://pungola.splinder.com/post/16884646/Un+libro+alla+settimana

potete trovare la recensione di Pungola inerente "Lapsus" di Flavio Pagani.
Invece qui:

http://cigale.splinder.com/post/16921718#16921718

è possibile leggere la recensione di "Altrove da me", a firma Cigale.

Naturalmente ringraziamo di cuore Pungola e Alberto per  il tempo e l'impegno con i quali hanno valutato le nostre due ultime opere.

AGGIORNAMENTO DELL'ULTIMA ORA

Segnaliamo "in differita" anche questa recensione:

http://evertrip.wordpress.com/

inerente l'antologia "Un sogno dentro un sogno", postata da Zorrokamikaze sul suo nuovo blog. Un enorme "grazie" anche a lui, ovviamente.

giovedì, 24 aprile 2008

CAMBIAMENTO DI PROGRAMMA

Alberto Carollo mi ha un po’ preso in contropiede, postando un’intervista cui tengo particolarmente. In verità risale agli inizi di marzo, ma una serie di problemi tecnici (che non sto qui ad elencare) ne ha impedito la pubblicazione sino ad ora.

So di chiedervi molto (è la seconda intervista che segnalo nell’arco di due giorni), ma ne consiglio la lettura per tutta una serie di motivi. Il principale è dovuto alla possibilità offerta da Alberto – e per la quale ringrazio sentitamente – di sviscerare una miriade di temi inerenti la mia attività di lettore, editore e scrittore. Si parla di influenze letterarie, di librerie, di blog e blogger, di “Lapsus” e “Altrove da me”, di contributi editoriali, di esperienze passate e presenti, di progetti per il futuro e quant’altro.

Una fotografia, se vogliamo, di questi primi due anni. E uno spaccato di vita editoriale che, per quanto insignificante agli occhi di qualcuno, resta pur sempre vera vita. Vissuta, sudata, amata.

Io segnalo il link, poi fate voi.

È questo:

 

http://www.cartacantalab.com/intervista%20a%20Aldo%20Moscatelli.htm

 

In calce all’intervista c’è un promemoria: tenetelo a mente.

Ieri avevo preannunciato la pubblicazione di un altro post, ma per le polemiche c’è sempre tempo.

 

Un grazie sincero a tutti coloro che si prenderanno la briga di conoscermi meglio attraverso la lettura di questa intervista, e ovviamente un grazie speciale ad Alberto Carollo.

Aldo Moscatelli